E’ il secondo più grande paese del mondo dopo la Russia, ma ha una decina di milioni di abitanti in meno dell’Italia, di cui la gran parte concentrati nella fascia
E’ il secondo più grande paese del mondo dopo la Russia, ma ha una decina di milioni di abitanti in meno dell’Italia, di cui la gran parte concentrati nella fascia di confine con gli USA. Laghi, foreste, paesaggi incontaminati, risorse naturali a non finire. E, ancora, una qualità della vita altissima, considerando solo il fatto che il Canada si colloca costantemente nella top 10 dell’Indice di Progresso Sociale Globale e che è in testa alle classifiche dell’OCSE in settori come l’istruzione, la sanità e la sicurezza. Forse il posto ideale in cui vivere, a parte chi soffre particolarmente il freddo!
Società multietnica per eccellenza, suddivisa fra aree francofone e anglofone, quella canadese non presenta particolari fenomeni distorsivi, segno del sostanziale equilibrio raggiunto tra le politiche sociali avviate dai governi e il modo in cui i canadesi vivono la propria vita.
Tanto vale anche per il gambling. Rispetto ad altre giurisdizioni, il Canada non ha mai vissuto drastiche fasi di proibizionismo. Dal primo casinò aperto nel 1892 a Niagara Falls alle prime licenze rilasciate negli anni ‘70, sono trascorsi decenni di relativa tranquillità, dovuti all’affermarsi di un approccio ludico-ricreativo da parte della gente, e all’assenza di ingerenze mafiose e malavitose come quelle che negli USA rendevano il gioco d’azzardo una delle piaghe sociali più vistose.
Nonostante il boom avuto dal settore negli anni ’80 e ’90, di fatto, il gambling rappresenta generalmente una controversia di minore importanza nel Canada moderno. Sebbene la maggior parte dei canadesi non desideri un casinò nel proprio quartiere e sia consapevole dei problemi di salute associati a un gioco eccessivo, il gioco occasionale è un passatempo comune, che difficilmente suscita giudizi negativi. L’acquisto di biglietti della lotteria, ad esempio, è visto con una connotazione sociale relativamente lieve, essendo stereotipicamente considerato un comportamento ‘da classe inferiore’.
In Canada, il settore è regolato da un duplice quadro normativo: il diritto penale federale e la regolamentazione provinciale. Il Codice penale federale vieta di default la maggior parte delle attività di gioco d’azzardo, ma prevede eccezioni esplicite, che consentono alle province di gestire e amministrare i ‘sistemi di lotteria’ (termine che comprende la maggior parte delle forme di gioco). Il governo federale definisce quindi i limiti della giurisdizione penale, mentre le province regolamentano e autorizzano (attraverso un sistema di registrazione o di rilascio di licenze) il gioco all’interno delle proprie giurisdizioni.
Gli approcci provinciali sono variabili: alcune province gestiscono direttamente il settore del gioco d’azzardo tramite società statali, altre esternalizzano le operazioni a fornitori di servizi privati. Anche l’ambito delle attività di gioco gestite da queste società è variabile, comprendendo casinò, resort integrati, ippodromi, lotterie e piattaforme online di scommesse sportive e giochi da casinò. Nel 2010, la provincia della Columbia Britannica si è spinta ancora oltre, diventando la prima giurisdizione del Nord America a legalizzare anche i casinò online.
Altra svolta importante si è avuta nel 2021, quando il governo federale ha legalizzato le scommesse su singoli eventi sportivi. Il fatto curioso è che, fino ad allora, erano permesse solo le scommesse su eventi multipli (minimo 3), e questo induceva i giocatori a rivolgersi ai mercati illegali o grigi, convogliando nelle loro casse, secondo una stima governativa, circa 38 milioni di dollari canadesi al giorno.
Nel 2022 l’Ontario ha aperto il suo mercato del gioco d’azzardo online agli operatori privati, con risultati finora eccellenti: nel biennio 2024-2025 la provincia ha generato 2,9 miliardi di dollari di entrate totali, con un aumento di oltre il 30% rispetto all’anno precedente.
E dal 13 luglio scorso, anche l’Alberta ha provveduto in tal senso, sempre per stroncare la solita fuga dei giocatori verso l’illegalità. Dan Keene, CEO dell’Alberta iGaming Corporation, che collabora a stretto contatto con l’Alberta Gaming, Liquor and Cannabis (AGLC) per gestire il nuovo settore, si è detto entusiasta dell’interesse suscitato dal lancio del gambling online nella sua provincia, con ben 35 compagnie che hanno presentato domanda di licenza, tra cui BetMGM, FanDuel, PointsBet e Score Media and Gaming.
Naturalmente, ci sarà da tenere d’occhio anche le conseguenze che ne deriveranno sul piano del gioco patologico, soprattutto per i più giovani. Ma, come insegna l’esperienza dell’Ontario e di altre province, dopo una fiammata iniziale tutto dovrebbe rientrare nella norma.
Come previsto dalla legge, l’80% delle entrate andrà agli operatori, mentre il 20% tornerà alla provincia. Le comunità indigene riceveranno il 2%, e l’1% è destinato alla responsabilità sociale. Non saranno ammessi testimonial sportivi, se non per promuovere pratiche di gioco responsabile, e la pubblicità sarà limitata. Il giocatore potrà altresì accedere a programmi di autoesclusione.
Per quanto riguarda il gioco terrestre, l’Alberta conta 39 location, di cui 7 casinò che sono di proprietà Indigenous Gaming Partners (IGP), grazie alle acquisizioni di Pure Casino Entertainment lo scorso anno e di Gamehost, avvenuta di recente. La quota dell’Alberta è ben lontana dalle 79 dell’Ontario, ma è superiore a quella delle altre province: in graduatoria seguono British Columbia (38), Nova Scotia (34), Quebec (27) New Brunswick e Saskatchewan (15)
Le aspettative del settore si stanno ora estendendo oltre l’Ontario e l’Alberta. Le discussioni al SBC Summit Canada, tenutosi a maggio, hanno suggerito che altre province potrebbero valutare la possibilità di regolamentare il gioco online in modo autonomo. Non si hanno tempistiche precise, ma la direzione intrapresa sta diventando sempre più evidente. Per ora, l’Ontario rimane la prova di fattibilità. L’Alberta è il prossimo grande banco di prova. E se altre province seguiranno, il panorama del gioco d’azzardo online in Canada potrebbe cambiare radicalmente nel giro di pochi anni.
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