10 Giugno 2026 - 22:08

Ciocchetti (FdI): “La riforma del gioco fisico verrà presentata dal Governo entro agosto 2026”

Nel dibattito in Aula alla Camera sulla mozione presentata da Merola ed altri del PD sul riordino del gioco pubblico, si è inserito anche l’intervento di Luciano Ciocchetti (Fratelli d’Italia),

03 Giugno 2026

Nel dibattito in Aula alla Camera sulla mozione presentata da Merola ed altri del PD sul riordino del gioco pubblico, si è inserito anche l’intervento di Luciano Ciocchetti (Fratelli d’Italia), che ha ricostruito l’evoluzione normativa del settore e rivendicato l’impianto regolatorio attuale come frutto di un percorso progressivo di legalizzazione e contrasto al gioco illecito.

Nel suo intervento, Ciocchetti ha sottolineato la necessità di un “bilanciamento” tra tutela della salute, prevenzione delle dipendenze e altri interessi costituzionalmente rilevanti, come il contrasto all’illegalità e la protezione del gioco legale e responsabile. Centrale anche il riferimento alla riforma in arrivo sulla rete fisica e al rafforzamento degli strumenti di controllo e prevenzione. Ciocchetti ha confermato che il Governo approverà il decreto di riforma del gioco fisico entro agosto 2026.

“Sarebbe giusto – ha affermato l’esponente di Fratelli d’Italia – ricordare alcuni percorsi che hanno portato lo Stato italiano ad avere una diversa considerazione dei cosiddetti giochi d’azzardo. Tutto parte dal cosiddetto decreto Bersani. Fino a quel momento in Italia i giochi d’azzardo erano sostanzialmente vietati, ma la scelta del legislatore fu quella di contrastare il gioco illegale gestito dalle mafie e dalle organizzazioni criminali, che nel nostro Paese erano presenti in maniera significativa e utilizzavano il gioco per acquisire risorse importanti e finanziare attività illecite come lo spaccio e il controllo delle piazze della droga.

Il decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, avviò questo percorso, seguito poi da una serie di provvedimenti successivi con i quali tutti i governi che si sono succeduti hanno progressivamente autorizzato, regolamentato e legalizzato diverse tipologie di giochi con vincita in denaro.

È chiaro che abbiamo di fronte un tema molto importante, che purtroppo è stato considerato poco nelle mozioni presentate: il contrasto alla diffusione del gioco illecito gestito dalle mafie, che esisteva allora e continua purtroppo ancora oggi, anche se in forme diverse.

Il decreto dignità del 2018 ha introdotto un severo divieto su qualsiasi forma di pubblicità relativa al gioco d’azzardo. È un tema che andrà ripreso anche nel decreto legislativo che il Governo dovrà presentare entro agosto 2026, perché le società concessionarie hanno trovato comunque forme indirette di promozione. Sappiamo che la ludopatia è inserita nei livelli essenziali di assistenza del nostro Paese e che lo Stato garantisce supporto attraverso il Servizio sanitario nazionale e i servizi regionali a chi sviluppa una dipendenza dal gioco.

Sono stati introdotti diversi strumenti di prevenzione e assistenza: il telefono verde nazionale, il servizio “Gioco responsabile”, le help line come “Non fare della tua vita un gioco”, oltre alle comunicazioni dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli nei punti di gioco, con l’obiettivo di informare e orientare i cittadini.

Anche i servizi per le dipendenze e le comunità terapeutiche hanno ampliato la loro attività, prendendo in carico non solo le dipendenze da sostanze, ma anche quelle digitali e da gioco. In questi giorni sono in corso iniziative specifiche proprio su dipendenza digitale e ludopatia, fenomeni in crescita anche per effetto della diffusione degli smartphone e dell’accesso immediato a piattaforme online, anche internazionali.

Abbiamo un quadro normativo costruito nel tempo. Con l’articolo 15 della legge 11 del 2023 il Parlamento ha definito l’indirizzo per il riordino dei giochi pubblici. Non esiste una norma isolata, ma una scelta ponderata che valorizza il ruolo delle autonomie locali e regionali.

In questi anni, infatti, si sono registrate posizioni non omogenee tra Comuni e Regioni. Il tempo che il Governo sta utilizzando per definire la delega e il decreto legislativo serve anche a costruire, insieme agli enti territoriali, un criterio omogeneo di governance del fenomeno e un bilanciamento degli interessi.

Questo bilanciamento deve tenere insieme tutela della salute e prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, ma anche sicurezza pubblica, contrasto al gioco illegale e tutela degli utenti, compresi i consumatori responsabili.

Occorre rafforzare l’innovazione regolatoria e tecnologica: il registro unico di autoesclusione, che già esiste ma va potenziato, sistemi di automisurazione e monitoraggio dei comportamenti di gioco, che dovranno essere inclusi nel nuovo decreto legislativo atteso entro agosto 2026.

È inoltre importante coinvolgere maggiormente i concessionari e le imprese del settore nella cooperazione con le autorità sanitarie per la prevenzione delle dipendenze, soprattutto nel gioco fisico.

Va inoltre affrontato il tema delle dipendenze in modo integrato, considerando la frequente presenza di comorbidità: la dipendenza da gioco non è mai un fenomeno isolato, ma spesso si accompagna ad altre patologie.

Entro il 26 agosto 2026 il Governo dovrà presentare il decreto legislativo di riforma della rete fisica dei giochi, definendo un’omogeneità tra regole nazionali, regionali e comunali, compresi i criteri sui luoghi sensibili e sulle distanze.

Questo percorso ha trasformato il settore in un sistema di concessioni di Stato: solo i concessionari possono gestire giochi legalmente autorizzati, garantendo legalità, tutela del giocatore e promozione del gioco responsabile. Nel novembre 2025 è stata approvata la riforma del gioco online, che ha ridotto il numero delle concessioni a 52 assegnate a 46 operatori. Il sistema ha introdotto misure rafforzate a tutela del giocatore, come l’obbligo di registrazione tramite SPID o CIE, limiti ai depositi in contanti e strumenti di autoesclusione flessibile.

È inoltre importante ricordare che in Italia è severamente vietato ai minori di 18 anni partecipare a qualsiasi forma di gioco d’azzardo, sia online che fisico, e questo divieto deve essere controllato e fatto rispettare con rigore.

Infine, va chiarito che l’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico non è stato eliminato, ma trasferito, insieme ad altre competenze sulle dipendenze, nell’ambito dell’Osservatorio permanente sulle tossicodipendenze e sulle dipendenze patologiche, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, proprio per rafforzare la capacità di governo integrato del fenomeno”.

PressGiochi