19 Febbraio 2026 - 10:18

Buechele (Novomatic Italia): “Senza innovazione il gioco terrestre perde competitività. Servono regole aggiornate”

Barcellona – La necessità di una riforma organica del gioco pubblico terrestre, capace di superare le frammentazioni normative su distanze, orari e innovazione tecnologica, è uno dei messaggi centrali lanciati

20 Gennaio 2026

Barcellona – La necessità di una riforma organica del gioco pubblico terrestre, capace di superare le frammentazioni normative su distanze, orari e innovazione tecnologica, è uno dei messaggi centrali lanciati da Markus Buechele, CEO di Novomatic Italia al World Regulatory Briefing di Ice Barcelona. Secondo il manager, dopo la chiarezza raggiunta sul fronte dell’online con la conclusione della gara nel 2025 in Italia è ora indispensabile offrire al comparto retail un quadro regolatorio stabile e moderno, che consenta agli operatori di programmare investimenti e rilanciare la reputazione del settore.

Nel suo intervento, Buechele ha innanzitutto ripercorso il profilo e il posizionamento del Gruppo Novomatic, uno dei principali player internazionali nel settore delle tecnologie di gioco. L’azienda opera come fornitore tecnologico sia nel canale terrestre sia in quello online ed è specializzata nei sistemi di gioco server-based, ambito in cui detiene una posizione di leadership in Europa. Presente in oltre 100 Paesi, Novomatic adotta una strategia che combina lo sviluppo di tecnologie di gioco con l’attività diretta di operatore, attraverso la gestione di oltre 2.000 location, prevalentemente a marchio Admiral.

“Per quanto riguarda l’online- ha spiegato il Ceo -, il Gruppo segue un modello misto B2B e B2C, collaborando con operatori e piattaforme ma offrendo anche servizi diretti ai consumatori in diversi mercati, tra cui l’Italia. Proprio nel nostro Paese Novomatic è attiva con oltre 35.000 VLT collegate ai propri sistemi, più di 300 sale da gioco, tre licenze online, circa 240 corner di scommesse e una partecipazione come socio di minoranza nel consorzio del Lotto.

Quando Novomatic è entrata nel mercato italiano nel 2007, abbiamo trovato un quadro regolatorio molto moderno, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle slot machine. Ogni apparecchio era ed è collegato direttamente al Ministero dell’Economia e delle Finanze per il monitoraggio degli incassi, un sistema attivo già dal 2004. Questo contesto legale e regolamentato ci ha permesso di crescere e investire in Italia.

Negli anni successivi, tuttavia, la percezione pubblica del settore è cambiata in modo significativo. La forte presenza fisica del gioco terrestre, sia legale sia illegale, ha spinto la politica a intervenire con nuove regole, spesso con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori, ma non sempre attraverso strumenti efficaci. Mi riferisco in particolare alle normative sulle distanze e alle limitazioni sugli orari di apertura, introdotte in modo disomogeneo a livello territoriale.

Queste scelte regolatorie hanno contribuito a modificare la domanda dei consumatori, favorendo lo spostamento verso il canale online o verso altri prodotti. In Italia la crescita dell’online è stata certamente accelerata dalla pandemia, ma anche le restrizioni applicate al gioco terrestre, in termini di distanze e orari, hanno avuto un ruolo determinante.

Sul fronte dell’online, la procedura di gara conclusa nel 2025 è stata molto discussa e non priva di contenziosi, ma ha fornito al mercato una visione chiara e di lungo periodo, valida per i prossimi nove anni. Gli operatori sanno quali investimenti sono richiesti, quali costi sostenere e quali standard rispettare in termini di prodotto e tutela del giocatore. Questa chiarezza è stata un elemento positivo.

Diversa, invece, la situazione del comparto terrestre. Mancano ancora -conclude Buechele – risposte concrete sul fronte della gara retail e, soprattutto, sull’innovazione tecnologica. Le regole tecniche delle AWP sono ferme da anni e non consentono di introdurre nuove soluzioni. Il settore, però, è pronto: operatori e produttori sono disponibili a investire di più, a puntare sulla formazione del personale e a qualificare l’offerta del gioco terrestre, per restituire a questo segmento la reputazione che merita”.

Cristina Doganini – PressGiochi