01 Ottobre 2020 - 09:42

Casinò di Venezia. Toccherà alla nuova amministrazione risolvere l’impasse della casa da giochi

Sul sito del Comune di Venezia la “procedura aperta per affidamento della concessione del servizio gestione della casa da gioco” è nella sezione degli appalti scaduti. La gara aveva come

29 Maggio 2015

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Sul sito del Comune di Venezia la “procedura aperta per affidamento della concessione del servizio gestione della casa da gioco” è nella sezione degli appalti scaduti. La gara aveva come termine le 12 del 18 aprile 2014; le riunioni per indire una seconda procedura con criteri più appetibili per i possibili acquirenti – a cominciare dal taglio del costo del lavoro – erano state travolte dagli arresti per le tangenti del Mose, con il sindaco della città Orsoni ai domiciliari proprio nei giorni in cui si discutevano i dettagli del nuovo bando.

Come riporta IlSole24ore, ora la cessione della società “Casinò di Venezia gioco Spa”, interamente partecipata da Cmv Spa (l’immobiliare del comune) è argomento di dibattito pre elettorale (contrari i candidati Casson, Brugnaro e Zaccariotto), mentre i numeri usciti dall’assemblea ordinaria degli azionisti per l’approvazione del Bilancio ordinario 2014 confermano per la sede storica di Ca’ Vendramin la situazione di sofferenza, mentre tiene la sede di Ca’ Noghera in terraferma.

La CdV Gioco Spa ha incassato nel 2014 103,6 milioni di euro e trasferito al Comune di Venezia 25,4 milioni di euro, registrando una perdita di 6,2 milioni; solo una decina di anni fa, dal Casinò arrivavano nelle casse comunali un centinaio di milioni.
L’attuale Consiglio e Collegio sindacale, in scadenza, sono stati prorogati per 45 giorni, mentre è stata rinviata la conferenza stampa che avrebbe dovuto annunciare le «azioni mirate al rilancio di entrambe le sedi sul lato entertainment».

Toccherà dunque alla nuova amministrazione prendere in mano la situazione e provvedere alle nuove nomine. «La pesante crisi economica e la situazione di stallo verificatasi con il fallimento della procedura di privatizzazione hanno influito negativamente sull’andamento gestionale – si legge nella nota diffusa dalla società –
La gestione commissariale ha voluto riservare alla nuova amministrazione la definizione degli indirizzi futuri». Analizzando le risultanze gestionali del primo trimestre 2015, «l’azionista ha preso atto che è in corso un’inversione di tendenza che conferma le previsioni di budget. A fronte di una lieve diminuzione degli incassi pari al 4% rispetto allo stesso periodo del 2014, si registra una importante diminuzione dei costi (principalmente appalti di servizi, consulenze, costi di ospitalità, costi del personale) e una migliore allocazione delle risorse, che hanno consentito di ottenere un miglioramento del margine operativo di + 6,8% rispetto allo stesso periodo del 2014».

Il risultato netto del primo trimestre 2015 è positivo (+125.988 euro), «mentre nello stesso periodo del 2014 era negativo a meno 621.710 euro. Da rilevare è la messa in funzione della maggior parte delle iniziative previste per il rilancio della casa da gioco nel documento dell’Action Plan, i cui effetti stanno già dando i primi risultati positivi». Intanto a Ca’ Noghera arrivano nuove slot (poltrone con effetti sonori incorporati e pulsanti di gioco inseriti nei braccioli) e nuovi software sulle macchine esistenti, ma l’operazione rilancio – per la quale il commissario prefettizio aveva nominato due nuovi presidenti (Ilaria Bramezza per CdV e Andrea Martin per Cmv) – resta nell’incertezza anche riguardo alle attuali sedi, sulle quali sono previsti 9 milioni di investimenti per adeguamenti mentre si discute della possibilità di concentrare tutto in una nuova unica struttura.

PressGiochi