11 Marzo 2026 - 11:02

Cardia (Acadi): “Concentrazione e interesse pubblico: serve chiarezza e parità tra operatori”

In occasione del convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, organizzato dal Milton Friedman Institute, Geronimo Cardia, di Acadi, ha analizzato i rischi legati a possibili margini di concentrazione

04 Marzo 2026

In occasione del convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, organizzato dal Milton Friedman Institute, Geronimo Cardia, di Acadi, ha analizzato i rischi legati a possibili margini di concentrazione elevati e all’impatto sugli interessi pubblici.

“L’Antitrust si è recentemente pronunciato su alcune operazioni di concentrazione considerandole accettabili ma al limite. Portando la concentrazione al 40% o al 34%, in occasione dei prossimi bandi di gara per gli apparecchi da gioco, le sei concessionarie rimaste rischiano di non poter competere equamente.

Lo Stato dovrebbe mettere in evidenza quale interesse pubblico giustifichi questi limiti, ma ci sono problemi: se si guarda al gettito erariale, con la gara al massimo rialzo si incassa solo il giorno della gara, mentre in seguito diminuirà a causa della chiusura di molti punti vendita e delle scelte dei concessionari. L’operatore privilegerà il margine più alto, veicolando la domanda verso il gioco online piuttosto che fisico, riducendo le entrate per lo Stato.

Un altro aspetto riguarda il rapporto tra pubblico e privato: favorire una concentrazione eccessiva rafforza la parte privata a discapito dell’amministrazione, contribuendo a cristallizzare un oligopolio. Sul fronte occupazionale, l’aumento della concentrazione e l’integrazione verticale dei concessionari potrebbero ridurre il numero di piccole e medie imprese e dei punti vendita, contraddicendo la tradizionale attenzione del governo a questo settore.

Anche in termini di concorrenza si crea disparità: sei concessionari su otto sono a rischio exit, mentre gli operatori online puri, senza rete fisica, non possono veicolare la domanda sul territorio, soprattutto in presenza del divieto di pubblicità imposto nel 2018.

Cardia ha inoltre evidenziato l’importanza del dialogo con le istituzioni: “Abbiamo già richiesto incontri con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e con il Vice Ministro Leo, con l’adesione di tutti i sei concessionari principali della filiera. Chiediamo che queste consultazioni avvengano prima della pubblicazione della bozza del decreto, per consentire una valutazione di impatto preventiva. Altrimenti, rischiamo effetti negativi concreti sui posti di lavoro e sulla sostenibilità delle imprese, senza la partecipazione di chi rappresenta la filiera”.

PressGiochi