18 Settembre 2020 - 12:55

Casinò di Venezia. Per ristrutturazione e tagli si attende l’arrivo del nuovo sindaco

Tagli ai costi del personale e piano di ristrutturazione del Casinò, se ne riparla con il nuovo sindaco. Dopo mesi e mesi di trattative sotto la spinta del commissario straordinario

18 Maggio 2015

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Tagli ai costi del personale e piano di ristrutturazione del Casinò, se ne riparla con il nuovo sindaco. Dopo mesi e mesi di trattative sotto la spinta del commissario straordinario Vittorio Zappalorto che aveva inizialmente vincolato la ricapitalizzazione della casa da gioco proprio al raggiungimento dell’accordo, tutto resta congelato.

La presidente della società del Gioco Ilaria Bramezza – che conduceva la trattativa per l’azienda con il direttore generale Vittorio Ravà – e i sindacati avrebbero infatti raggiunto, di fatto, un tacito accordo per rinviare tutta la questione a quando il quadro politico si sarà chiarito e si capirà cosa intenderà fare della casa da gioco il nuovo sindaco, anche se tutti i candidati – a cominciare da Casson e Brugnaro – escludono ora l’ipotesi di una privatizzazione. Resta così «congelato» anche l’obiettivo di piano: quello di tagliare almeno tre milioni di euro annui di spese di personale per avere in cambio una cifra analoga da Ca’ Farsetti – sotto forma di minori introiti trattenuti dall’Amministrazione – da utilizzare per investire sul restyling di Ca’ Vendramin Calergi e Ca’ Noghera.

Tutto resta fermo, dunque, alla casa da gioco e l’unica cosa certa è il costante calo degli incassi che prosegue incessante, con una diminuzione di circa il 10 per cento registratasi anche ad aprile sullo stesso mese dell’anno precedente. La direzione aziendale non ha infatti la forza – con un commissario in scadenza e un sindaco ancora in arrivo – per “costringere” comunque i sindacati a un accordo o procedere eventualmente anche senza di esso. Anche perché il nuovo sindaco potrebbe decidere di modificare il management del Casinò.

Se il direttore generale Vittorio Ravà è comunque in uscita, perché il suo contratto in scadenza, Bramezza e il nuovo presidente della società patrimoniale del Casinò Andrea Martin – pur in carica solo da pochi mesi – dovranno almeno formalmente rimettere il mandato nelle mani del nuovo sindaco per consentirgli l’eventuale riconferma negli incarichi, se lo riterrà opportuno.

Resta intanto quindi in sospeso anche la possibilità del pensionamento anticipato – sfruttando la legge Fornero – di una trentina di dipendenti della casa da gioco di cui si era pure discusso a lungo al tavolo delle trattative, per ridurre il costo del personale della casa da gioco.

PressGiochi