15 Aprile 2026 - 15:57

Brasile, Lula propone di vietare i casinò online proprio mentre il Governo regolamenta le scommesse sportive

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è tornato ad attaccare il settore dei casinò online, annunciando l’intenzione di lavorare per vietarne l’operatività nel Paese nonostante il mercato sia

10 Marzo 2026

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è tornato ad attaccare il settore dei casinò online, annunciando l’intenzione di lavorare per vietarne l’operatività nel Paese nonostante il mercato sia stato regolato proprio durante il suo mandato. Le dichiarazioni, diffuse nel corso di un messaggio televisivo e radiofonico in occasione della Giornata internazionale della donna, riaccendono il dibattito sul futuro dell’iGaming in Brasile, uno dei mercati più importanti dell’America Latina.

Nel suo intervento, Lula ha sostenuto la necessità di fermare la diffusione dei giochi di casinò accessibili via smartphone, citando in particolare il fenomeno del cosiddetto “Tigrinho”, uno dei giochi online più popolari nel Paese.

Secondo il presidente, la crescita delle piattaforme di gioco digitale starebbe generando problemi sociali e finanziari, con effetti diretti sui bilanci familiari.

“Il vizio del gioco sta colpendo molte famiglie. Il denaro destinato al cibo, all’affitto o alla scuola dei figli finisce sullo schermo di un cellulare”, ha dichiarato Lula, sottolineando che il governo intende collaborare con Parlamento e magistratura per limitare l’espansione dei casinò digitali.

Il capo dello Stato ha inoltre evidenziato una presunta incoerenza normativa: mentre i casinò terrestri sono vietati in Brasile da decenni, giochi di casinò online continuano a essere accessibili attraverso piattaforme digitali.

Il paradosso della regolamentazione

Le parole del presidente arrivano però in un momento delicato per il mercato del gaming brasiliano. Il Paese è infatti nella fase iniziale di attuazione della regolamentazione delle scommesse sportive e dei giochi online, supervisionata dalla Segreteria dei Premi e delle Scommesse del Ministero delle Finanze.

Il processo normativo è stato guidato dal ministro dell’Economia Fernando Haddad, con l’obiettivo iniziale di disciplinare principalmente le scommesse sportive a quota fissa.

Durante l’iter parlamentare, tuttavia, il testo è stato ampliato includendo anche i giochi di casinò online. La modifica è stata introdotta alla Camera dei Deputati dal relatore Adolfo Viana, nonostante i tentativi del Senato di limitare l’ambito della riforma alle sole scommesse sportive.

Alla fine del processo legislativo, la legge è stata firmata proprio da Lula, creando il quadro giuridico e fiscale per un mercato che ora il presidente dichiara di voler contrastare.

Il rilancio di una possibile stretta sui casinò online riapre così il confronto tra istituzioni e industria.

Da un lato, una parte del governo e del Parlamento ritiene che misure più restrittive possano ridurre i rischi legati al gioco compulsivo e proteggere le fasce sociali più vulnerabili. Dall’altro, diversi operatori e analisti del settore avvertono che un eventuale divieto potrebbe favorire l’espansione del mercato illegale e ridurre le entrate fiscali generate dalla regolamentazione.

Per il mercato del gaming latinoamericano, il dibattito politico in Brasile – già uno dei contesti più osservati dagli operatori internazionali – potrebbe quindi aprire una nuova fase di incertezza normativa proprio mentre il sistema regolatorio muove i suoi primi passi.

PressGiochi