21 Settembre 2020 - 14:08

Borgomeo (Aiart): La pubblicità del gioco è immorale e va vietata

In un “paese civile non dovrebbe esistere la pubblicità del gioco d’azzardo, è immorale” ma purtroppo su questo tema c’è una “cortina di silenzio” e la “nostra battaglia si scontra

17 Dicembre 2014

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In un “paese civile non dovrebbe esistere la pubblicità del gioco d’azzardo, è immorale” ma purtroppo su questo tema c’è una “cortina di silenzio” e la “nostra battaglia si scontra contro potentati economici e lobby incredibili”. Così al VELINO il presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart Luca Borgomeo. “L’alcol, il fumo e la droga sono dannosi, e pubblicizzarli non è possibile. Allora perché si permette in tutte le fasce orarie la pubblicità del gioco, così martellante e invasiva, che non è meno grave di droga, alcol e tabacco?”. Borgomeo punta il dito soprattutto sulla “tv di Stato che non dovrebbe ragionare per interessi economici. È chiaro che questo genere di pubblicità ha l’unico obiettivo di incrementare il gioco azzardo e far crescere il volume d’affari. È un “cancro sociale”, una vera e propria malattia che mette in crisi gli equilibri economici delle famiglie e tutto ciò che lo alimenta andrebbe vietato”.

Il presidente Aiart ricorda poi che recentemente “abbiamo organizzato una campagna il cui slogan era “Non ci provare”. Alcuni importanti quotidiani nazionali – sottolinea – hanno rifiutato di concederci uno spazio pubblicitario perché nel nostro volantino accanto alle slot comparivano anche i gratta e vinci”. E ancora: “Il dibattito sulle distanze delle sale gioco dai luoghi sensibili è deviante e ipocrita. Così come le fasce protette in tv, visto che oggi i più piccoli sono sempre collegati al web con tablet e smartphone Sono forme di tutela retaggio del passato. Che lo Stato lucri sulla disperazione delle fasce più povere è inconcepibile ed è lo specchio di un paese allo sbando. È mai possibile non porre un argine a questa situazione e stabilire un divieto assoluto della pubblicità?”.

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