12 Ottobre 2026 - 18:12

Capitanio (AGCOM): “Serve un intervento normativo per far chiarezza su molti aspetti relativi alla comunicazione nel gioco legale”

«Il fatto che il divieto assoluto di pubblicità, oltre a non consentire campagne di informazione sulla responsabilità del gioco, potesse in qualche modo – seppur involontariamente – non favorire la

11 Settembre 2025

«Il fatto che il divieto assoluto di pubblicità, oltre a non consentire campagne di informazione sulla responsabilità del gioco, potesse in qualche modo – seppur involontariamente – non favorire la distinzione tra gioco legale e gioco illegale, è stato evidente. Lo dimostrano anche alcuni scandali recenti sulle scommesse sportive, che hanno riguardato piattaforme e canali ben noti.
Queste erano alcune delle criticità emerse in quel periodo.

Nonostante ciò, l’Autorità ha fatto rispettare la norma, elaborando delle linee guida – non obbligatorie, ma utili – che hanno contribuito a rendere più comprensibile il divieto. Sono stati sanzionati tutti i soggetti che lo hanno violato: dalle piattaforme online ad alcuni editori, sia di testate giornalistiche digitali sia cartacee, fino ai più recenti provvedimenti che hanno colpito influencer e creator attivi su diverse piattaforme, da Twitch a YouTube fino ad altri contesti.

Il tema conclusivo della mia relazione riguarda un punto fondamentale: forse serve un nuovo paradigma del giocatore responsabile. Io aggiungerei: io giocatore responsabile. Perché le dipendenze di cui parliamo oggi sono assolutamente speculari a molte altre di cui la nostra Autorità si occupa. È vero che i giovani rappresentano il 40% del gioco online, ma subiscono le stesse dinamiche di dipendenza anche nelle microtransazioni dei videogiochi, nei social media, nei portali digitali e in tanti altri canali.

Il fenomeno della responsabilità e dell’educazione civica e digitale è quindi centrale per la crescita complessiva.

Chiudo ricordando un provvedimento introdotto dal precedente legislatore: dal 2024 è obbligatorio il filtro parentale sulle SIM intestate a minori di 18 anni. Le categorie di blocco includono, oltre ai contenuti pornografici, anche la disinformazione sull’alimentazione, la promozione di alcolici e tabacchi, l’adesione a sette e, naturalmente, il gioco d’azzardo. Tuttavia, ad oggi, questo filtro gratuito è stato attivato soltanto da circa mezzo milione di famiglie. Ciò significa che moltissimi minori, titolari di una SIM non protetta, possono accedere liberamente anche ai contenuti legati al gioco d’azzardo.

Gli operatori telefonici ci hanno confermato che ogni giorno vengono bloccati milioni di contenuti. La prima categoria filtrata per i minori di 18 anni sono le applicazioni di anonymizer; al secondo posto ci sono i contenuti di gioco d’azzardo; al terzo quelli pornografici.

Servono quindi nuove norme e, soprattutto, una riflessione sull’aggiornamento delle linee guida, che nel 2019 non potevano includere riferimenti al gioco responsabile. Oggi, invece, esiste per gli operatori anche un obbligo di investimento in questo senso. Occorre insistere con forza su informazione e sensibilizzazione, perché sono strumenti indispensabili.»

PressGiochi