19 Settembre 2020 - 07:15

Cardia (Acadi): “Il gioco legale muore di virus e burocrazia”

“Dal 7 marzo fino a fine giugno la pandemia ha colpito pesantemente il mondo del gioco. Una chiusura assoluta di tutti i giochi, fatta eccezione per alcuni casi come quello

03 Agosto 2020

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“Dal 7 marzo fino a fine giugno la pandemia ha colpito pesantemente il mondo del gioco. Una chiusura assoluta di tutti i giochi, fatta eccezione per alcuni casi come quello del Gratta&Vinci. Si tratta di un problema che in primis ha comportato un danno erariale che noi abbiamo calcolato in 750 milioni di euro al mese.

Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha detto che la chiusura dell’offerta pubblica di gioco ha favorito la criminalità organizzata, sempre pronta a soddisfare una domanda che comunque esiste. C’è dunque anche un tema di ordine pubblico. Si dice inoltre che ci sia stato un riversamento del gioco on site verso quello online. In realtà il passaggio non è stato così rilevante”.

E’ quanto ha dichiarato l’avv. Geronimo Cardia, Presidente di Acadi in una intervista rilascia a La Verità.

Negli anni, – prosegue Cardia – le Regioni hanno iniziato a limitare l’uso del gioco all’interno del territorio. Lo strumento utilizzato è stato quello del distanziometro, vietando la creazione sul territorio di centri di gioco nel raggio di 300-500 metri dai luoghi sensibili. Così alla fino il 98% del territorio risulta vietato per il posizionamento di punti gioco. Questo ha portato ad una sostanziale espulsione del gioco da diverse Regioni.

L’Esecutivo sa bene che in presenza di scadenza delle concessioni, che durano circa nove anni, nessun operatore si potrebbe fare avanti con queste condizioni. Nel 2017 è stata trovata un’intesa in conferenza unificata ma non è mai stata attuata perché ad oggi manca ancora un decreto che ne stabilisca l’attuazione”.

PressGiochi