06 Dicembre 2022 - 15:42

Cardia (Acadi): “Superare la questione territoriale e i vincoli che le banche applicano agli operatori del gioco”

A partecipare alla presentazione del Libro Blu 2021 di ADM per gli stakeholders del settore giochi anche il presidente di ACADI Geronimo Cardia. L’avvocato ha ricordato che il Legislatore da

26 Ottobre 2022

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A partecipare alla presentazione del Libro Blu 2021 di ADM per gli stakeholders del settore giochi anche il presidente di ACADI Geronimo Cardia. L’avvocato ha ricordato che il Legislatore da ben 10 anni inserisce il riordino del Comparto giochi nella legge di Bilancio, ma è ora di riempire di significato questa previsione. “Serve una lotta alla questione territoriale con la stessa forza con la quale si contrasta il gioco illegale. Le norme locali hanno un errore tecnico che in realtà vieta il gioco nel 99% dei casi. Dobbiamo quindi tirare giù il muro dell’ipocrisia, e servirà in primis allo Stato per poter fare le gare per le nuove concessioni. Inoltre, il tema dei conti correnti che vede le banche attuare il de riscking rafforzato che le porta a non aprire i conti agli operatori”.

“Il nemico comune della concorrenza sleale e del disvalore sociale dell’illegalità- ha affermato Cardia.
La ragion d’essere del mercato regolamentato dei giochi è proprio contrastare, nell’offerta e nella collaborazione con le Istituzioni, il gioco illegale ed irregolare.
Ed evitare rischi di sfruttamento dei consumatori continuando a proporre forme di intrattenimento basate su corretta informazione, tutela delle fasce deboli, certezza per i consumatori.
I concessionari investono molto nella compliance ed in sistemi di controllo delle filiere sempre più approfonditi.
La collaborazione, anche tecnica, con le istituzioni resta un obiettivo primario, per comprimere al massimo un fenomeno che interessa diversi prodotti di gioco fino a contabilizzare – in nero – svariati miliardi di euro.

– L’importanza del riordino in un equilibrio tra punti specializzati e generalisti finalizzato allo sblocco della questione territoriale e conseguentemente allo sblocco delle gare;
La domanda di gioco cambia lentamente, ancora oggi è estesa negli esercizi generalisti – con gli apparecchi a piccola vincita e le lotterie – pur consolidandosi le sale specializzate e il gioco a distanza.
Oggi abbiamo, tenendo conto delle diverse sovrapposizioni, oltre 50.000 esercizi “generalisti” ed oltre 10.000 sale dedicate al bingo, alle scommesse, agli apparecchi da gioco. E di questo la riforma certamente dovrà tenere conto in ottica di equilibrio.
È essenziale registrare correttamente le tendenze di consumo, evitare l’ulteriore diffondersi di soluzioni di prevenzione che si dimostrano inefficaci ed assicurare, ora e per il futuro, una distribuzione corretta, dalla quale derivare gli asset economici che saranno oggetto dei futuri affidamenti.
La questione territoriale intesa come errore tecnico urbanistico che impone divieto sulla sostanziale totalità dei territori va rimossa senza se e senza ma senza giri di parole. E ciò per effettuare le gare. Altrimenti inattuabili per diretta ammissione de Consiglio di Stato e del Mef.

La stabilità da assicurare nel frattempo al sistema concessorio con proroghe la cui onerosità tenga conto dello stato di emergenza generalizzato e specifico del settore;
Non si può dimenticare che le concessioni e le filiere distributive sono condotte da aziende, che hanno bisogno di conti in ordine, anche sulla base di precetti convenzionali.
Il periodo di ulteriore, necessaria durata delle concessioni nelle more del riordino deve essere programmato dal legislatore tenendo conto delle perdite subite nei periodi passati di emergenza COVID e dell’esigenza di un equilibrio economico e finanziario degli affidamenti, evitando di disincentivare con oneri irragionevole l’esercizio delle attività di impresa nel settore. L’onerosita non può prescindere dallo stato di crisi generalizzato (caro energia e gas) e specifico del settore (impossibilità di ribaltare gli aumenti di prezzi anche per inflazione).

– La soluzione al de-risking ingiustificato nell’apertura e gestione dei rapporti di conto corrente degli operatori del comparto;
Il Legislatore e le Autorità di regolazione devono tenere conto dell’impasse venutosi a creare nei rapporti tra operatori bancari e finanziari nel settore del gioco: ne va della sua continuità o, almeno, del suo corretto funzionamento.
Al di là di considerazioni etiche – che riguardano solo una piccola parte dei rapporti – è urgente unire gli attori competenti per riscrivere alcune regole applicabili agli operatori di gioco regolamentati, tali da semplificare i rapporti tra di essi e gli operatori bancari e finanziari e tornare a corretti rapporti economici in questo campo.
Non dimentichiamo che gli operatori di gioco generano il contributo di segnalazioni antiriciclaggio maggiore tra gli operatori non finanziari (quasi il 7%) e che sono – ad oggi gli operatori della filiera degli apparecchi, nel prossimo futuro auspichiamo tutte le filiere – iscritti ad appositi registri dell’Agenzia, potendo rapidamente sviluppare sistemi informativi utili alla semplificazione.

L’insostenibilità dei regimi di tassazione imposti e la necessità di cominciare a parlare di tassazione del margine anche su verticali distributive ulteriori rispetto a quelle già interessate.
La tassazione e la riduzione degli agi erano i sostenibili per l’ufficio parlamentare di bilancio già dal 2018 ancor prima dei numerosi successivi aumenti.
La fase di sofferenza di alcuni prodotti di gioco, anche dopo le chiusure del periodo di emergenza pandemica, suggerisce un ripensamento delle forme di prelievo, utile a potenziare la capacità di concorrenza dei prodotti legali.
La tassazione “sul margine” (la differenza tra somme giocate e somme vinte) oggi adottata per le scommesse sportive ed i giochi online potrebbe essere utilmente studiata per gli apparecchi da intrattenimento, garantendo una maggiore dinamicità di offerta, utile anche in termini competitivi tra operatori.

Per concludere, che il nuovo Governo possa proseguire nell’azione del precedente per portare a compimento questo dossier centrali tutti legati a corto circuiti dell’ordinamento giuridico che solo l’ordinamento giuridico può risolvere con il lavoro a sistema tra ADM, MEF e Volontà Politica.

 

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