12 Settembre 2026 - 15:24

Calcio, pubblicato pdl Berruto (PD) alla Camera: stretta su pubblicità e sponsorizzazioni di giochi e scommesse

È stata pubblicata alla Camera dei deputati la proposta di legge d’iniziativa parlamentare di esponenti del Partito Democratico a prima firma Mauro Berruto, dedicata al rilancio del sistema italiano del

10 Agosto 2026

È stata pubblicata alla Camera dei deputati la proposta di legge d’iniziativa parlamentare di esponenti del Partito Democratico a prima firma Mauro Berruto, dedicata al rilancio del sistema italiano del calcio. Il testo, presentato il 29 luglio 2026 e composto da 14 articoli, interviene su diversi aspetti del settore, dai vivai alla sostenibilità economica dei club, dagli impianti sportivi al calcio femminile, fino alla governance e alla giustizia sportiva e va di pari passo al ddl Boccia presentato in questi giorni al Senato della Repubblica.

Tra le disposizioni contenute nel provvedimento, particolare attenzione per il settore del gioco d’azzardo è riservata all’articolo 11, che interviene sul divieto di pubblicità di giochi e scommesse previsto dall’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il cosiddetto decreto Dignità.

Il divieto viene interpretato in senso più ampio

La proposta stabilisce un’interpretazione autentica della normativa, precisando che il divieto di pubblicità di giochi e scommesse deve essere inteso come riferito a ogni forma di comunicazione, diretta o indiretta, finalizzata alla promozione di giochi e scommesse a pagamento.

Il perimetro individuato dal testo è particolarmente ampio. La disposizione cita espressamente, tra i soggetti e i canali attraverso i quali può realizzarsi la comunicazione vietata:

  • testimonial;
  • influencer;
  • partner commerciali;
  • siti di informazione;
  • reti sociali telematiche;
  • qualsiasi altra forma di promozione, sponsorizzazione o associazione di marca.

La norma mira quindi a ricomprendere nel divieto non soltanto la pubblicità tradizionale, ma anche quelle forme di esposizione del brand che possono realizzarsi attraverso rapporti commerciali, attività di sponsorizzazione, contenuti digitali e comunicazione indiretta.

La proposta prevede tuttavia un’esclusione: resterebbero consentite le comunicazioni informative neutrali rivolte ad adulti maggiorenni che ne facciano espressa richiesta.

Si tratta di un passaggio rilevante perché il testo non si limita dunque a rafforzare il divieto, ma individua anche una specifica area di comunicazione che, alle condizioni previste, rimarrebbe fuori dal perimetro della proibizione.

L’intervento non riguarda soltanto l’interpretazione del divieto. La proposta prevede infatti anche un inasprimento delle sanzioni previste dall’articolo 9 del decreto Dignità.

In particolare, gli importi delle sanzioni amministrative vengono aumentati del 50 per cento, sia nel valore minimo sia nel valore massimo.

L’incremento delle sanzioni rappresenta quindi il secondo elemento centrale dell’intervento sul gioco: da un lato viene ampliato il perimetro delle condotte che il legislatore intende ricondurre al divieto di pubblicità, dall’altro viene rafforzato il relativo apparato sanzionatorio.

Il gioco nel più ampio progetto di riforma del calcio

La stretta sulla comunicazione di giochi e scommesse è inserita in un provvedimento che nasce con l’obiettivo dichiarato di affrontare la crisi del calcio italiano attraverso interventi sui settori giovanili, sull’integrazione sportiva, sul calcio femminile, sugli impianti, sulla sostenibilità economica e sulla governance delle federazioni sportive.

Sul piano finanziario, il testo quantifica gli oneri complessivi in 80 milioni di euro per il 2027, 100 milioni per il 2028 e 110 milioni annui a partire dal 2029. La copertura dovrebbe arrivare, tra l’altro, dalle maggiori entrate derivanti proprio dall’applicazione dell’articolo 11 sulle pubblicità di giochi e scommesse.

Il collegamento tra il rafforzamento del divieto e il finanziamento della riforma del calcio è quindi esplicitato nella stessa proposta di legge.

Nella parte conclusiva della relazione illustrativa, i promotori indicano espressamente tra le direttrici dell’intervento anche il rafforzamento delle misure previste dal decreto Dignità in materia di tutela dai fenomeni di dipendenza da gioco d’azzardo.

Il tema del gioco viene dunque presentato nel provvedimento non come elemento autonomo rispetto alla riforma del calcio, ma come parte delle misure di tutela che accompagnano il progetto di rilancio del sistema sportivo.

Per il settore delle scommesse, l’articolo 11 rappresenta uno dei passaggi più delicati della proposta. La formulazione adottata punta infatti a ricomprendere nel divieto una gamma molto ampia di modalità di comunicazione e di associazione commerciale tra brand del betting e mondo dello sport.

Particolare attenzione meriteranno quindi, nell’eventuale iter parlamentare, le sponsorizzazioni, le partnership commerciali, l’utilizzo di testimonial e influencer e le attività di comunicazione sui canali digitali e social, tutti ambiti espressamente richiamati dal testo.

La proposta di legge dovrà ora affrontare l’iter parlamentare. Le diverse disposizioni prevedono inoltre decorrenze differenti: l’articolo 11, in assenza di una diversa previsione nel testo, rientra nelle misure che accompagnano il nuovo quadro delineato dalla proposta, mentre l’articolo 14 stabilisce specifiche decorrenze per altre disposizioni, tra cui quelle degli articoli 4, 5 e 6 dal 1° gennaio 2027.

Per il comparto del gioco, il punto centrale resta dunque l’articolo 11: una nuova interpretazione del divieto di pubblicità di giochi e scommesse, estesa alle forme dirette e indirette di comunicazione, accompagnata da un aumento del 50% delle sanzioni.

 

PressGiochi

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