08 Agosto 2026 - 17:35

Calcio, al Senato parte l’esame della riforma: contributo del 2% sulle scommesse per finanziare il sistema

Abodi: “Serve una sintesi normativa in tempi rapidi”. Il ddl prevede nuove risorse per i vivai, fondi contro la ludopatia e una riforma da 245 milioni di euro l’anno

23 Luglio 2026

“A decorrere dal 1° gennaio 2027, per ciascuna scommessa sportiva raccolta in Italia, sia su rete fisica sia tramite piattaforme online e applicazioni a distanza, avente ad oggetto eventi calcistici organizzati dalla FIGC o dalle Leghe professionistiche e dilettantistiche ad essa affiliate, i concessionari per la raccolta del gioco pubblico sono obbligati a versare alla FIGC un contributo pari al 2 per cento dell’importo giocato. La norma impone che almeno il 50 per cento del contributo sia rivolto allo sviluppo dei settori giovanili, anche femminili, e alla formazione e all’utilizzo di calciatori formati in Italia che siano convocabili per le squadre nazionali italiane.

Inoltre, una quota pari al 30 per cento di tali entrate è destinata alle attività di prevenzione e contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo, nonché a progetti sociali volti a contenere l’abbandono dello sport”.

Sono le parole del senatore Marti (LSP-PSd’Az) relatore del ddl MARCHESCHI recante Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano la cui discussione ha preso il via ieri presso la Commissione Cultura del Senato.

“Il disegno di legge – ha ricordato il relatore Marti – nasce dalla necessità di affrontare le profonde criticità che da anni affliggono il calcio italiano, rese ancora più evidenti dalla terza mancata qualificazione consecutiva della Nazionale ai Mondiali e da un indebitamento complessivo dei club professionistici pari a 5,5 miliardi di euro. Non si tratta di un problema limitato ai risultati sportivi, ma del sintomo di un sistema che ha progressivamente perso competitività, sostenibilità economica e capacità di valorizzare i propri giovani. Per questo la proposta di legge punta a rilanciare il settore attraverso tre direttrici fondamentali: creare nuove entrate, contenere i costi e investire in modo strutturale nei vivai.

Il testo prevede una nuova ripartizione dei diritti audiovisivi della Serie A, premiando le società che investono nei settori giovanili, utilizzano calciatori formati in Italia, mantengono bilanci in equilibrio e sviluppano le infrastrutture. Viene inoltre istituito presso la FIGC un Fondo per il potenziamento dei vivai e dell’impiantistica sportiva di base, alimentato anche con una quota delle sanzioni AGCOM contro la pirateria audiovisiva.

Tra le misure più rilevanti figura l’introduzione, dal 2027, di un contributo pari al 2% sull’importo delle scommesse raccolte sugli eventi calcistici organizzati dalla FIGC e dalle Leghe affiliate. Almeno il 50% delle risorse sarà destinato allo sviluppo dei settori giovanili, anche femminili, e alla formazione dei calciatori convocabili nelle Nazionali italiane, mentre il 30% finanzierà programmi di prevenzione della ludopatia e iniziative sociali per contrastare l’abbandono della pratica sportiva.

Il disegno di legge introduce inoltre sgravi contributivi per favorire l’impiego dei giovani calciatori, reintroduce il vincolo sportivo nei settori giovanili per tutelare le società che investono nella formazione, istituisce un premio economico per le società formatrici, incentiva l’utilizzo degli Under 23, pone limiti alle commissioni degli agenti sportivi, fissa a 80 il numero massimo delle società professionistiche e crea un Fondo di garanzia per rendere più sicure le operazioni di mercato tra i club.

L’articolo finale quantifica l’impatto economico della riforma in 245 milioni di euro annui a partire dal 2027, prevedendo inoltre una relazione del Governo al Parlamento, dopo due anni dall’entrata in vigore, per verificare l’efficacia delle misure adottate in termini di sostenibilità economica, valorizzazione dei giovani, utilizzo delle risorse derivanti dal contributo sulle scommesse e miglioramento della competitività del calcio italiano”.

Durante il dibattito è intervenuto più volte anche il primo firmatario, il senatore Marcheschi (FdI) per fornire i chiarimenti richiesti, precisando che la quota principale della copertura deriva dall’applicazione di un’aliquota pari al 2 per cento sul monte scommesse complessivo, calcolata sia alle giocate telematiche sia a quelle fisiche. Tale misura mira a sostituire i flussi finanziari un tempo garantiti dal Totocalcio, strumento ormai superato dalle evoluzioni del mercato.

Il senatore ha precisato che tali somme graveranno sui concessionari autorizzati dallo Stato, senza quindi attingere direttamente all’erario, per poi essere destinate direttamente agli organizzatori degli eventi sportivi. “La parte restante della copertura economica sarà alimentata dai proventi derivanti dalle sanzioni pecuniarie irrogate dall’AGCOM nel contrasto alla pirateria televisiva” ha spiegato.

A conclusione della seduta è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha ringraziato i senatori promotori delle diverse iniziative legislative, sottolineando come l’avvio dell’esame parlamentare sia pienamente coerente con il percorso di riforma del calcio già annunciato dal Governo. Il ministro ha evidenziato l’importanza di un eventuale ciclo di audizioni per raccogliere il contributo dei vertici del settore e favorire un confronto costruttivo, auspicando al tempo stesso che il Parlamento riesca a individuare in tempi rapidi una sintesi tra le diverse proposte. Abodi ha inoltre chiarito che la futura normativa dovrà fornire un quadro di riferimento e un sostegno alla riforma del sistema calcistico, senza però disciplinare ogni singolo aspetto operativo, ricordando che molte delle decisioni strategiche restano di competenza degli organismi del calcio, nel rispetto dell’autonomia riconosciuta all’ordinamento sportivo.

PressGiochi