19 Settembre 2020 - 08:26

Butti (FDI): “Assurdo che il Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale sia alimentato con i proventi delle scommesse sportive”

“Per il mondo dello sport mi attendevo misure più adeguate di quelle che sono state approntate: misure che tra l’altro sono ispirate da una logica assistenzialistica che la mia parte

06 Agosto 2020

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“Per il mondo dello sport mi attendevo misure più adeguate di quelle che sono state approntate: misure che tra l’altro sono ispirate da una logica assistenzialistica che la mia parte politica non condivide – la stessa che ispira il reddito di cittadinanza, di inclusione o di emergenza – e che è del tutto inadatta quando, come nel caso dello sport, si tratta di aiutare dei professionisti”.

Ad affermarlo è Alessio Butti di FDI replicando alla risposta fornita dal sottosegretario Gianluca Castaldi all’interrogazione presentata sugli aiuti economici per aiutare lo sport italiano.

“A mio avviso, – prosegue Butti – misure generiche che prevedono « soldi a pioggia » non possono soddisfare le esigenze del mondo dello sport professionistico, che necessita piuttosto di misure strutturali.

Il Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale è alimentato anche con i proventi delle scommesse sportive, che il Movimento 5 Stelle, cui il ministro appartiene, ha sempre avversato, associandolo al fenomeno della ludopatia.

L’aver affidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri le risorse del Fondo rappresenta un danno per l’autonomia delle società sportive e delle stesse federazioni. In definitiva, individua almeno quattro grandi problemi nel progetto di riforma del sistema dello sport cui il Governo sta lavorando. Innanzitutto, contro le promesse del Governo, le Federazioni vedono ridottala loro autonomia. Il CONI, il cui ruolo doveva essere ridimensionato, è di fatto più forte. Per le società sportive dilettantistiche, si riscontra l’aumento di procedure burocratiche inutili, che danno vita a forme di controllo dall’alto. Quanto ai lavoratori dello sport, rileva che non è chiaro quale sarebbe il loro inquadramento giuridico. Conclude, ribadendo la propria insoddisfazione per quello che il Governo sta facendo per il mondo dello sport, la quale – assicura – riflette quella delle associazioni sportive che non hanno ricevuto le risposte attese, soprattutto in materia di agevolazioni fiscali e di misure strutturali”.

 

 

Di seguito la risposta integrale fornita dal Sottosegretario Castaldi all’interrogazione Butti:

Quali siano le soluzioni nell’immediato per aiutare lo sport italiano

Si ritiene opportuno preliminarmente precisare che gli interventi finora messi in campo dal Governo hanno consentito, in una situazione di emergenza senza precedenti per la sua portata, di mettere sotto l’ombrello della protezione sociale centinaia di migliaia di lavoratori sportivi,completamente sforniti di tutele lavoristiche, tamponando gli effetti estremamente negativi, dal punto di vista economico e sociale, che la pandemia ha causato. A tutela del mondo sportivo sono state stanziate ingenti risorse, mai viste prima,che ammontano a mezzo miliardo di euro. Per i lavoratori sportivi, è stata garantita l’indennità di 600 euro per i mesi dimarzo, aprile e maggio per tutti coloro che hanno dimostrato di possedere i necessari requisiti, per una cifra complessiva di 280milioni di euro. È stata finanziata, altresì, la Cassai ntegrazione per sportivi professionisti,con retribuzione lorda annua di 50.000euro per un periodo sino a 9 settimane. Per le ASD e SSD è stato istituito, dapprima, un Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale, destinato all’erogazione di contributi a fondo perduto per tutti quei sodalizi sportivi danneggiati dalla sospensione delle attività a causa della emergenza epidemiologica da CO-VID-19, per un ammontare complessivo di90 milioni di euro per gli anni 2020 e2021. Successivamente, è stato siglato un protocollo d’intesa fra l’Ufficio per lo sport (ora Dipartimento), il CONI, il CIP e la società Sport e Salute S.p.A., con il quale è stato creato un apposito fondo grazie al quale vengono destinati ulteriori 32 milioni di euro a favore delle iniziative volte a supportare le ASD e le SSD e a soddisfare le necessità dei soggetti che operano nel mondo sportivo, nell’ottica di rafforzare l’inclusione sociale.

