La gestione dei cosiddetti “porteurs” e dei clienti di elevata capacità economica del Casinò di Saint-Vincent arriva all’attenzione del Consiglio regionale della Valle d’Aosta. L’argomento sarà discusso nel corso della
La gestione dei cosiddetti “porteurs” e dei clienti di elevata capacità economica del Casinò di Saint-Vincent arriva all’attenzione del Consiglio regionale della Valle d’Aosta. L’argomento sarà discusso nel corso della riunione ordinaria del Conseil régional, convocata per mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio 2026, a partire dalle ore 9, al Palais de l’Administration régionale di Aosta.
A sollevare la questione è un’interpellanza presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, firmata dai consiglieri Corrado Bellora, Eleonora Baccini e Simone Perron, che richiama l’esistenza di un procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Aosta. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati perquisiti i locali della Casa da gioco e, allo stato, risultano indagati due dipendenti.
Secondo quanto riportato da notizie di stampa, l’indagine ruoterebbe attorno ad alcuni clienti di particolare rilievo economico del Casinò, che sarebbero stati indirizzati alla Casa da gioco attraverso i cosiddetti porteurs. Figure che i consiglieri definiscono “ambigue e poco trasparenti”, e il cui ruolo, sottolineano, non appare chiaramente disciplinato.
Pur riconoscendo che la presenza di un’indagine penale in corso impedisce la diffusione di dettagli specifici, i firmatari evidenziano come il Consiglio regionale e i cittadini valdostani debbano essere informati con la massima chiarezza sulle modalità di funzionamento di un’azienda di proprietà regionale, quale il Casinò di Saint-Vincent.
Nel dettaglio, l’interpellanza chiede alla Giunta regionale di chiarire:
come vengano gestiti i porteurs dalla Casa da gioco e se intrattengano rapporti diretti con la dirigenza o con altre strutture aziendali;
se tali soggetti, ipotizzati come liberi professionisti con partita IVA, percepiscano compensi, percentuali sulle giocate dei clienti o dispongano di aperture di credito da trasferire agli stessi;
quali misure siano adottate per prevenire possibili aggiramenti della normativa antiriciclaggio, qualora i crediti concessi a un soggetto vengano “girarti” ad altri clienti;
se la Presidenza della Regione, in qualità di rappresentante della proprietà del Casinò, sia informata dall’Amministratore unico su questi rapporti e come intenda vigilare sul rispetto della legalità all’interno dell’azienda.
Un tema sensibile, quello della trasparenza e della conformità alle norme antiriciclaggio, che si inserisce in un contesto già delicato per la Casa da gioco valdostana e che promette di animare il dibattito politico nelle prossime sedute del Consiglio regionale.
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