24 Settembre 2020 - 06:38

Camera. Binetti (Udc): “Il Governo come intende intervenire per evitare un’ulteriore diffusione del gioco d’azzardo?”

In un’interpellanza urgente presentata ieri alla Camera dagli onorevoli dell’Udc Binetti, Pisicchio, Buttiglione, Cera e De Mita hanno chiesto al ministro dell’economia e delle finanze di sapere come “il Governo intenda intervenire per evitare un’ulteriore

10 Gennaio 2017

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In un’interpellanza urgente presentata ieri alla Camera dagli onorevoli dell’Udc Binetti, Pisicchio, Buttiglione, Cera e De Mita hanno chiesto al ministro dell’economia e delle finanze di sapere come “il Governo intenda intervenire per evitare un’ulteriore diffusione del gioco d’azzardo, identificando misure molto concrete, da applicare in tempi brevi e da monitorare in modo molto rigoroso, a cominciare dalla proibizione per le aziende di regalare denaro a chi inizia a giocare, e dicendo un « no » netto e chiaro alla pubblicità, compresa quella legati ad eventi sportivi”.

 

 

“Premesso che – affermano gli onorevoli – l’incremento complessivo del comparto dei giochi rappresenta una notevole entrata per il fisco italiano che non intende ridurla, ma anzi incrementarla.

Di qui la resistenza a porre norme orientate a ridurre il gettito economico che proviene dal gioco. Risulta privo di efficacia il divieto della pubblicità. Sono assenti gli investimenti in progetti che garantirebbero migliore qualità nella formazione soprattutto dei giovani, magari smascherando una serie di luoghi comuni e di fallacie tanto seduttive quanto pericolose;

i singoli cittadini, anche se riuniti in associazioni di tutela, poco o nulla possono davanti agli interessi dei grandi operatori del settore. (…) Gli operatori sono in cerca continua di nuovi clienti, da adescare con offerte allettanti e da fidelizzare per trasformarli in giocatori;

 

alla Camera è stato definito pressoché all’unanimità in Commissione affari sociali, un testo unificato di alcune proposte di legge, che non è mai stato portato in assemblea, e che prevede tre azioni concrete: prevenire attraverso iniziative positive di formazione la dipendenza dal gioco; porre uno « stop » alla pubblicità nelle sue molteplici forme; garantire alle persone affette da dipendenza dal gioco tutti gli aiuti necessari. Su quest’ultimo punto sono recentemente intervenuti i livelli essenziali di assistenza riconoscendo alla dipendenza dal gioco d’azzardo lo statuto di una patologia vera e propria. Ma sui primi due punti prevenzione e formazione non si è fatto praticamente nulla, soprattutto se si tiene conto di come invece l’industria del gioco stia investendo per rendere sempre più appetibile un’offerta che, mentre risponde a sollecitazioni governative, abbandona le persone ai rischi di una fragilità illusoria che li impoverisce progressivamente;

tra le forme più pericolose di pubblicità- concludono – c’è l’operazione di marketing che regala denaro per spingere ad iniziare a giocare, e la tendenza ad offrire vincite a condizioni sempre più facili, come accade con il cosiddetto ambetto. Anche in questo caso si tratta di micro-vincite che creano dipendenza”.

PressGiochi