26 Settembre 2020 - 10:10

Casinò di Venezia: inizio dell’anno difficile per le troppe assenze dei croupier

E’ proprio vero. Come aveva annunciato a fine anno il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il casinò ha bisogno di una ristrutturazione aziendale. Il campanello di allarme non sono solo

04 Gennaio 2017

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E’ proprio vero. Come aveva annunciato a fine anno il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il casinò ha bisogno di una ristrutturazione aziendale. Il campanello di allarme non sono solo i bassi incassi e gli eccessivi costi di gestione come evidenzia l’assessore al Bilancio Michele Zuin, ma anche le troppe agitazioni sindacali che mettono in grave difficoltà la casa da gioco nei giorni di maggior necessità, come accaduto in queste festività.

Infatti, a fine anno, nonostante l’azienda avesse bloccato le ferie per garantire la massima efficienza ai tavoli, circa una quarantina di persone non si è presentata al lavoro; in particolare nella notte di San Silvestro.

Di questi 31 solo nel settore gioco, con 23 tra congedi di maternità e paternità, 6 assenze per malattie e due permessi per donare il sangue all’Avis. Risultato: numerosi tavoli chiusi a Ca’ Noghera e a Ca’ Vendramin Calergi.

Ma ancora peggio era andata il giorno prima, il 30 dicembre, quando a casa sarebbero rimaste ben 42 persone tra permessi per malattia e «indisponibili», una pratica consentita all’interno della casa da gioco e che consente di prendere una giornata di assenza senza necessità di specifiche motivazioni. Per le assenze non si sarebbero così aperti i tavoli di roulette francese.

Anche il primo gennaio è andata solo leggermente meglio con 21 persone assenti (10 per malattia, altrettanti per maternità o paternità e un indisponibile) con 8 tavoli chiusi. Ma il lavoro a scartamento ridotto per mancanza di personale sarebbe iniziato già dal 23 dicembre e ancora ieri a Ca’ Noghera non è stato possibile aprire i tavoli di roulette francese per mancanza di personale.

 

Una “morìa” improvvisa – ma non inattesa, purtroppo – di dipendenti proprio negli ultimi, cruciali giorni dell’anno per gli incassi della casa da gioco, impegnata nel compito di rispettare il budget fissato all’inizio dell’anno per gli incassi. Un dato osservato con preoccupazione anche da Ca’ Farsetti, per i suoi riflessi diretti anche sul bilancio comunale. Gli incassi complessivi annui si sarebbero fermati sotto i 105 milioni del budget – circa 102 milioni e 800 mila euro- con un buco rispetto alle previsioni ora da colmare e un dato leggermente superiore agli incassi del 2015, con un aumento di poco meno del 2 per cento.

 

A proposito delle assenze di massa di fine anno al Casinò, va ricordato che alcune organizzazioni sindacali – in particaolare la Fisascat-Cisl, la Slc-Ugl terziario, la Snalc-Cisal e la Rlc – aveva proclamato uno sciopero proprio per la giornata del 31 dicembre, oltre che per quella del 26 gennaio.

Una doppia agitazione poi rientrata in seguito all’incontro subito convocato dall’assessore comunale al Bilancio e Aziende Michele Zuin – insieme ai vertici del Casinò – che era riuscito a convincere i sindacati a revocarla, annunciando per gennaio la presentazione del piano industriale della casa da gioco, atteso ormai da tempo per riavviare la riorganizzazione. Ma si può pensare che qualcuno abbia comunque voluto mantenersi il giorno libero, anche in assenza dello sciopero.

 

A soffrire delle assenze in particolare il gioco ai tavoli verdi, mentre per le slot-machines i disagi sono stati minori e si sono anche registrati ottimi incassi, in particolare nella sede di Ca’ Noghera, con 300 mila euro incassati il primo gennaio. Il problema della gestione del personale della casa da gioco e anche del meccanismo dei premi agganciati alla retribuzioni – che soprattutto per i croupiers portano a livelli molto alti – è uno di quelli che dovrebbe affrontare il nuovo piano industriale della casa da gioco e anche il sindaco Luigi Brugnaro ha più volte ribadito di recente.

PressGiochi