10 Settembre 2026 - 18:23

Camera. Relazione annuale sulle tossicodipendenze: 1,6 milioni di studenti hanno giocato d’azzardo nel 2025

È stata pubblicata alla Camera la Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia, riferita al 2025, presentata dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo

21 Agosto 2026

È stata pubblicata alla Camera la Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia, riferita al 2025, presentata dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano.

La sensibilità delle scuole – si legge nella relazione – verso i temi della prevenzione continua a rimanere elevata, sebbene nel 2025 sia osservata una riduzione delle iniziative specificamente dedicate all’uso di sostanze psicoattive: il 46% degli istituti scolastici ha riferito, infatti, di aver promosso giornate informative o attività di approfondimento sul tema, in calo rispetto al 2024, ma sostanzialmente in linea con il biennio 2022-2023. Resta, invece, molto ampia la diffusione degli interventi di prevenzione rivolti ad altri comportamenti a rischio: l’84% delle scuole ha realizzato iniziative contro bullismo e cyberbullismo, il 56% attività sui rischi legati alla guida e il 36% interventi di contrasto al gioco d’azzardo.

Secondo lo studio ESPAD®Italia 2025, il quadro dei comportamenti a rischio tra gli studenti minorenni si conferma articolato e in evoluzione, coinvolgendo tanto il consumo di sostanze psicoattive quanto alcune forme di fragilità legate all’uso del digitale, all’azzardo e all’isolamento sociale. Sono quasi 350mila gli studenti under18 che hanno riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno, pari al 23% della popolazione scolastica minorenne, dato in aumento rispetto al 2024 (20%).

Anche il gaming presenta elementi di criticità: oltre 260mila studenti minorenni (17%) hanno mostrato profili di gioco a rischio, spesso associati a irritabilità e difficoltà di regolazione emotiva quando impossibilitati a giocare. In questo quadro si inserisce anche il fenomeno Hikikomori: oltre 26mila studenti under 18 (1,7%) hanno riferito un isolamento sociale protratto per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3% ha sperimentato periodi di ritiro tra tre e sei mesi, frequentemente associati a difficoltà psicologiche, relazionali o familiari.

Infine, il gioco d’azzardo tra i minorenni continua a crescere e raggiunge i livelli più elevati osservati negli ultimi anni: il 64% degli studenti under18 ha riferito di aver giocato almeno una volta nella vita e il 59% (pari a circa 900mila ragazzi tra i 15 e i 17 anni) lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno. Le modalità più diffuse restano Gratta&Vinci e scommesse calcistiche, mentre l’azzardo online ha coinvolto il 12% degli studenti minorenni. Crescono, inoltre, i profili di gioco “a rischio” e “problematico”, che hanno interessato rispettivamente il 7,7% e il 6% della popolazione studentesca minorenne e risultano frequentemente associati ad altri comportamenti problematici, tra cui vandalismo, furti e uso di sostanze psicoattive.

DIPENDENZE COMPORTAMENTALI TRA I GIOVANISSIMI – Il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, ha realizzato nel 2025 il progetto Generazione Z 2.0. Tale iniziativa ha consentito di analizzare la diffusione e le caratteristiche della social media addiction, dell’internet gaming disorder e del gioco d’azzardo problematico tra gli studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni. Lo studio, che prevedeva la rilevazione anche su altre fasce di età, ha coinvolto complessivamente un campione di oltre 18mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 17 anni.

I risultati della rilevazione 2025 evidenziano una flessione delle prevalenze di dipendenza da social media e da gaming rispetto al 2022: complessivamente, nella popolazione studentesca di età compresa tra 11 e 13 anni, si stimano circa 15mila studenti (1%) coinvolti in comportamenti riconducibili alla social media addiction, screening rilevato attraverso la Bergen Social Media Addiction Scale (BSMAS).

In particolare, si evidenzia un calo significativo della prevalenza del rischio (1% nel 2025 vs 2,2% nel 2022), andamento confermato in entrambi i sessi (maschi: 0,4% vs 1,2%; femmine: 1,5% vs 3,1%). Il fenomeno continua a interessare prevalentemente il sesso femminile.

Analogamente, attraverso l’ Internet Gaming Disorder Scale– Short Form (IGDS9-SF), si stima che gli studenti coinvolti nel rischio di internet gaming disorder nel 2025 siano circa 111mila (7%), quota in diminuzione dal 2022 (11%).

Per quanto concerne il gioco d’azzardo, la prevalenza della pratica tra gli studenti che dichiarano di aver giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi risulta pari all’11%. Tra questi, il 63% riferisce un coinvolgimento esclusivamente in contesti fisici, il 17% esclusivamente online, mentre il 20% riporta una partecipazione in entrambe le modalità.

