14 Luglio 2026 - 23:10

Chiacchio (AGSI): “La rete dei PVR si è adeguata velocemente per garantire la tracciabilità delle ricariche ai conti gioco”

A poco più di un mese dall’entrata in vigore del nuovo limite di 100 euro settimanali per le ricariche in contanti dei conti di gioco online effettuate presso i Punti

22 Giugno 2026

A poco più di un mese dall’entrata in vigore del nuovo limite di 100 euro settimanali per le ricariche in contanti dei conti di gioco online effettuate presso i Punti Vendita Ricariche (PVR), il settore continua a interrogarsi sugli effetti concreti della misura e sulle soluzioni adottate dagli operatori per garantire la piena conformità alle nuove regole.

La disposizione, prevista dal decreto legislativo n. 41/2024 sul riordino del gioco a distanza, è divenuta operativa il 13 maggio scorso con l’obiettivo di rafforzare la tracciabilità dei flussi finanziari e i presidi antiriciclaggio nel comparto del gioco online.

Il principio è semplice: oltre la soglia di 100 euro settimanali, le ricariche devono essere effettuate attraverso strumenti di pagamento tracciabili e associati al conto di gioco del cliente. Le piattaforme dei concessionari sono quindi in grado di monitorare in tempo reale le operazioni effettuate dagli utenti e bloccare automaticamente eventuali ricariche eccedenti il limite previsto.

A fare il punto sull’impatto della norma è il presidente di AGSI, Pasquale Chiacchio.

Presidente Chiacchio, a oltre un mese dall’entrata in vigore delle nuove regole, qual è il bilancio?

“La rete si è adeguata e ha rispettato i criteri di tracciabilità previsti dalla normativa. Attendiamo ancora la pubblicazione della determina che dovrà definire nel dettaglio i criteri degli strumenti di pagamento utilizzabili presso i PVR. Nel frattempo, tutti i concessionari sono riusciti a garantire la compliance grazie all’utilizzo dei voucher nominativi, che assicurano la piena tracciabilità delle operazioni.

Il meccanismo è semplice: viene emesso un voucher nominativo dell’importo richiesto dal cliente, che successivamente lo utilizza per ricaricare il proprio conto di gioco. In questo modo la movimentazione del denaro è perfettamente tracciata, come richiesto dalla norma”.

Quali sono state le reazioni della rete degli esercenti?

“Ritengo sia giusto fare un plauso alla categoria. La quasi totalità degli esercenti ha sempre rispettato le regole dettate dall’autorità regolatrice e anche in questa occasione ha dimostrato grande professionalità. Purtroppo nel nostro settore esiste ancora una diffusa cultura del sospetto che finisce per penalizzare operatori che sono invece sottoposti a numerosi obblighi e controlli.

Ad oggi non mi risultano particolari criticità né, per quanto mi consta, l’emissione di sanzioni legate a questa nuova disciplina durante il primo mese di applicazione”.

Anche i giocatori hanno dovuto adattarsi alle nuove procedure. Come ha reagito la clientela?

“Molto del merito va agli esercenti, che hanno accompagnato i clienti in questa fase di transizione. L’utilizzo dei voucher nominativi, ad esempio, richiede alcuni passaggi aggiuntivi, come la gestione dei codici OTP, e la rete ha fornito assistenza ai giocatori con grande pazienza e professionalità.

Anche sul fronte dei pagamenti digitali sono state rispettate le prescrizioni introdotte dal decreto legislativo n. 41, in particolare quelle relative alla tracciabilità delle operazioni e alla certezza dell’identità del titolare del conto.

Probabilmente con strumenti di pagamento e ricarica più agili si potrebbero ottenere risultati ancora migliori. Tuttavia, il sistema dei voucher ha consentito di superare efficacemente le criticità iniziali, offrendo una soluzione professionale e funzionale”.

Tra i temi ancora aperti c’è quello dell’Albo PVR. Che scenario vede?

“Si tratta di una questione ancora sospesa, sulla quale si attende il pronunciamento del Consiglio di Stato. L’incertezza non fa mai bene a nessuno e, purtroppo, il nostro settore vive da anni in una condizione di costante instabilità normativa.

Oltre al contenzioso sull’Albo, c’è il tema del riordino del gioco fisico. Molte associazioni di categoria lamentano di non essere state sufficientemente ascoltate e permane il rischio di un ulteriore rinvio. Anche sul fronte delle comunicazioni commerciali attendiamo che l’Agcom definisca in via definitiva le proprie linee guida”.

La prospettiva di una proroga del riordino del gioco fisico la preoccupa?

“No. In questo momento, anzi, una proroga potrebbe rappresentare la soluzione più ragionevole. Fare le cose in fretta rischia di produrre norme poco chiare e facilmente contestabili. Oggi ci sono ancora troppi nodi irrisolti e sarebbe preferibile ripartire da principi meno numerosi ma più chiari, in modo da ridurre le aree di incertezza interpretativa e il contenzioso.

Resta poi aperto il tema della discriminazione bancaria nei confronti degli operatori del gioco, una questione che continuiamo a monitorare con grande attenzione. Parliamo di un settore che garantisce ogni anno circa 12 miliardi di euro di entrate erariali e che non dovrebbe essere continuamente oggetto di pregiudizi.

In Italia persiste una cultura del sospetto che, alla fine, rischia soltanto di favorire il mercato illegale. Il nostro è un comparto regolamentato in regime di riserva statale e dovrebbe essere lo Stato per primo a promuovere campagne di comunicazione volte a valorizzare e tutelare la rete legale.”

 

Cristina Doganini – PressGiochi