24 Settembre 2020 - 04:17

Bolzano. I totem ‘illegali’ hanno preso il posto delle slot. L’Ass. Stoker: “Potenzieremo la legge in materia, introducendo zone dedicate al gioco”

Da tempo nella Provincia autonoma di Bolzano è stata approvata la legge per ridurre la diffusione di apparecchi da gioco e contrastare duramente il gioco d’azzardo patologico. L’assessore provinciale al

04 Giugno 2015

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Da tempo nella Provincia autonoma di Bolzano è stata approvata la legge per ridurre la diffusione di apparecchi da gioco e contrastare duramente il gioco d’azzardo patologico. L’assessore provinciale al Lavoro Martha Stoker in questi mesi sta predisponendo ulteriori proposte di legge, ancora più restrittive, in quanto il divieto delle slot ha portato alla diffusione sul territorio di macchine differenti, alcune della quali illegali. Ecco gli ultimi dati dedicati al fenomeno nella provincia di Bolzano e il punto di vista dell’assessore sul decreto delega a cui sta lavorando il Governo nazionale.

 

“ll ‘Forum Prevenzione’ (Bolzano) – ha dichiarato l’ass. Stoker a PressGiochi – ha ricevuto l’incarico, in collaborazione con la Rete gioco d’azzardo e in accordo con il Consorzio dei Comuni, di effettuare una rilevazione sullo stato effettivo dei giochi d’azzardo (apparecchi da intrattenimento) presenti nei Comuni dell’Alto Adige e su quali misure di prevenzione sono state adottate dalle amministrazioni comunali coinvolte. Con riferimento al gioco d’azzardo patologico la problematica più grande viene costituita sempre dalle classiche macchinette da gioco (slot machine, videolotterie – “VLT”). Anche in Alto Adige è osservabile però un incremento della diffusione delle videolotterie (“VLT”).

 

Quali tipi di macchinette si sono diffuse ultimamente, dopo che il divieto contro le slot è entrato in vigore? 

 

Ultimamente si è manifestata la diffusione dei “Totem”*, che però non sono molto attrattivi per i giocatori d’azzardo patologici. È un fenomeno che attualmente esiste solo nella Provincia di Bolzano e nella Regione Liguria, perché sono le realtà che hanno una legislazione più vincolante e restrittiva rispetto ad altri apparecchi. E’ un modo per aggirare la legge.

 

 

Quali conseguenze ha portato la diffusione di tali macchinette?

 

La diffusione dei “Totem” non ha ancora portato grandi conseguenze, anche perché il fenomeno è molto limitato e questi giochi non sono attrattivi per i giocatori d’azzardo patologici.

 

Tuttavia siamo intenzionati ad adottare numerose iniziative per contrastare a tutto campo questo fenomeno. Tra le altre cose, proporremo:

  • Cambiamento della legge provinciale
  • Introduzione di zone dedicate per il gioco
  • Formazione e aggiornamento del personale dei Servizi
  • Potenziamento dei Servizi pubblici e privati convenzionati preposti sia alla prevenzione che al trattamento ambulatoriale mediante un orario di apertura serale per agevolare, non solo l’utenza, ma anche le famiglie
  • Ampliamento dei posti letto al Centro riabilitativo di “BadBachgart” per i trattamenti residenziali
  • Avvio di forme di collaborazione con il privato sociale accreditato nell’organizzazione di consulenza e sostegno mirati (per es. la consulenza ai debitori, i nuovi gruppi di auto aiuto ecc.)
  • Realizzazione di serate informative su tutto il territorio da parte degli operatori dei Servizi

 

Quanti sono stati i malati per Gioco d’Azzardo Patologico presi in cura nel 2014? C’è stato un aumento rispetto agli anni precedenti o la riduzione di apparecchi da gioco inizia a dare i suoi frutti?

 

Gli utenti GAP, che sono stati presi in carico nei Servizi ambulatoriali pubblici e privati, erano 139 nel 2010, in cinque anni il numero è aumentato ed è arrivato nel 2014 a 297. Gli utenti, che sono stati presi in carico nel Centro terapeutico “BadBachgart”, erano invece 27 nel 2010 mentre hanno raggiunto lo scorso anno la soglia di 36.

 

 

Quali sono le proposte a cui sta lavorando la Provincia per continuare ad intervenire sul fronte ‘GAP’?

 

È stato istituito di un gruppo di lavoro tecnico che attualmente analizza la situazione delle licenze ed autorizzazioni. L’obiettivo è l’elaborazione di proposte di cambiamento all’attuale legge provinciale che prevede anche l’introduzione di zone dedicate per il gioco, il divieto/regolamentazione delle macchinette nei tabacchini ed altri “locorum promiscui” ed il potenziamento di attività di prevenzione di giocatori a rischio, anche all’interno delle sale da gioco.

