27 Settembre 2020 - 11:29

Camera. Giordano (Sel) a Renzi: “Stop a scommesse su calcio dilettantistico”

Giancarlo Giordano onorevole di Sinistra ecologia e libertà ha presentato in queste ore un’interrogazione al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per chiedere di

22 Maggio 2015

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Giancarlo Giordano onorevole di Sinistra ecologia e libertà ha presentato in queste ore un’interrogazione al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per chiedere di eliminare dal palinsesto delle scommesse la possibilità di giocare su eventi del calcio dilettantistico.

“Chiedo – ha dichiarato Giordano – se, alla luce della vicenda emersa in questi giorni, non intendano valutare con urgenza l’opportunità di riconsiderare l’autorizzazione dell’estensione del gioco delle scommesse al settore dilettantistico del calcio italiano in quanto in primis le società sportive “minori” per via dei bassi budget di partecipazione ai rispettivi campionati sono oggettivamente esposti al ricatto e ai condizionamenti della criminalità organizzata detentrice di ingenti risorse finanziarie;  con dovuti provvedimenti di iniziativa legislativa non intendano promuovere una riforma generale della gestione delle modalità di concessione e di funzionamento delle Agenzie delle scommesse, in particolare quelle “on line” e riguardanti tutte le discipline sportive ; non intendano promuovere, di concerto con le autorità sportive competenti, gli Stati Generali del calcio dilettantistico italiano per avviare una profonda riforma del settore, ivi compreso quello delle categorie giovanili e “Primavera”,  riconducendolo alla sua meritoria  missione originaria…».

Testo interrogazione:

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
è di questi giorni la clamorosa notizia che Presidenti, allenatori, manager, calciatori, imprenditori italiani ed esteri delle società calcistiche della serie «D» dilettantistica, della Lega pro (ex serie «C») e di serie «B» sono stati al centro dell’ultimo scandalo delle partite truccate dei nostri campionati di calcio italiani, sottoposti a restrizione carceraria con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica e con l’aggravante di aver favorito organizzazioni mafiose, la «’ndrangheta» in particolare;
il questore di Catanzaro dottor Giuseppe Racca, città da dove è partita la ragnatela delinquenziale, ha reso noto che la scoperta di una stabile organizzazione criminale dedita al calcio scommesse dimostra che l’attività delinquenziale legata al settore è sempre attiva e fiorente non solo in Italia dove abbiamo scoperto una stabile organizzazione criminale che grazie a calciatori, dirigenti e tesserati e non, ha messo in atto condotte finalizzate ad alterare i risultati di varie partite;
oltre ai suddetti protagonisti sportivi sono stati arrestati oltre ben 10 finanziatori scommettitori italiani, maltesi, kazaki, russi, cinesi e serbi, a dimostrazione dell’internazionalizzazione del fenomeno delle scommesse sportive illecite che conferma come la ramificazione della criminalità organizzata abbia raggiunto livelli esorbitanti non solo nei settori malavitosi tradizionali ma anche in quelli nel mondo dello sport dilettantistico;
questi «finanziatori» stranieri irrorano le casse delle organizzazioni delinquenziali fornendo denaro ai criminali italiani che a loro volta lo usano in primis per «corrompere» i calciatori in modo da ottenere partite combinate su cui scommettere e realizzare ingenti guadagni, ricorrendo, non poche volte, alle minacce, ivi compreso quella estrema del sequestro di persona, qualora non si fosse rispettata l’indicazione del gruppo organizzato;
la Federcalcio sarà parte lesa nel prossimo processo riguardante il nuovo filone di calcio scommesse, inerente partite di «Lega Pro» e serie «D», in seguito all’inchiesta della procura di Catanzaro e che il presidente della FIGC Carlo Tavecchio ha dichiarato ai mezzi di informazione che «Quando le scommesse sono state allargate alla serie «D» io dissi, pur non essendo consultato, che era un gravissimo errore e oggi i risultati li vedono tutti… cinque-sei anni fa la scommessa era un reato. Il giorno in cui si è entrati nell’ottica che la scommessa non è reato porta a far sì che ognuno si debba prendere le proprie responsabilità» palesando una evidente posizione di contrarietà a chi ha invece insistito perché il mondo rischioso del calcio scommesse invadesse anche il delicato settore del calcio dilettantistico;
quattro anni or sono nonostante il mondo del calcio professionistico fosse ciclicamente investito da scandali il Governo italiano, attraverso il Ministero competente, ha deciso, nonostante il parere contrario della Federazione italiana gioco calcio, di estendere la pratica del gioco delle scommesse al settore dilettantistico, determinando il coinvolgimento di un mondo di per sé esposto agli interessi delle organizzazioni criminali nazionali e internazionali;
il settore non professionistico della serie «D» e di quelle minori è un ambito non interessato dai grandi flussi finanziari che investono le categorie superiori, dove le società sportive calcistiche operano tra forti difficoltà economiche e gestionali riservando ai calciatori ingaggi incerti e modesti che non offrono alcuna sicurezza di stabilità reddituale;
per queste ragioni le organizzazioni criminali italiane hanno posto la loro attenzione su questo settore del calcio esposto a forti condizionamenti realizzando un sistema di collaborazione con le mafie internazionali, in particolare dell’Est europeo e asiatico, dove il sistema delle scommesse «on line» è totalmente fuori controllo e può, di conseguenza, canalizzare gli eventi calcistici che si possono più agevolmente manipolare, trasformando l’incontro di calcio di una serie minore in un evento catalizzatore di scommesse dall’incomparabile budget finanziario;
da quando si è diffuso questo fenomeno di scommesse illegali il calcio dilettantistico ha praticamente smesso di svolgere la sua meritoria funzione di leva trasformandosi di fatto in uno strumento di capitalizzazione dell’economia mafiosa internazionale penalizzando fortemente la diffusione di una sana cultura e pratica sportiva tanto che l’obiettivo dei presidenti non è più quello di investire sul conseguimento di traguardi agonistici quanto quello di strutturare un «capitale» funzionale a dinamiche meramente di imprenditoria finanziaria –:
se non intendano valutare con urgenza l’opportunità di riconsiderare le norme che hanno esteso il gioco delle scommesse al settore dilettantistico del calcio italiano, in quanto in primis le società sportive «minori» per via dei bassi budget di partecipazione ai rispettivi campionati sono oggettivamente esposte al ricatto e ai condizionamenti della criminalità organizzata detentrice di ingenti risorse finanziarie;
se, con dovuti provvedimenti di iniziativa  normativa non intendano promuovere una riforma generale della gestione delle modalità di concessione e di funzionamento delle agenzie delle scommesse, in particolare quelle «on line» e riguardanti tutte le discipline sportive;
se non intendano promuovere, di concerto con le autorità sportive competenti, gli stati generali del calcio dilettantistico italiano per avviare una profonda riforma del settore, ivi compreso quello delle categorie giovanili e «primavera», riconducendolo alla sua meritoria missione originaria.

 

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