21 Settembre 2020 - 00:41

Campania. Allarme gioco online tra i minori: come falliscono i tentativi dei comuni su slot e sale giochi

Lanciato in Campania l’allarme sulla diffusione del gioco d’azzardo tra i minori. Uno studente su due gioca d’azzardo, cominciano a 11 anni, anche utilizzando il telefonino, lo fanno anche durante

17 Novembre 2016

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Lanciato in Campania l’allarme sulla diffusione del gioco d’azzardo tra i minori. Uno studente su due gioca d’azzardo, cominciano a 11 anni, anche utilizzando il telefonino, lo fanno anche durante le lezioni approfittando della distrazione degli insegnanti.

 

L’appello parte da presidi e docenti, impegnati quotidianamente a fronteggiare una situazione di pericolo soprattutto per gli studenti più piccoli. Con l’esplosione del gioco telematico diventa praticamente impossibile fermare l’emorragia di denaro dalle tasche dei ragazzini, così serve davvero a poco la lodevole iniziativa del Comune nel tentativo di contrastare il fenomeno.

 

Sono state imposte norme stringenti sugli orari: a Napoli le sale scommesse non possono aprire prima delle nove del mattino e hanno l’obbligo di rimanere chiuse da mezzogiorno alle sei del pomeriggio
Dovrebbe servire ad evitare che i ragazzi possano scommettere prima di entrare in classe oppure all’uscita. A sorvegliare pensano i vigili che organizzano blitz, talvolta intercettano minori che giocano, spesso scoprono sale aperte in orari proibiti. Scattano sanzioni e, in casi rari, giorni di chiusura, ma la diffusione del gioco non accenna a diminuire.

 

Maria Pia Condurro, responsabile del centro ascolto dipendenze della Caritas e direttore dell’Ufficio diocesano aggregazioni laicali, raccoglie decine di segnalazioni e richieste di aiuto che hanno portato all’organizzazione di una serie di incontri con il corpo docente delle scuole del centro antico per fornire indicazioni e consigli su come affrontare il problema del gioco nelle classi.

Maria Filippone, dirigente scolastico del liceo Genovesi, ha da tempo attivato una azione di prevenzione che sta dando buoni risultati: «Informazione e dialogo con i ragazzi, spieghiamo loro quali sono i rischi e come non cadere nella trappola del gioco. No, problemi seri qui non ne abbiamo mai avuti». Ma la Filippone pone un altro problema. «Quello della mancanza per i ragazzi di altri luoghi di aggregazione che non siano le sale slot».

 

PressGiochi