06 Marzo 2026 - 03:17

Camera dei deputati: ‘Le nuove regole del gioco. Tra riordino e nuovi bandi’

De Bertoldi (Lega): “La riforma del gioco fisico serve all’interesse nazionale, non a maggioranza o minoranza”

24 Febbraio 2026

Si è svolto questa mattina presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, il convegno “Le nuove regole del gioco. Tra riordino e nuovi bandi”, promosso dal gruppo parlamentare LCD – Liberali Cristiano Democratici. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aprire un confronto istituzionale sul futuro del comparto del gioco fisico, alla luce delle ipotesi di riforma e dei nuovi bandi che, secondo quanto emerso nel dibattito pubblico, potrebbero mettere a rischio la continuità di migliaia di imprese italiane della raccolta terrestre a vantaggio di pochi grandi operatori globali già dominanti nell’online.

L’evento è stato introdotto dal presidente LCD, Andrea de Bertoldi, che ha letto una lettera inviata dal Presidente della Camera on. Lorenzo Fontana.

“Mi complimento con questo evento – afferma Fontana nella sua nota – per aver acceso i riflettori su un fenomeno che negli anni ha assunto proporzioni preoccupanti. Mi riferisco in particolare al tema del gioco patologico, una deriva che incide profondamente sul tessuto sociale e comunitario, causando gravi squilibri sul piano materiale e relazionale. La dipendenza da gioco rappresenta una forma di disagio che finisce per compromettere la serenità della persona, minando gli affetti, la vita familiare e la stabilità lavorativa.

Con il passare del tempo, e in modo progressivo, la frequenza delle giocate aumenta nel tentativo illusorio di recuperare le perdite, generando così un circolo vizioso dalle conseguenze sempre più pesanti. Di fronte a comportamenti che hanno un impatto così forte sulla sfera individuale e collettiva, occorre innanzitutto rafforzare le occasioni di prevenzione e promuovere una solida cultura della responsabilità. Non dobbiamo dimenticare che la dipendenza affonda spesso le proprie radici in situazioni di disagio e malessere che meritano di essere comprese e accompagnate con percorsi adeguati di sostegno.

Particolare attenzione va riservata ai più giovani, soprattutto agli adolescenti, che non sempre dispongono degli strumenti necessari per difendersi dai rischi connessi a questo fenomeno. È fondamentale un’azione congiunta tra istituzioni, famiglie, scuole, servizi sanitari e società civile, capace di mettere in campo campagne di informazione efficaci e mirate. L’educazione, intesa non come mera proibizione ma come consapevolezza e responsabilizzazione, rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione.

Il Parlamento ha mostrato negli anni una crescente sensibilità sul tema, anche attraverso l’adozione, nel corso delle diverse legislature, di un quadro organico di disposizioni in materia di giochi. In particolare, l’attenzione è stata dedicata alla tutela della salute dei giocatori e alla definizione di regole sempre più attente alla protezione delle persone.

In uno scenario caratterizzato da una crescente complessità sotto il profilo giuridico e da maggiori esigenze di trasparenza, le aziende italiane del settore sono chiamate a dare prova di un impegno concreto nella promozione della legalità, della sostenibilità e del rispetto della dignità delle persone.

Siamo sulla strada giusta, ma resta ancora un lungo cammino da percorrere” ha concluso Fontana.

Ad intervenire all’evento anche Maurizio Gasparri che ha affermato: “Forza Italia ha partecipato a questo evento per sostenere convintamente l’iniziativa. Il tema centrale è l’ascolto da parte delle istituzioni e mi impegnerò personalmente affinché ciò avvenga, perché sono consapevole che il settore rappresenta una realtà economica e sociale che va rispettata e ascoltata.

Si tratta di questioni che meritano grande attenzione, anche con riferimento ai fenomeni richiamati, come la dipendenza da gioco e le infiltrazioni di illegalità. È necessario un confronto serio e costante con il mondo del gioco, e una sede istituzionale come la Sala della Lupa alla Camera dei Deputati è il luogo più appropriato per farlo.

Il mondo si sta progressivamente spostando verso la dimensione digitale, un processo che interessa molti comparti economici. Non possiamo pensare di fermare il progresso. Tuttavia, è evidente che il digitale spesso beneficia di regimi fiscali estremamente ridotti, con aliquote che oscillano tra lo 0 e il 5 per cento. A fronte di questo scenario, è legittimo domandarsi chi sosterrà in futuro il finanziamento dei servizi pubblici. Per questo è necessario supportare anche le attività di gioco che operano sul territorio, garantendo parità di condizioni e senza discriminazioni rispetto ai grandi operatori online.”