Di questi ulteriori fondi, 10 milioni di euro sono a valere sui capitoli del Dipartimento per lo sport, 12 milioni di euro della società Sport e Salute S.p.A., e altri10 milioni di euro rispettivamente di CONI e CIP. In sede di conversione del decreto-legge Rilancio, il suddetto fondo cosiddetto « Salva Sport » è stato incrementato di ulteriori 30 milioni di euro per le suddette finalità. Inoltre, con il decreto liquidità di aprile sono stati stanziati presso l’ICS 30 milioni di euro sul Fondo di Garanzia per l’impiantistica sportiva. Sono state aperte due linee di credito, una dedicata alle ASD/SSD per finanziamenti da 3.000 euro a25.000 euro e un’altra per le Federazioni Sportive Nazionali, olimpiche e paralimpiche, nonché per le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva. L’ICS potrà erogare finanziamenti per ASD e SSD a tasso zero, garantiti dallo Stato, fino a 100 milioni di euro. In sede di conversione del decreto cosiddetto « Rilancio » il predetto fondo è stato implementato con ulteriori 30 milioni di euro generando prevedibilmente finanziamenti per altri 100 milioni di euro. Il Governo ha dunque stanziato 280milioni di euro per le indennità ai collaboratori sportivi. 152 milioni di euro di contributi a fondo perduto per ASD e SSD sul biennio 2020/2021.

60 milioni di euro per il fondo garanzie per i mutui necessaria garantire liquidità alle imprese per circa200 milioni di euro. In totale, ben oltre mezzo miliardo di contributi ai quali vanno ad aggiungersi le misure di carattere generale quali, tra le altre, l’ecobonus per le palestre, il credito d’imposta per le sanificazioni degli ambienti di lavoro e la possibilità di rinegoziare i contratti concessori di impianti sportivi pubblici.

Credito d’imposta

Si è consapevoli dell’importanza strategica della misura riguardante il credito d’imposta per sponsorizzazioni pubblicitarie alle ASD/SSD, la quale garantirebbe quelle ulteriori risorse per il rilancio dei campionati dilettantistici e di tutte quelle attività che assicurano lavoro a tanti giovani atleti e non solo. Con l’approvazione dell’ultimo scosta-mento di bilancio, sono state reperite risorse da destinare al settore sportivo ed è stata inviata al Ministro dell’economia e delle finanze la proposta normativa con richiesta di 100 milioni di euro da destinare a copertura del credito d’imposta nella misura pari al 50 per cento dell’investimento eseguito da società, imprese e persone fisiche in sponsorizzazioni e investimenti pubblicitari a favore di società sportive professionistiche, nonché di associazioni e società sportive dilettantistiche per l’anno 2020.

È fortemente auspicabile che la misura trovi spazio nel cosiddetto « decreto-legge Agosto ». Ciò consentirebbe di innescare quel circolo virtuoso da tutti auspicato che contribuirà concretamente al sostegno de-gli operatori sportivi, a livello locale e supiù ampia scala. Occorre tuttavia precisare che, sin dal decreto Cura Italia, sono state richieste agevolazioni fiscali per le sponsorizzazioni e investimenti pubblicitari alle ASD e SSD,le quali purtroppo nel provvedimento di marzo, ovvero in quelli successivi, non hanno potuto trovare accoglimento per profili connessi alle coperture finanziarie. Con riferimento, infine, all’episodio da lei richiamato si precisa quanto segue. Gli emendamenti al decreto-legge Rilancio sul credito d’imposta non risultano essere stati « votati » dai parlamentari della competente Commissione come erroneamente riferito nel post in questione,ma sostanzialmente « non accolti » per il medesimo motivo di cui sopra legato alle coperture finanziarie. Al riguardo, era stato « sostenuto », nello specifico, l’emendamento proposto dall’onorevole Valente,ritenuto di particolare rilevanza ai fini della ripresa dei Campionati per la prossima stagione 2020/2021 e per sostenere le tante società sportive, professionistiche e dilettantistiche, che fanno vivere lo sport in Italia.

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