Già dal 2013 i competenti uffici delle Ripartizioni Salute e Politiche sociali invitano l’Azienda Sanitaria, tutti i Comuni della provincia, le Comunità Comprensoriali e le organizzazioni private convenzionate ad inviare proposte di progetti ed iniziative di prevenzione e di riabilitazione finanziabili con la quota pari al 1,5 % delle somme riversate alla Provincia dal prelievo erariale unico (PREU, come prevede la Legge Provinciale 21.12.2011, n. 15 – Art. 4).

Con la somma a disposizione vengono finanziate, sia nel settore pubblico che in quello privato, attività previste dal “Piano di settore dipendenze” e programmate dalla “Rete dei Servizi per il gioco d’azzardo patologico” la quale è un organismo di esperti nominato dall’Azienda sanitaria con l’obiettivo di coordinare tutti gli interventi proposti dalle diverse istituzioni sul territorio. Nella Rete sono rappresentati i Servizi sanitari pubblici preposti al trattamento ambulatoriale e residenziale dei giocatori d’azzardo nonché una associazione privata che si occupa della prevenzione.

Per il 2015 i servizi sanitari e le associazioni convenzionate continueranno il lavoro avviato con:
·         interventi di prevenzione in riferimento alla popolazione in generale e a gruppi e situazioni a rischio e nelle scuole mediante la diffusione di informazioni;
·         promozione di attività di ricerca mediante rilevazione di dati empirici sulla prevalenza del gioco d’azzardo nella popolazione e analisi sulla presenza e dislocazione in Alto Adige delle offerte di gioco d’azzardo;
·         consulenza e terapia con estensione dell’offerta ai familiari e con interventi precoci nelle sale giochi attraverso uno studio pilota;
·         incontri di supervisione tra servizi specialistici;
·         rafforzamento del lavoro di rete tra i rappresentanti della Rete ed i responsabili politici e dell’amministrazione provinciale e comunale con l’obiettivo di migliorare le condizioni normative contestuali al gioco d’azzardo.

 

In questi mesi il Governo sta lavorando al decreto delega che – per come annunciato – annullerà le leggi regionali contro il gioco d’azzardo, qual è il suo parere a riguardo?

 

Esiste una grande necessità di contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo in Alto Adige, anche perché porta serie conseguenze sul piano economico, relazionale, lavorativo, familiare, nelle situazioni più critiche, anche legale per le persone affette e i loro familiari. Anche il costo sociale è elevato, in quanto le entrate coprono appena circa il 50% delle spese per il trattamento e gli aiuti sociali per i pazienti.

Per questo motivo – conclude Stoker – sono contraria al previsto annullamento delle leggi regionali da parte del governo e faremo di tutto affinché la Provincia Autonoma abbia competenza decisionale in questa materia, specialmente in riferimento all’emanazione delle licenze. Auspico una forte collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento per contrastare il decreto delega ed il fenomeno in generale. A tale riguardo si è svolto il 30 maggio 2015 a Bolzano un incontro con rappresentanti delle due Provincie.

Simona Brambilla – PressGiochi

 

 

 

 

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* TOTEM: modalità di offerta di giochi online con vincita in denaro attuata in contrasto con la normativa vigente. Generalmente camuffate per consentirne la riconduzione nell’ambito di altre fattispecie delle quali, artatamente, vengono richiamate le relative disposizioni. Sono apparecchi terminali, collegati ad “internet” o funzionanti tramite “intranet” grazie a collegamenti che consentono una navigazione a circuito chiuso, collocati presso esercizi pubblici o circoli privati ed utilizzati per l’effettuazione di giochi online, attraverso la connessione a siti illegali. Tali macchinari constano di una struttura dotata di schermo ‘touch-screen’, tastiera di comando anche virtuale e dispositivi vari, atti a consentire la lettura elettronica del documento di identità, l’inserimento della ‘smart card’ che abilita al gioco sull’apparecchiatura e l’introduzione di banconote per ricaricare la ‘smart card’ utilizzata.

Nel caso dei “Totem” – puntualizzano da Bolzano – si tratta di veri computer dai quali ci si può collegare a decine di piattaforme di gioco online, molte delle quali residenti in paradisi fiscali e non autorizzati dalle autorità italiane. Secondo stime dei gestori del gioco legale i “punti di raccolta” sarebbero almeno 4mila in Italia.