Si rileva, inoltre, una quota non trascurabile di comportamento di gioco problematico in età precoce: sulla base del South Oaks Gambling Screen – Revised for Adolescents (SOGS-RA), il 2,3% degli studenti presenta un profilo riconducibile al gioco problematico, mentre un ulteriore 3,1% si colloca nella categoria a rischio. Le stime complessive indicano che oltre 87mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni risultano coinvolti in comportamenti di gioco d’azzardo a rischio o problematici.

NUOVE DIPENDENZE E COMPORTAMENTI A RISCHIO – Nell’analisi dei comportamenti a rischio assume un ruolo crescente l’uso delle tecnologie digitali, insieme a videogiochi, gioco d’azzardo e ritiro sociale.

Nel contesto del gaming, quando l’attività supera la dimensione ricreativa può assumere connotazioni problematiche. Nel 2025, 380mila studenti (15%) presentano un profilo di gioco “a rischio”: trascorrono molte ore davanti ai videogiochi e reagiscono con irritazione quando non possono giocare. Il fenomeno, seppur in diminuzione rispetto al dato rilevato nel 2024 (17%), riguarda soprattutto i ragazzi (M=23%; F=7%).

Il gioco d’azzardo evidenzia un andamento in marcata crescita, raggiungendo il valore più elevato mai registrato. Nel 2025, 1 milione e 600mila studenti (64%) hanno giocato almeno una volta nella vita e quasi 1 milione e 500mila (60%) nell’ultimo anno. I giochi più diffusi sono Gratta&Vinci (76%), scommesse calcistiche (37%), poker/roulette/dadi (30%) e apparecchi come AWP e VLT (28%). Per tutte le tipologie, i ragazzi partecipano in percentuale maggiore rispetto alle coetanee, a eccezione dei Gratta&Vinci, dove la quota femminile è superiore.

Il gioco online continua a crescere: oltre 340mila studenti (14%) hanno giocato su Internet nel 2025. Anche i profili di gioco “a rischio” (7,1%) e “problematico” (5,2%) aumentano rispetto al 2024, arrivando a contare oltre 300mila studenti. Gli studenti che rientrano in queste categorie mostrano più frequentemente altri comportamenti a rischio come furti, atti di vandalismo, conflitti con le Forze dell’Ordine e consumo di sostanze psicoattive rispetto ai coetanei che non giocano d’azzardo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SERVIZI PER LE DIPENDENZE – Secondo i dati del Sistema Informativo Nazionale sulle Dipendenze (SIND) relativi al 2025, che per la prima volta includono anche le dipendenze da alcol e gioco d’azzardo, la rete dei Servizi per le Dipendenze (SerD), considerata nel suo complesso e indipendentemente dalla tipologia di dipendenza trattata, è composta da 587 servizi, articolati in 636 sedi operative (copertura informativa pari al 98% delle strutture censite), il 95% delle quali (606 sedi) specificamente dedicate alle dipendenze da sostanze2. A livello nazionale, il sistema dei servizi dedicati alle dipendenze mostra una dotazione media pari a 1,4 servizi ogni 100.000 residenti tra i 15 e i 74 anni.

La distribuzione territoriale, pur garantendo una presenza diffusa, presenta alcune differenze: in tutte le regioni/province autonome si registra almeno 1 servizio ogni 100.000 abitanti, mentre in Molise e Valle d’Aosta il valore si attesta a 3 servizi.

L’assistenza alle persone detenute con problematiche di dipendenza è garantita su tutto il territorio nazionale attraverso una rete dedicata che integra servizi strutturati all’interno degli istituti penitenziari ed équipe specializzate. In particolare, sono presenti 36 SerD intramurari (Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna), affiancati da 152 équipe multiprofessionali, nella quasi totalità collegate ai SerD pubblici; un’unica eccezione è rappresentata dalla Provincia autonoma di Trento, dove è presente un’équipe gestita dal Terzo Settore.

Accanto ai servizi dedicati, tutti i SerD dispongono di équipe specialistiche dedicate al trattamento delle problematiche correlate all’uso di alcol e al gioco d’azzardo: il numero complessivo tra strutture ed équipe specialistiche attive nell’ambito delle dipendenze raggiunge quindi le 1.102 unità (in linea con le 1.134 unità riportate nel 2025).

