26 Settembre 2020 - 17:47

Bubbico (Viceministro Interno): “Dopo esplosione sala giochi, aumentate misure di sicurezza ad Altamura”

Il tema della sicurezza pubblica nel comune di Altamura e, più in generale, nella provincia di Bari, teatro negli ultimi due anni di una serie di episodi criminosi, è oggetto

27 Marzo 2015

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Il tema della sicurezza pubblica nel comune di Altamura e, più in generale, nella provincia di Bari, teatro negli ultimi due anni di una serie di episodi criminosi, è oggetto della massima attenzione da parte della prefettura di Bari e delle forze di Polizia, in quanto l’area murgiana risulta effettivamente connotata dalla presenza di varie organizzazioni criminali.

In particolare, come già evidenziato da varie inchieste giudiziarie, – dichiara Filippo Bubbico Viceministro all’Interno rispondendo all’interrogazione presentata dall’on. Liliana Ventricelli sull’esplosione alla sala di Altamura- i sodalizi locali hanno subito nel tempo la contaminazione di gruppi malavitosi provenienti da altri contesti territoriali, evolvendo verso forme organizzative spesso caratterizzate dalle connotazioni tipiche delle associazioni mafiose. Non di meno, nel territorio altamurano la criminalità organizzata ha subito una disarticolazione degli assetti organizzativi, conseguente all’incisiva azione di contrasto delle forze di Polizia, soprattutto nei confronti degli esponenti di spicco, che sono attualmente detenuti. Anche per questo motivo si è registrato un uso più frequente della violenza da parte degli elementi emergenti, i quali intendono, in tal modo, affermare il proprio predominio, piuttosto che ricorrere ad intese di lungo periodo.

La notte del 5 marzo scorso, nei pressi della vetrata esterna della sala giochi «bar green», ubicata ad Altamura, si è verificata l’esplosione di un ordigno rudimentale, verosimilmente confezionato con una notevole quantità di polvere pirica. La violenta deflagrazione ha provocato una fitta proiezione di schegge all’interno del locale, che ha investito sette avventori, tutti di giovane età, seduti ad un tavolo di gioco, provocando il ferimento degli stessi, due dei quali, ricoverati in prognosi riservata.

La sala giochi, oggetto dell’episodio criminoso, è risultata sfornita di sistemi di videosorveglianza e il titolare della stessa non ha manifestato sospetti su alcuno, né ha dichiarato di avere ricevuto minacce o richieste estorsive. Le indagini, volte ad identificare gli autori dell’attentato, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia competente, sono condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri di Bari. Il fascicolo processuale, attualmente iscritto a carico di ignoti, è coperto dal segreto istruttorio. Allo stato, non è possibile formulare ipotesi precise in ordine alla riconducibilità dell’evento. Lo stesso giorno dell’attentato si è tenuta presso la prefettura di Bari una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione del sindaco di Altamura. In tale ambito, è stata disposta l’intensificazione delle attività di controllo del territorio, mediante servizi straordinari effettuati da reparti speciali della polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri. Inoltre, si è provveduto a sensibilizzare il sindaco di Altamura affinché la Polizia municipale concorra all’attività di vigilanza del territorio e fornisca la massima collaborazione alle forze dell’ordine, anche attraverso la comunicazione di ogni notizia utile all’attività investigativa in corso. La riunione del comitato provinciale è stata anche l’occasione per un’attenta disamina della situazione della criminalità nel territorio di Altamura. A questo proposito, è emerso che nel 2014 la delittuosità generale in tale comune ha fatto registrare una flessione dell’1,2 per cento rispetto al 2013. Risultano, altresì, in diminuzione le rapine nella misura del 10 per cento, mentre si rileva un aumento dei furti in genere pari al 16 per cento.

Quanto alla maggiore presenza delle forze dell’ordine, richiesta dagli onorevoli interpellanti, informo che ad Altamura vi è una significativa presenza dell’Arma dei carabinieri con un comando compagnia che dispone di trentotto militari, a cui si aggiungono le quindici unità in forza al comando stazione, per un totale di cinquantatre militari. Concorrono all’attività di prevenzione generale anche trentacinque appartenenti alla Guardia di finanza in forza presso la locale tenenza. A seguito del grave episodio delittuoso del 5 marzo, tali contingenti, che costituiscono il dispositivo ordinario, sono stati affiancati da un’aliquota di supporto di sei carabinieri, che vengono impiegati quotidianamente nei servizi straordinari di controllo del territorio comunale disposti nella citata riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Quanto alla situazione della sicurezza pubblica nel più vasto ambito della provincia di Bari, rilevo come si sia in presenza di un contesto di criminalità organizzata che sta attraversando un periodo di particolare tensione in conseguenza della notevole conflittualità tra le opposte consorterie. A ciò si aggiunge la cosiddetta criminalità diffusa, i cui reati predatori suscitano grande insicurezza tra la popolazione. In relazione a tale complicato scenario e agli episodi criminosi connessi, ritengo di poter dire che la risposta delle forze di Polizia sia stata sempre tempestiva. Al riguardo, evidenzio che, in questo primo scorcio del 2015, le aree del capoluogo pugliese e della provincia considerate a maggior rischio sono state oggetto, in aggiunta alle attività ordinarie di controllo del territorio, di mirati servizi straordinari che hanno visto impegnate ingenti aliquote di personale di Polizia. Tali servizi hanno consentito, tra l’altro, di controllare oltre 4 mila persone, di trarne in arresto trentadue, di denunciarne all’autorità giudiziaria ventitré. Sono state eseguite, inoltre, cinquantotto perquisizioni domiciliari.

