Nei casinò, è facile apprezzare a prima vista i vantaggi derivanti dall’eliminazione di contanti e ticket: gli operatori posizionano un codice QR su o vicino a ogni slot machine, i
Nei casinò, è facile apprezzare a prima vista i vantaggi derivanti dall’eliminazione di contanti e ticket: gli operatori posizionano un codice QR su o vicino a ogni slot machine, i giocatori scansionano il codice con i loro telefoni e, utilizzando diverse app, scaricano crediti direttamente sulla macchina. Non solo, a differenza del pagamento diretto, i giocatori possono utilizzare il portafoglio digitale anche al ristorante, al banco scommesse sportive o persino a casa per giocare e fare acquisti online.
Dunque, una soluzione che parrebbe semplice e immediata ma, nonostante la svolta iniziale data dal Covid, la tecnologia cashless rimane ancora più un obiettivo che una realtà per i casinò, e la recente notizia che il Resorts World Las Vegas ha temporaneamente sospeso il suo programma pionieristico sulla Strip non contribuisce a migliorare la percezione della sua accettazione da parte dei casinò stessi e del pubblico. Come mai?
Il problema di fondo è che il giocatore vecchio stampo ancor oggi predilige il vecchio sistema, sia per provare l’ebrezza dello scarico diretto delle monete all’atto della vincita, sia per tenere sotto controllo la spesa. Lasciare a casa carte di credito e quant’altro e portarsi dietro un bankroll predefinito in contanti, costituisce per molti il miglior sistema di autocontrollo possibile, anche perché di fondo c’è la diffidenza tipica dell’utente che pensa che i sistemi cashless servano a fargli spendere più soldi di quanto non voglia, piuttosto che a rendere più comoda la propria esperienza in un casinò. Senza poi parlare della barriera più elevata: quella di uscire dall’anonimato.
Magari, col passar del tempo questa tendenza andrà ad affievolirsi, ma gli operatori che hanno investito forte sul cashless devono ancora mordere il freno. Probabilmente, il loro errore principale è quello di non aver lavorato molto sulla comunicazione, che oggigiorno è fondamentale in qualsiasi operazione di marketing. In tanti hanno mancato di evidenziare i vantaggi supplementari dello scaricare le app dei casinò sul proprio smartphone, come ad esempio la possibilità di partecipare ai programmi di fidelizzazione e di sviluppare il gioco multicanale, preferendo invece dare enfasi alle offerte speciali oppure di un ristorante o agli happy hour di un bistrot interni.
Comunque sia, vale sempre la regola dei “visto e piaciuto”. Se un cliente di trova a suo agio con l’app sin dall’inizio, sarà invogliato a riutilizzarla. Di contro, non è cosi facile far funzionare il sistema senza intoppi, perché il numero di transazioni a cui è soggetta una slot machine è di gran lunga superiore a quello registrabile negli altri esercizi commerciali. E non c’è nulla di più irritante, per un giocatore, dover avere a che fare con problemi di latenza.
Quanto poi al problema sopra accennato dell’incidenza del cashless sul gioco problematico, i sostenitori hanno dalla loro la tesi che i portafogli digitali potrebbero effettivamente aiutare a individuare e prevenire i problemi di dipendenza. Tanto è vero che l’Australia, che sembra essere all’avanguardia a livello mondiale nell’applicazione delle normative volte a contrastare il gioco d’azzardo problematico, sta rendendo obbligatori i pagamenti senza contanti per la sua capacità di monitorare meglio le spese.
Di fondo, una conclusione che parrebbe sin troppo scontata è che ai giocatori bisognerebbe dare la possibilità di scegliere tra diverse modalità di pagamento, ma ciò comporta per i casinò una complicazione dei piani strategici, a partire da un aggravio dei costi. Dunque, nell’industria è sempre il caso di fare scelte definitive e coraggiose. Ma se questo è più scontato per chi produce sistemi di pagamento, meno lo è per chi si occupa di gestione di casinò. Eppure, ascoltando i pareri che circolano da parte loro, pare che il futuro del gioco senza contanti dovrebbe, fra non molto tempo, essere più sereno.
Alcuni veterani dell’industria giustificano il loro ottimismo col fatto che il sistema TITO, dopo i primi fallimenti, ha impiegato una decina d’anni per riprendersi. D’altra parte, ancor oggi i giocatori incontrano delle difficoltà anche solo per registrarsi a un programma fedeltà e scaricare un’app. E questo è in netto contrasto con gli sforzi compiuti dalle strutture per migliorare l’esperienza di gioco e offrire loro il modo più rapido per giocare.
A questo punto, l’importante è che l’industria appiani le attuali divergenze di vedute e proceda verso un’unica direzione. Si può essere confidenti nell’assoluta prevalenza che le transazioni digitali hanno generalmente raggiunto su quelle in contanti. Eppure, il mondo slot è davvero un mondo a sé; di questo ne sono consapevoli tutti. Ed è qui che sorgono i dilemmi: l’industria deve cercare di spingere i clienti verso la soluzione ritenuta da esse più idonea, oppure cercare di convincerli che le nuove tecnologie, combinate, porteranno esclusivamente un valore aggiunto alle loro esperienze?
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