Cangianelli (FIPE): “Formazione e consapevolezza, strumenti chiave per tutelare i minori anche nel gioco”
Durante il convegno del MOIGE “Venduto ai minori”, Emmanuele Cangianelli, rappresentante della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (EGP-FIPE), ha affrontato il tema della tutela dei minori nel consumo di alcol e
18 Novembre 2025
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Durante il convegno del MOIGE “Venduto ai minori”, Emmanuele Cangianelli, rappresentante della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (EGP-FIPE), ha affrontato il tema della tutela dei minori nel consumo di alcol e nel gioco d’azzardo. L’accento è stato posto sulla necessità di una formazione strutturata per gli operatori e sull’uso consapevole della tecnologia come strumento di prevenzione.
«Parliamo di centinaia di migliaia di punti vendita- ha spiegato Cangianelli -, con differenze significative tra vendite legali e illegali, e tra chi vende alcolici e chi li somministra, creando situazioni incerte. Negli ultimi anni, con l’esplosione del gioco digitale, sono emersi punti vendita abusivi o che operano oltre la propria licenza, anche nel settore delle scommesse. Alcuni interventi giurisdizionali recenti hanno aperto l’accesso al gioco in Internet point, andando in parte contro l’indirizzo normativo che vuole che i luoghi di gioco siano solo quelli in concessione, qualificati e sicuri.
Garantire consapevolezza nel consumo, sia da parte dei consumatori sia degli esercenti, e sostenere una formazione strutturata per chi vende giochi con vincita in denaro è fondamentale. Così come esiste una formazione per la vendita di tabacchi, è essenziale qualificare e responsabilizzare chi opera nel settore dei giochi.
I minori oggi hanno strumenti digitali in tasca che, se utilizzati correttamente, possono aiutare a filtrare l’accesso e a misurare autonomamente il consumo. Non esiste ancora una soluzione definitiva, ma questa rappresenta una via per qualificare l’offerta ed educare meglio i consumatori. Solo attraverso momenti di confronto come questo possiamo migliorare le soluzioni esistenti e informare chi fa e applica la legislazione, per tutelare realmente i minori».