26 Settembre 2020 - 16:30

Caso Laezza. Il Tribunale di Cassino conferma assoluzione definitiva

Il Tribunale di Cassino ha assolto Rosanna Laezza quale titolare del centro trasmissione dati collegato con il bookmaker Stanleybet, unitamente ai titolari di altri 3 centri collegati all’allibratore maltese. Lo

04 Luglio 2016

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Il Tribunale di Cassino ha assolto Rosanna Laezza quale titolare del centro trasmissione dati collegato con il bookmaker Stanleybet, unitamente ai titolari di altri 3 centri collegati all’allibratore maltese.

Lo comunica l’avvocato della difesa Daniela Agnello spiegando come “La sentenza emessa in favore della sig.ra Laezza rappresenta l’epilogo di un percorso giudiziario giunto dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Il centro trasmissione dati in favore della Stanleybet di Malta era stato sottoposto a sequestro preventivo dal Gip del Tribunale di Cassino. Il Tribunale del riesame di Frosinone con ordinanza aveva trasmesso gli atti alla Corte di Giustizia sollevando dubbi interpretativi in ordine alla clausola contenuta nella gara Monti di cessione a titolo non oneroso di tutti beni, materiali ed immateriali, connessi all’esercizio dell’attività di trasmissione dati. La Corte di Giustizia in data 28.01.2016 nella sentenza Laezza ha concluso l’iter comunitario ritenendo che la gara Monti è in contrasto con il trattato e la giurisprudenza dell’Unione Europea e di conseguenza la società Stanley è stata impedita nell’accesso al mercato italiano.

Il Tribunale del riesame di Frosinone con ordinanza dell’8.04.2016 ha recepito integramente le conclusioni della Corte ha accolto il ricorso della difesa della sig.ra Laezza, ha escluso il fumus del reato, giungendo a ritenere “la non configurabilità del reato ipotizzato”.

Il Giudice di Cassino, dott. Lo Mastro, in sede di merito, ha assolto la sig.ra Laezza perché il fatto non sussiste.

La società ha manifestato estrema soddisfazione per la sentenza che ha concluso il percorso comunitario conclamando l’esercizio legittimo dell’attività degli operatori Stanleybet.

Dopo le sentenze Gambelli del 2003 e Placanica del 2007 che hanno censurato la gara per l’affidamento in concessione dei diritti per l’esercizio dei giochi del 1999, dopo la sentenza Costa Cifone ove si dichiara che lo Stato italiano con la gara Bersani di affidamento di oltre 16.000 diritti concessori ha protetto e tutelato i concessionari statali, con la sentenza Laezza del 28 Gennaio 2016 e la successiva giurisprudenza nazionale si è affermato che anche la gara Monti per l’affidamento in concessione di 2000 diritti è in contrasto con il diritto dell’Unione e che il sistema concessorio italiano ha discriminato l’operatore comunitario Stanleybet”.

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