10 Aprile 2026 - 16:42

Bruti: “Usare la testa per comprendere quando il gioco diventa problematico e fermarsi”

Nel corso della seconda giornata di Enada Primavera 2026 si è svolto il convegno “USA LA TESTA: il Gioco Responsabile come leva strategica di prevenzione a tutela del consumatore” organizzato

18 Marzo 2026

Nel corso della seconda giornata di Enada Primavera 2026 si è svolto il convegno “USA LA TESTA: il Gioco Responsabile come leva strategica di prevenzione a tutela del consumatore” organizzato da Novomatic Italia.

Temi centrali del panel il gioco responsabile, il gioco percepito come divertimento e la consapevolezza. Sono stati affrontati da un punto di vista scientifico dal neurologo Gianluca Bruti nel suo intervento: “’Usa la testa’– come è stato definito il progetto di Novomatic Italia – significa essere consapevoli del malfunzionamento della nostra macchina celebrale e capire come potervi porre rimedio.

Essere consapevoli di questo ci porta inevitabilmente ad avere un’esperienza di gioco sana e dunque giocare per puro divertimento. Il gioco è dopamina, adrenalina e gioia. Giocare è bello, il bambino impara giocando. Quando il gioco sfocia nella dipendenza c’è qualcosa che non funziona nel nostro cervello ed è fondamentale averne consapevolezza per poter agire di conseguenza.

L’app creata da Novomatic permette di rimettere in sesto la nostra macchina cerebrale.

Azzardo significa rischiare, rischiare di perdere. Il rischio di perdita è molto alto, quindi è necessario avere la consapevolezza della situazione e avere la capacità di fermarsi ma soprattutto essere consapevoli che giocare vuol dire quasi sempre perdere.

Su questo fronte tra il gioco online e gioco fisico c’è molta differenza. Il rischio di gioco problematico risulta molto più alto nel gioco online, ciò è collegato all’isolamento del giocatore. La mancanza di socialità è uno dei fattori dominanti.

L’area del cervello che regola relazioni sociali è assolutamente sovrapponibile con l’area del cervello che permette lo svilupparsi della dipendenza.

Il DGA è altamente legato ad altre tipologie di dipendenze da sostanze ma anche a disturbi della personalità.

Usare la testa restituisce il libero arbitrio al soggetto: il nostro Dna non è un’antenna fissa ma può modificarsi all’esigenza. Ma dobbiamo essere consapevoli che questo possa succedere.

È molto più semplice fare prevenzione: educare il bambino nel modo giusto rendendolo consapevole dei rischi. Curare un adulto dipendente diventa molto più complesso.

Un comportamento affettivo da parte dei genitori rafforza il cervello del bambino, si sente amato, accolto e accudito. Questo permette al bambino di maturare e svilupparsi in questo modo lo si preparare ad affrontare momenti difficili ed eventualmente risolvere errori compiuti.

La mancanza di affetto e relazioni sociali sane rende l’adolescente più insicuro e quindi più propenso a cadere nella dipendenza.

Il tema non è giocare o non giocare ma piuttosto è domandarsi quante volte dobbiamo sbagliare prima di comprendere che il nostro cervello sta lavorando male”.

 

PressGiochi