14 novembre 2019
ore 08:29
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Casinò di Saint Vincent. Alpe e Stella alpina si oppongono alla nomina di un nuovo CdA

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Casinò di Saint Vincent. Alpe e Stella alpina si oppongono alla nomina di un nuovo CdA

Due donne e un uomo, manager professionisti esperti di economia societaria e ‘salvataggi’ di aziende sull’orlo del fallimento, avrebbero forse potuto salvare il Casino di Saint-Vincent dalla crisi che lo sta erodendo.

Li avevano individuati e contattati due settimane fa l’assessore regionale alle Finanze, Stefano Aggravi e il suo staff, ma alcuni membri della maggioranza consiliare, in particolare Albert Chatrian (Alpe) e Pierluigi Marquis (Stella Alpina)(nella foto) hanno detto ‘no’ al possibile azzeramento dell’attuale governance e alla nomina di un nuovo Cda che avrebbe potuto avere come presidente una delle due manager.

“Di Matteo non si tocca” è stato l’ultimatum di Marquis e Chatrian, pena la rottura dell’asse di maggioranza. Così il governo a trazione leghista, spaventato forse dal pericolo di dover affrontare una crisi politico-amministrativa mentre era in corso la risoluzione di quella economica, ha fatto marcia indietro sulla nomina dei tre professionisti.

E dire che loro avevano accettato di buon grado la proposta. Nemmeno il compenso ridotto aveva spaventato i tre manager disposti “a lavorare a compenso quasi zero”. Era già pronto anche il progetto di risanamento, che partiva dall’azzeramento dei contratti per la loro riscrittura, senza prevedere licenziamenti ma ovviamente con stipendi ridotti a maestranze e dirigenti della Casa da gioco. Poi la ricontrattazione dei mutui con le banche e la Finaosta, con una proposta di ripianamento e infine il pagamento a saldo e stralcio di conti sospesi con fornitori e altri creditori.

 

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