L’analisi del rapporto tra personale e utenza evidenzia una distribuzione disomogenea delle risorse sul territorio nazionale. A fronte di una media di circa 23 pazienti in trattamento per sostanze illegali per ogni operatore, si osservano differenze rilevanti tra le regioni. In alcune realtà, come Campania, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano, il carico per professionista risulta inferiore a 20 utenti, mentre in altre, come Friuli Venezia Giulia, Umbria e Basilicata, supera i 30 assistiti per operatore. È importante considerare, tuttavia, che l’attività dei SerD non si limita alla presa in carico delle dipendenze da sostanze illegali.

Gli operatori sono infatti coinvolti anche nella gestione di problematiche legate al consumo di alcol, al gioco d’azzardo, ad altre forme di dipendenza e comportamenti a rischio, al sostegno ai familiari e ad altre attività, come certificazioni e, facendo aumentare significativamente il carico complessivo di utenza/pro-capite.

 

 

INTERVENTI DI PREVENZIONE – Le iniziative di prevenzione ambientale e universale sono state prevalentemente orientate all’informazione e sensibilizzazione sui rischi correlati al consumo di sostanze e ai comportamenti di dipendenza (98%). Nei progetti rivolti alle famiglie, tale finalità è stata presente nel 54% dei casi, affiancata da interventi per lo sviluppo delle competenze genitoriali (15%).

I Dipartimenti per le Dipendenze sono stati coinvolti nell’82% dei casi, in collaborazione con le organizzazioni del Terzo Settore (57%) e gli Enti Locali (47%). Le principali tematiche affrontate hanno riguardato comportamenti a rischio (61%), gioco d’azzardo (60%), consumo di alcol (53%) e sostanze stupefacenti (50%). Gli interventi di prevenzione ambientale-universale hanno interessato in misura prevalente la popolazione giovanile, coinvolgendo quasi esclusivamente minorenni e giovani adulti (93%). Parallelamente, una quota significativa di iniziative ha incluso anche contesti lavorativi, in particolare il personale dei servizi sanitari, oltre a raggiungere, in maniera più ampia, la popolazione generale.

Dal punto di vista dei contenuti, il consumo di alcol (64% dei progetti) e di sostanze stupefacenti (58%) sono state le tematiche prevalentemente affrontate in tutte le regioni e province autonome che hanno attivato interventi in questo ambito, alle quali si sono affiancate quelle relative ai comportamenti di dipendenza in senso più ampio (48%) e al gioco d’azzardo (41%). Ulteriori ambiti di intervento, presenti in circa un progetto su quattro, hanno riguardato il tabagismo e l’uso delle tecnologie digitali, mentre in quasi la metà delle regioni sono stati sviluppati programmi specifici sui disturbi del comportamento alimentare.

Infine, rispetto ai contesti di realizzazione, è emersa una forte centralità dei servizi socio-sanitari territoriali, rappresentando il principale setting di intercettazione dei destinatari (43%). A questi si sono affiancati i luoghi di aggregazione strutturati (circa un terzo degli interventi), altri contesti informali di socialità quali bar, pub, discoteche e sale gioco (circa un quarto), nonché il territorio comunale nel suo complesso (21%), a conferma di un approccio diffuso e orientato alla prossimità.

Nella prevenzione ambientale e universale rivolta alla popolazione generale, in continuità con gli anni precedenti, gli obiettivi principali riguardano la sensibilizzazione sui consumi di sostanze e sui comportamenti a rischio di dipendenza, nonché la promozione di attività sportive, all’aria aperta e di alternative per il tempo libero. Il 69% degli interventi si concentra sui comportamenti a rischio in generale e il 67% sul gioco d’azzardo, mentre il 51% affronta il consumo di sostanze psicoattive. In termini di destinatari, il 77% delle iniziative coinvolge giovani adulti, il 64% minorenni e il 38% genitori e famiglie.

Nella prevenzione selettiva e indicata, circa il 70% degli interventi è finalizzato allo sviluppo delle competenze di vita (problem solving, comunicazione interpersonale, decision making, ecc.), mentre oltre il 60% riguarda la sensibilizzazione sui rischi legati al consumo di sostanze e alle dipendenze, comprese le patologie alcol e drogacorrelate.

Poco meno della metà degli interventi prevede attività educative mirate alle tematiche del consumo di sostanze, dei comportamenti a rischio di dipendenza e delle patologie alcol e droga correlate. Dal punto di vista dei contenuti, il 69% si concentra sulle sostanze psicoattive, il 62% sul consumo di alcol e poco meno del 60% sulle dipendenze comportamentali, incluso il gioco d’azzardo.

Nella prevenzione universale e ambientale il tema più trattato è quello dei comportamenti a rischio in generale (58%), mentre negli interventi selettivi e indicati prevale il gioco d’azzardo (78%). Circa un quinto delle attività universali affronta l’uso consapevole delle tecnologie digitali.

 

 

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