L’onorevole Andrea de Bertoldi (Presidente LCD, gruppo parlamentare Lega) ha aperto così il dibattito: “Questo momento di confronto è nato dalla volontà della Lega di fare in modo che la politica, o meglio il Parlamento, non rimasse indifferente di fronte ad un momento importante dello sviluppo economico del nostro paese. Andiamo incontro alla conclusione di una riforma che ha avuto inizio con il riordino del comparto del gioco online e che dovrebbe concludersi quest’anno con la riforma del gioco fisico. Riteniamo che la politica debba discutere e creare una riforma che sia davvero nell’interesse nazionale. Tutti dobbiamo mirare ad un unico obiettivo: l’interesse di questo paese, dei lavoratori, delle imprese italiane e dei nostri cittadini quindi i giocatori che devono vivere il gioco come uno svago e non come una degenerazione che porta alla malattia.

Quando si tratta di temi di questo genere non si deve parlare di maggioranza e minoranza ma di politica.

L’incontro nasce dal desiderio di LCD di dare voce a tutti, alla politica in modo trasversale e alle imprese: tutti devono parlare per migliorare il percorso legislativo.

La riforma del settore del gioco fisico è necessario: basta proroghe, non servono a nulla. In merito alla territorialità: speriamo che si arrivi presto ad avere basi comuni tra i vari enti locali, regioni e comuni. Quindi è fondamentale una coerenza territoriale, su questo so che la Conferenza Stato – regioni sta già lavorando e che il governo sta cercando di arrivare a tutti. A breve, contiamo di avere una certa uniformità territoriale.

In queste ultime settimane sono emerse delle indiscrezioni che secondo molti potrebbero creare dei problemi per il settore: questo è il momento giusto per parlare di possibili criticità.

Mi preoccupa un messaggio che stiamo mandando ai nostri giovani: poter chiudersi nelle proprie stanze e giocare con dei visori all’interno del multiverso. Mi preoccupa perché ciò mette a rischio la socialità, il dialogo e il confronto. La dipendenza dal gioco non viene combattuta ma viene relegata in stanze chiuse, rendendola molto più difficile da gestire e controllare. È una situazione che dobbiamo assolutamente evitare, alzare i toni e discuterne. Se proseguiamo su questa strada e creiamo una riforma su queste basi verrebbe bloccata ed impugnata a livello europeo chissà per quanti anni.

Questa visione metterebbe anche in difficoltà le imprese italiane, avvantaggiando invece imprese di gioco online internazionali e molto più grandi. Anche quelle imprese che operano sia sull’online che sul fisico, preferiscono dedicarsi all’online con il rischio di creare un maggior rischio di ludopatie e minori entrate per lo Stato. Quindi non è nostra intenzione creare una riforma che generano minori introiti erariali per lo Stato.

Chiedo al Governo di ascoltare le opinioni di tutti i soggetti coinvolti nel settore del gioco e quelle delle opposizioni. Solo in questo modo potremo avere un risultato positivo per il paese intero ”.

PressGiochi

Le nuove regole del gioco: la posizione degli operatori partecipanti

La tavola rotonda ha stimolato un confronto fra le diverse forze politiche ed alcuni rappresentanti degli operatori di raccolta di gioco legale (in particolare l’Avv. Geronimo Cardia Presidente dell’Associazione dei Concessionari ACADI; il Dr. Francesco Gatti Vice Presidente dell’Associazione degli operatori – SAPAR; il Dr Marco Zega, Direzione Affari Istituzionali Concessionario Codere Italia), che rappresentano oltre il 50% della filiera del mercato nazionale.

L’incontro è stato programmato anche in vista delle annunciate ed attese modifiche regolamentari del comparto di gioco fisico:

– Il riordino del territorio (in accordo con le Regioni) per uniformare le diverse regolamentazioni regionali e comunali in particolare per quanto riguarda orari di accesso e distanze dai c.d. luoghi sensibili che però sono ancora previste essenzialmente solo per gli apparecchi;
– I principi regolatori dei bandi di gara per il rilascio delle nuove concessioni di raccolta di gioco fisico, mediante apparecchi da intrattenimento AWP (o slot da bar) e VLT (installati in sale dedicate), diritti bar, sale VLT, agenzie scommesse e Bingo.
– Le misure ponte di riequilibrio di alcuni parametri per tenere a galla il comparto del territorio fisico per anticipare gli effetti del riordino che si vedranno non prima del 2028

Il tutto a completamento di quanto disposto dalla delega fiscale 2023, in scadenza ad agosto 2026, dopo che è stata anticipata a Novembre 2025 l’assegnazione delle concessioni di raccolta di giochi on-line
I rappresentanti degli operatori presenti hanno segnalato che, pur in assenza di comunicazioni ufficiali, indiscrezioni giornalistiche e dichiarazioni del Vice Ministro del MEF, Maurizio Leo sul possibile quadro regolatorio del nuovo bando concessorio, hanno creato un allarme crescente nella filiera del comparto riferibile alle PMI Italiane, IN TOTALE ASSENZA DI INCONTRI ISTITUZIONALI RITUALIZZATI con le associazioni di categoria.

