26 Settembre 2020 - 10:28

Cairoli (Lottomatica): “Gestire il gioco con responsabilità”; Baretta: “Senza mercato legale sarebbe un disastro sociale”

“Il gioco è al centro dell’agenda politica, economica e sociale. Noi proponiamo una gestione del settore secondo principi di responsabilità e restituzione alla collettività pur continuando a fare impresa con

07 Luglio 2016

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“Il gioco è al centro dell’agenda politica, economica e sociale. Noi proponiamo una gestione del settore secondo principi di responsabilità e restituzione alla collettività pur continuando a fare impresa con soddisfazione. Se si va lontano da slogan e da approcci frettolosi, ci si può sedere con le istituzioni rilevanti per affrontare e risolvere problemi”.

Lo ha detto Fabio Cairoli, presidente e ad di Lottomatica, presentando a Roma il suo primo Rapporto di Comunità relativo al 2015.

“Chiediamo stabilità e certezza al governo. La componente territoriale della diffusione di alcune tipologie di gioco sta prendendo una deriva proibizionista. Non serve proibire, ma dare sicurezza soprattutto ai giocatori”.

E’ stato un 2015 all’insegna della responsabilità per Lottomatica, l’impresa leader nel gioco regolamentato attraverso cui IGT PLC opera in Italia. Ecco alcuni numeri presentati dal rapporto: 3.4 miliardi di euro di gettito fiscale provenienti da Lottomatica (sugli 8 miliardi di euro totali di entrate erariali che arrivano dal settore dei giochi), 388 milioni di euro redistribuiti ai fornitori (di cui oltre il 95% rappresentati da aziende italiane), 1.715 posti di lavoro (23 in più rispetto al 2014), 6 milioni di euro investiti in iniziative a favore della comunità e in attività a sostegno del gioco responsabile.

“Questa è una storia di successo, il progetto con Lottomatica è vincente, andrebbe studiato all’università”, ha detto Giovanni Malagò, presidente del Coni, “il Coni avrebbe potuto indirizzare il proprio impegno verso altre tematiche, invece abbiamo scelto il sociale, facendo scelte mirate e condivise con Lottomatica. E’ un dovere prestare attenzione al sociale. Anche con lo sport, in cui non c’è distinzione di sesso né di religione”.

“Senza gioco legale sarebbe un disastro, innanzitutto sociale. La dimensione del gioco si sposterebbe sull’illegalità e perderemmo di vista alcuni aspetti che stiamo studiando, come la ludopatia. E il disastro sarebbe economico per tasse e iva per le entrate pubbliche, una perdita di oltre 10 miliardi, quasi un punto di pil”, ha detto Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi. “Il governo deve fornire regole nuove per dare certezze a operatori e opinione pubblica. L’obiettivo strategico è rendere la dimensione del gioco normale nella vita della gente”.

PressGiochi