Sempre nell’anno corrente, la serrata attività info-investigativa contro il crimine organizzato ha prodotto risultati positivi anche sul piano della repressione dei reati, portando all’arresto di diversi elementi di spicco di vari clan malavitosi in esito a quattro diverse operazioni di Polizia giudiziaria.

Voglio anche rimarcare l’attività del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha dedicato varie riunioni di analisi e di approfondimento ai temi della criminalità nel capoluogo e nella provincia, realizzando in tale sede sinergie e intese che hanno consentito di attivare strategie di contrasto e prevenzione sempre più efficaci e coordinate.

Spesso le riunioni sono state allargate al contributo dei vertici dell’autorità giudiziaria, nonché dei sindaci interessati alle specifiche problematiche e dei rappresentanti delle categorie economiche e produttive. Il coinvolgimento di questi ultimi è avvenuto anche attraverso l’adozione di strumenti di carattere pattizio, volti alla creazione di stabili sedi di raccordo e vicinanza tra i livelli istituzionali e la società civile. A questo proposito, informo che, tra le varie iniziative, lo scorso 1o dicembre è stato rinnovato il Protocollo d’intesa in materia di video allarme antirapina, tra la prefettura e i responsabili provinciali di Confcommercio e Confesercenti, che prevede il collegamento degli esercizi commerciali alle sale operative della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri.Pag. 36

Il successivo 17 dicembre, in sede di riunione tecnica di coordinamento delle forze dell’ordine, è stato esaminato favorevolmente il nuovo Patto per la sicurezza nella città di Bari, nel cui ambito potranno essere utilizzate le risorse finanziarie ottenute dal comune per la realizzazione del progetto di mappatura del crimine.

Tutto ciò consente di asserire che, al di là della percezione della cittadinanza, specie in relazione a fatti criminosi di forte impatto mediatico, la situazione della sicurezza pubblica in provincia di Bari è monitorata di continuo e, sostanzialmente, sotto controllo. Si ritiene significativo, in proposito, che il confronto dei dati relativi agli anni 2013 e 2014 mostri una diminuzione della delittuosità a livello provinciale nell’ordine del 5 per cento, pur non potendosi sottacere che l’analisi di dettaglio evidenzia, per singole fattispecie criminose, una dinamica incrementale in parziale controtendenza rispetto al dato generale. È necessario ricordare che quelle attività criminose, quelle organizzazioni malavitose e mafiose, devono essere sconfitte anche con la partecipazione diretta dei soggetti che subiscono quelle violenze, perché il numero delle denunce per fatti estorsivi, il numero delle denunce per l’attività di usura, non è soddisfacente rispetto alla dimensione del fenomeno, così come emerge dalle attività della polizia giudiziaria.

Venendo ora al quesito degli onorevoli interpellanti, – continua il viceministro all’interno – relativo all’incremento degli organici provinciali delle forze di polizia, informo che nel settembre del 2014 sono state assegnate agli uffici della Polizia di Stato ubicati nella provincia 59 unità di personale operativo, portando il contingente complessivo a 467 unità. Il dispositivo territoriale delle forze di polizia si compone anche di 1.653 militari dell’Arma dei carabinieri, distribuiti tra un reparto operativo, 11 compagnie, 54 stazioni e vari reparti speciali, nonché di 432 militari della Guardia di finanza. Per completezza, riferisco che è operativo nella provincia anche un contingente di 90 militari delle Forze armate, che concorre alle attività di vigilanza a obiettivi sensibili e di controllo del territorio nell’ambito del progetto «Strade Sicure». Concludo, assicurando che il Ministero dell’interno manterrà una vigile attenzione sulla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica in provincia di Bari, al fine di cogliere Pag. 37preventivamente ogni minimo segnale utile a prevenire e contrastare l’evoluzione di fenomeni che possano mettere in pericolo la serena e proficua convivenza civile.

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