Infatti, al contrario di quanto inizialmente prospettato (assegnazione di un lotto minimo di apparecchi e locali ad un prezzo prestabilito con un limite di concentrazione di mercato pari al 25% – come per l’ultimo bando che ha emesso le concessioni ancora operanti in regime di proroga) la proposta prevedrebbe:
– Una riduzione drastica di punti ed apparecchi da assegnare col criterio del massimo rialzo;
– La concentrazione massima di mercato aumentata dal 25 al 35/40%.
Tale quadro, se confermato, comporterà inevitabili gravi conseguenze per l’Erario, per le imprese ed per gli stessi giocatori, specie quelli più fragili.
E’ infatti evidente che con un innalzamento dei valori di partecipazione, l’acquisizione pressochè integrale delle concessioni si concentrerebbe in due o 3 concessionari muniti di capitali ed accesso al credito illimitati (partecipati da fondi di investimento esteri), in totale spregio ai principi di libera concorrenza (art. 41 Cost.) e proporzionalità, richiamati anche dalla normativa Comunitaria e dunque fortemente criticabili anche in sede di opposizione ai bandi.
Tutte le altre imprese, sia concessionari di più ridotte dimensioni che imprese di gestione e raccolta, diffusi capillarmente sul territorio, e che ad oggi rappresentano oltre il 50% del mercato, sarebbero inevitabilmente “schiacciate” da una tale disparità finanziaria e di potere contrattuale e dalle conseguenti prevedibili azioni di dumping commerciale;

Per la difficoltà (in molti casi impossibilità) di ammortizzare gli elevatissimi costi di partecipazione ai bandi e la conseguente fuoriuscita dal mercato, con le gravi ricadute sul piano occupazionale (in un comparto che stima circa 150.000 addetti in totale), sulla contrazione degli investimenti, sui presidi di legalità e sulla tenuta delle entrate erariali.
I colossi in grado di “comprare” le Concessioni in un regime oligopolista ridotto a 2 o 3 soggetti, sono gli stessi che detengono circa il 70% delle quote del mercato di raccolta di gioco on-line.
E così si continuerebbe a favorire lo spostamento del gioco terrestre sul gioco on-line che gia adesso sta registrando una crescita esponenziale a discapito del gioco fisico, come comprovato dai dati ufficiali degli ultimi anni, specie dopo l’emergenza pandemica e le costanti restrizioni imposte alla raccolta di gioco mediante apparecchi da oltre un decennio (per continui innalzamenti di prelievo erariale, limitazioni di orari, campagne no-slot , imposizione di distanze etc).
Con un prelievo erariale derivante dal gioco on-line di gran lunga inferiore a quello degli apparecchi (passato dal 54% del residuo della raccolta dopo il pagamento delle vincite ad oltre il 70% nel quadro attuale e una percentuale di vincita di molto superiore rispetto a quella riservata ai giocatori che frequentano bar e sale giochi del comparto terrestre).
A titolo esemplificativo si forniscono i seguenti dati ufficiali a dimostrazione delle modifiche strutturali in corso sulla raccolta di gioco legale in Italia (dati in miliardi di euro):


Pertanto, una gara a queste condizioni determinerebbe uno sbilanciamento di potere contrattuale nella linea dei concessionari ed il progressivo passaggio della raccolta dal gioco fisico a quello telematico (che comprende scommesse sportive, casino’ games, poker e slot identiche a quelle presenti nei locali), favorito dalla possibile concentrazione del mercato in chi ha il controllo di territorio e on line. E ciò , comporterà – una drastica progressiva riduzione delle entrate erariali con annullamento dell’effetto gara, – un incremento dei proventi privati dei beneficiari, in grado così di ammortizzare in pochi anni gli esborsi effettuati per l’aggiudicazione delle concessioni, – un aumento della durata del tempo di gioco degli utenti,
– la penalizzazione dei concessionari on line privi di una rete fisica ove offrire servizi multicanale,
– uno squilibrio nei rapporti di forza con l’Amministrazione,
– la perdita di posti di lavoro
– l’ulteriore riduzione dei margini delle filiere dei gestori e degli esercenti
Il tutto discapito:
– dell’erario,
– della tutela degli utenti,
– degli operatori della filiera fatta da imprese medio piccole italiane di raccolta, compresi i concessionari più piccoli.
E con la progressiva riduzione del gioco fisico si ridurranno i presidi di legalità e controllo mentre i giocatori più fragili cresceranno in misura significativa, sia perché attratti dai punti di gioco che sfuggono al controllo statale, sia dal gioco on-line che non prevede limitazioni di orari, distanze e limiti di giocate.
Quindi gli operatori presenti auspicano che la tavola rotonda possa offrire un importante momento di confronto tecnico e politico che parta dalle evidenze numeriche e dagli errori commessi negli ultimi anni, al fine di garantire gli obiettivi della delega fiscale: un riequilibrio delle entrate erariali, la tutela della legalità e dei giocatori, ma anche delle migliaia di piccole e medie imprese e di addetti che operano in Italia, secondo i principi di libera concorrenza in libero mercato.
Ciò che è necessario adesso è istituzionalizzare da subito un ascolto di tutte le categorie che rappresentano gli operatori ed una valutazione preventiva degli effetti che le misure che si stanno mettendo in campo possono produrre ai diversi livelli di interesse pubblico.

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