17 Luglio 2026 - 22:20

Chiacchio (AGSI) in audizione al Senato: «Le banche continuano a chiudere i conti agli operatori del gioco legale»

Pasquale Chiacchio, presidente dell’Associazione Gestori Scommesse Italia (AGSI), è intervenuto in audizione davanti alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato nell’ambito dell’esame congiunto dei disegni di legge n. 763, 1595

07 Luglio 2026

Pasquale Chiacchio, presidente dell’Associazione Gestori Scommesse Italia (AGSI), è intervenuto in audizione davanti alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato nell’ambito dell’esame congiunto dei disegni di legge n. 763, 1595 e 1937, recanti disposizioni in materia di conto corrente. L’audizione, svoltasi nell’ambito dell’Ufficio di Presidenza integrato, ha visto la partecipazione anche di rappresentanti di A.N.T.I.C.O., CISL, UIL, CNCU e della dott.ssa Paola Di Nicola Travaglini.

In particolare, il DDL 1595 mira a rafforzare le tutele per cittadini e imprese nei rapporti con gli istituti di credito, introducendo norme volte a garantire maggiore trasparenza e a limitare i casi di chiusura unilaterale dei conti correnti senza adeguata motivazione.

Nel corso del suo intervento, Chiacchio ha illustrato le criticità che le attuali prassi bancarie determinano per gli operatori del settore del gioco legale, avanzando alcune proposte di modifica normativa.

“Siamo operatori del settore dei giochi legali da 50 anni, quindi la nostra cultura è quella del rispetto e del confronto. L’associazione, che rappresenta l’intera filiera del gioco legale, – ha spiegato Chiacchio – intende sensibilizzare i componenti di questa spettabile Commissione circa l’urgenza dell’approvazione del disegno di legge Atto Senato n. 1595, peraltro già approvato all’unanimità in prima lettura dalla Camera dei deputati. Riteniamo importante proprio questa approvazione all’unanimità.

Gli istituti di credito continuano a chiudere i conti correnti e a negare l’accesso al credito alle imprese autorizzate dallo Stato, ostacolando persino l’apertura dei rapporti bancari ai dipendenti delle aziende operanti nel settore del gioco legale. Evidenzio: gioco legale, quindi autorizzato e che rispetta tutte le regole richieste dallo Stato. Questa condotta è inaccettabile perché applicata a tutta la filiera del gioco legale ed esclude la possibilità di operare nel rispetto della legge e delle normative antiriciclaggio, rafforzate dai recenti provvedimenti della UIF e dalle direttive dell’ADM.

Per questi motivi, in occasione della fiera del settore dei giochi di Rimini del 2025, abbiamo lanciato una raccolta firme finalizzata a sensibilizzare tutte le istituzioni per cercare una soluzione a questo annoso problema. In poche settimane sono state raccolte oltre 5.000 sottoscrizioni tra aziende e dipendenti di tutto il settore. Ricordiamo che il gioco legale produce un gettito erariale di oltre 11 miliardi di euro e occupa circa 150.000 addetti.

Le attività degli operatori della filiera del gioco legale sono rese sempre più complesse, se non impossibili, dal costante ostracismo del mondo bancario. Tale condotta è fondata essenzialmente su tre ragioni: i codici etici di alcuni gruppi bancari, la scarsa remuneratività che gli istituti attribuiscono a questi rapporti e l’applicazione irragionevole del cosiddetto de-risking, per cui la mera appartenenza di un operatore al settore del gioco legale costituisce un elemento ostativo alla prosecuzione del rapporto commerciale.

Queste motivazioni impediscono gravemente l’attività degli operatori. Basta pensare alla necessità di disporre di rapporti bancari per prestare le garanzie richieste nei contratti, gestire il pagamento degli stipendi, i rapporti con i fornitori, rispettare le procedure antiriciclaggio previste per i soggetti obbligati e garantire la tracciabilità dei rapporti all’interno della filiera concessoria. Un dipendente del settore, senza conto corrente, è impossibilitato a chiedere un mutuo e quindi a costruire una famiglia. Gli imprenditori, quando hanno bisogno di finanziamenti e questi vengono negati, rischiano di finire nelle mani dell’usura.

Il mancato coordinamento tra regolatore, Governo, ADM, istituzioni bancarie e operatori fa sì che queste prassi finiscano per spingere una parte delle attività verso gli operatori illegali e verso un maggiore utilizzo del contante non tracciabile.

Non si capisce perché questo settore venga così tartassato quando ci sono dichiarazioni di un dirigente di Sogei che affermano che nel gioco pubblico la tracciabilità è totale, con 27 miliardi di transazioni l’anno. Il modello di gioco pubblico è un punto di riferimento per tracciabilità e sicurezza. Da questo dovrebbe emergere chiaramente che tutte le nostre operazioni sono certificate. Le banche potrebbero chiedere la certificazione ai concessionari, che a loro volta la richiederebbero a Sogei, trasmettendola poi a tutta la filiera.

Evidenziamo dunque – conclude il presidente AGSI – a questa spettabile Sesta Commissione Finanze del Senato l’urgenza di intervenire sul sistema bancario approvando in via definitiva e integrale il disegno di legge Atto Senato n. 1595, affinché anche gli operatori del settore del gioco legale possano svolgere la propria attività nel pieno rispetto delle regole. È interesse degli operatori, è interesse dello Stato italiano per il gettito erariale che questo settore produce ed è interesse degli utenti continuare a ottenere servizi di gioco in ambienti sicuri e da operatori selezionati e vigilati. Il settore dei giochi legali è un alleato importante dello Stato italiano da tutelare e non un nemico da combattere».

PressGiochi

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