15 ottobre 2019
ore 16:21
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Calvi (GLMS): “Il modello italiano di regolamentazione del gioco è sempre all’avanguardia”

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Calvi (GLMS): “Il modello italiano di regolamentazione del gioco è sempre all’avanguardia”

“L’Italia è un Paese che è sicuramente all’avanguardia e che continua ad essere un punto di riferimento come migliori pratiche tra i Paesi europei per la regolamentazione del gioco”.

“All’estero – afferma Ludovico Calvi, presidente di Global Lottery Monitoring System – chi decide di legalizzare guarda al modello italiano, non all’Inghilterra. L’Inghilterra come regolatore ha fatto 10 km in avanti ma oggi sta tornando sui suoi passi comprendendo di aver bypassato molte norme importanti, pensiamo alle misure antiriciclaggio, al wild west con i bonus, ed ora ovviamente sta tornando indietro. E’ inconcepibile che ci siano dei soggetti che hanno la concessione e contemporaneamente la proprietà di un club sportivo. Un grandissimo conflitto di interesse che molti legislatori non riescono a capire. Quindi il modello inglese non è più credibile sotto certi aspetti e si sta spostando verso il modello italiano che mantiene delle regole che cerca di rispondere alle sfide”.

 

“Le vincite i bonus – ha proseguito Calvi in occasione del convegno ‘Il futuro del gioco tra online e retail’ – sono diventate tutte commodities. C’ è un processo di me too che porta un po’ tutti ad avere le stesse cose e quindi dobbiamo cercare di capire quali sono gli elementi che fanno la differenza nell’offerta, specie nel mondo del betting.

Il giocatore è mosso prevalentemente dalle emozioni. Le emozioni sono il motivo che ci porta a prendere le decisioni. L’emozione di essere coinvolto attraverso la partita di calcio, attraverso un viaggio virtuale, quindi scelgo perché l’offerta che mi viene fatta ad esempio ha degli elementi social che portano i miei amici a giocare con me e a creare quelle interazioni che portano il giocatore ad avere un valore aggiunto ed a scegliere quello. Oppure perché, all’interno di un  contesto fisico, l’esperienza che faccio è diversa, c’è più un offerta di gioco fai da te piuttosto che dettata dal ricevitore.

Questo è quello che sta accadendo. Si cerca di ingaggiare emotivamente il giocatore, a prescindere dalla quota migliore o da altri elementi come bonus o vincite.

Le sfide sono state lanciate e ci sono tutta una serie di iniziative che si vedranno in Italia, ma che all’estero già si sono viste. E’ importante non avere tutti la stessa offerta ma cercare di avere un’offerta completa e differenziata”.

 

PressGiochi

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