La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha stabilito che le misure restrittive imposte dalla Generalitat Valenciana al settore del gioco non violano di per sé il diritto comunitario, purché
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha stabilito che le misure restrittive imposte dalla Generalitat Valenciana al settore del gioco non violano di per sé il diritto comunitario, purché rispettino i principi di idoneità, necessità e proporzionalità. Il tribunale ha sottolineato che le restrizioni alla libertà di stabilimento sono giustificate quando si basano sulla tutela della salute pubblica e della sicurezza pubblica, inclusa la prevenzione delle dipendenze legate al gioco d’azzardo.
Con questa decisione, la giustizia europea rafforza il potere normativo delle comunità autonome in materia di gioco e affida al Tribunale Superiore di Giustizia della Comunità Valenciana (TSJCV) la valutazione finale sull’adeguatezza delle restrizioni previste dalla legislazione regionale.
La decisione della CGUE risponde a una questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale Superiore di Giustizia della Comunità Valenciana. In questo caso, imprenditori di sale da gioco e operatori del settore delle scommesse e dei giochi d’azzardo avevano richiesto l’annullamento di diverse disposizioni della legge regionale che regola il gioco e mira a prevenire la ludopatia.
La normativa valenciana impugnata include diverse disposizioni mirate principalmente alla protezione dei minori e della salute pubblica, nonché alla riduzione dell’eccessiva esposizione al gioco dopo una forte espansione dei locali nella regione. Il CGUE ha analizzato se tali misure costituiscano una restrizione alla libertà di stabilimento e se siano giustificate. Tra queste disposizioni:
Distanza minima dai luoghi sensibili – 850 metri tra sale da gioco/sale scommesse e istituti scolastici e 500 metri tra diversi esercizi di gioco,
Limitazioni all’Utilizzo delle Macchine – Divieto di rinnovo delle autorizzazioni per le macchine di tipo B (ricreative con premio) installate in locali di ristorazione o simili.
Moratoria sulle Licenze – Sospensione delle nuove autorizzazioni o licenze di esercizio per gli stabilimenti di gioco per un periodo massimo di cinque anni. Le licenze esistenti che non rispettano la distanza minima dagli istituti scolastici devono adeguarsi al requisito e, se necessario, trasferirsi.
In merito alla proporzionalità, il CGUE fornisce le seguenti indicazioni al TSJCV.
In base agli elementi esaminati, il Tribunale ha concluso che: “L’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale che impone a taluni operatori del settore dei giochi, in primo luogo, determinate restrizioni quanto alle distanze minime da rispettare tra le diverse sale da gioco e i locali specificamente destinati alle scommesse, da un lato, e, dall’altro, determinati istituti d’insegnamento, nonché tra determinati stabilimenti di gioco tra loro, in secondo luogo, una limitazione nel tempo della gestione delle slot machine cosiddette «di tipo B» o delle macchine ricreative a premi installate nei locali facenti parte del settore dell’industria dell’ospitalità e simili e, in terzo luogo, una moratoria sull’attribuzione delle nuove licenze o autorizzazioni per la gestione di stabilimenti di gioco, nei limiti in cui il giudice del rinvio conclude che tali restrizioni possono essere ammesse a titolo delle misure derogatorie espressamente previste dal Trattato FUE o giustificate da motivi imperativi di interesse generale, sono idonee a garantire la realizzazione degli obiettivi perseguiti e non eccedono quanto necessario per raggiungerli”.
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Fonte immagine: CORTE DI GIUSTIZIA DELL' UNIONE EUROPEA CJEU CURIA






