Il Brasile alza il livello dello scontro contro il gioco illegale online e chiama in causa direttamente il sistema finanziario. Con la Legge Complementare n. 224, firmata dal presidente Luiz
Il Brasile alza il livello dello scontro contro il gioco illegale online e chiama in causa direttamente il sistema finanziario. Con la Legge Complementare n. 224, firmata dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, banche, fintech e fornitori di servizi di pagamento diventano giuridicamente responsabili se continuano a processare transazioni verso operatori di scommesse non autorizzati dopo una formale notifica del Ministero delle Finanze.
La misura nasce in un contesto ancora critico: secondo i dati di settore, circa il 40% – e secondo alcune stime quasi il 50% – delle scommesse in Brasile avviene tuttora su piattaforme illegali, che operano al di fuori del sistema regolato, senza pagare imposte né rispettare le norme di tutela dei consumatori.
Il nuovo impianto normativo segna un cambio di paradigma nell’azione di contrasto. L’attenzione non è più rivolta esclusivamente agli operatori clandestini, spesso difficili da colpire direttamente, ma anche all’infrastruttura che ne rende possibile l’attività, a partire dai canali di pagamento. Una volta ricevuta la comunicazione ufficiale del Ministero delle Finanze, gli intermediari finanziari che non interromperanno i rapporti con siti illegali potranno essere chiamati a rispondere in solido. L’obiettivo è tagliare l’accesso ai flussi di denaro, considerati il vero punto debole del mercato illegale.
Più tasse per gli operatori autorizzati – Accanto alla stretta sull’illegalità, la legge introduce anche un progressivo aumento della tassazione per il mercato regolato. L’aliquota sul Gross Gaming Revenue (GGR) passerà dall’attuale 12% al 15% entro il 2028, riducendo al contempo alcune agevolazioni fiscali. Una scelta accolta con prudenza dagli operatori autorizzati, ma considerata parte di un equilibrio complessivo.
«L’aumento delle tasse non è una buona notizia. Ma la legge crea responsabilità che arrivano in un momento opportuno», ha commentato André Gelfi, direttore dell’Istituto brasiliano per il Gioco Responsabile (IBJR), sintetizzando il sentiment del settore.
Nel 2025, intanto, il comparto delle scommesse ha già garantito allo Stato entrate significative: 9,95 miliardi di real complessivi, includendo non solo il prelievo sul GGR, ma anche imposte come IRPJ, CSLL, PIS e Cofins, secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate federale.
Pubblicità e promozione sotto osservazione – La responsabilità non si ferma agli intermediari finanziari. L’articolo 6 della legge estende la responsabilità solidale anche a persone fisiche e giuridiche che promuovano o pubblicizzino operatori di scommesse privi di autorizzazione. Spetterà al Ministero delle Finanze definire, tramite regolamenti attuativi, le modalità di controllo, i tempi di adeguamento dopo le notifiche ufficiali e i meccanismi di monitoraggio delle transazioni. Su questi aspetti, al momento, il testo legislativo resta volutamente generico.
Le preoccupazioni di Lula e il ruolo della Banca Centrale
Il presidente Lula ha più volte espresso preoccupazione per l’impatto sociale dell’espansione del gioco online. Durante un evento alla Zecca di Stato di Rio de Janeiro, ha evidenziato come le scommesse digitali abbiano di fatto “portato i casinò dentro le case”, ampliando in modo esponenziale la platea dei giocatori. In questo scenario, la Banca Centrale è chiamata a rafforzare l’attività di vigilanza sul sistema finanziario, anche in chiave di prevenzione del riciclaggio e delle frodi, in un mercato che è stato formalmente regolamentato solo a partire da gennaio 2025.
La Legge Complementare n. 224 si inserisce in un contesto normativo in rapido mutamento. In Parlamento sono attualmente all’esame diverse proposte di legge che incidono sul settore delle scommesse a quota fissa e del gioco online, segno di un dibattito ancora aperto su fiscalità, controlli e sostenibilità del mercato. Nonostante l’aumento del carico fiscale, il settore regolato guarda con favore alla nuova impostazione: per la prima volta, il contrasto all’illegalità non colpisce solo i siti clandestini, ma anche chi ne consente l’operatività quotidiana. La reale efficacia della riforma dipenderà ora dalla qualità dei regolamenti attuativi e dalla capacità di coordinamento tra autorità finanziarie, tecnologiche e di vigilanza.
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