Il Governo brasiliano ha deciso di chiedere conto alle società di scommesse dei costi che, secondo l’Avvocatura generale dell’Unione (AGU), ricadono sul sistema sanitario pubblico a causa del gioco problematico.
Il Governo brasiliano ha deciso di chiedere conto alle società di scommesse dei costi che, secondo l’Avvocatura generale dell’Unione (AGU), ricadono sul sistema sanitario pubblico a causa del gioco problematico. L’AGU ha infatti citato in giudizio 17 operatori del settore davanti al Tribunale federale di Pernambuco, chiedendo un risarcimento stimato in circa 2,6 miliardi di real (pari a circa 430 milioni di euro).
La somma corrisponderebbe, secondo la stima contenuta nell’azione giudiziaria, ai costi sostenuti dal Sistema Único de Saúde (SUS) per le prestazioni sanitarie collegate ai danni provocati dal gioco a rischio. L’importo definitivo non è però ancora stato determinato: l’AGU chiede che venga calcolato successivamente e riferisce la richiesta ai cinque anni precedenti alla presentazione della causa, con la possibilità di estenderla finché continueranno a sussistere i danni riconosciuti dalla giustizia.
Nel mirino ci sono 17 società che, secondo gli studi citati nel procedimento, rappresenterebbero complessivamente circa l’80% del mercato brasiliano delle scommesse. La scelta di presentare la causa in pernambuco viene motivata dall’AGU con la presenza, nella regione del nordest, di un’elevata quota di persone vulnerabili dal punto di vista socioeconomico ed esposte ai rischi del gioco.
Secondo il Governo, gli operatori dovrebbero contribuire in misura maggiore alla copertura dei costi sanitari. L’AGU ritiene infatti insufficienti le risorse attualmente destinate alla sanità nell’ambito della regolamentazione delle scommesse: secondo i dati riportati nell’azione, appena lo 0,12% delle quote obbligatoriamente destinate sulla base dei ricavi degli operatori viene assegnato al Ministero della Salute.
Alla richiesta di rimborso si aggiunge quella per i danni morali collettivi. L’Unione chiede alle 17 società un ulteriore risarcimento di almeno 1 miliardo di real, sostenendo che le conseguenze del fenomeno non si limitino agli scommettitori, ma coinvolgano anche la sanità pubblica, le famiglie, i minori e le fasce della popolazione considerate più vulnerabili.
PressGiochi
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