20 Ottobre 2020 - 04:45

Bologna. Monti (Assessore Legalità): “Contro la pronuncia del Tar su distanze sale giochi, pronti a dar battaglia”

“Ci sono tutti gli estremi per andare avanti con la nostra strada e fare ricorso al Consiglio di Stato”. Così Nadia Monti, assessore alla Legalità del Comune di Bologna e

06 Maggio 2015

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“Ci sono tutti gli estremi per andare avanti con la nostra strada e fare ricorso al Consiglio di Stato”. Così Nadia Monti, assessore alla Legalità del Comune di Bologna e coordinatrice di Avviso pubblico per l’Emilia-Romagna, dopo che il Tar una settimana fa ha negato ai Comuni il potere di stabilire le distanze minime delle sale da gioco dai cosiddetti luoghi sensibili. Su questo terreno “continueremo ad andare avanti”, ribadisce Monti, rispondendo nei giorni scorsi, in aula, ad un’interrogazione della civica Federica Salsi. “Io non mi fermo nelle azioni di sensibilizzazione rivolte anche su scala nazionale”, dichiara l”assessore. Ma non solo: in base ad “un parere che adesso sto condividendo con il settore Avvocatura, ci sono- afferma Monti- tutti gli estremi per andare avanti con la nostra strada e fare ricorso al Consiglio di Stato”.

Questo, ricostruisce Monti, dopo che “Il Tar dell”Emila-Romagna ha accolto il ricorso della societa” Sna scommesse, a cui era stata negata l”autorizzazione a trasferirsi in nuovi locali, collocati a una distanza inferiore stabilita dal regolamento comunale di Bologna approvato in Consiglio comunale”. Secondo il Tar, infatti, “la pianificazione delle sale da gioco e la ricollocazione di quelle prossime a siti sensibili- riferisce l’assessore- appartiene all’amministrazione autonoma dei Monopoli”. Per Monti, però’, “è un dato di fatto che esistono delle note del ministero dell’Interno che riconoscono il valore dei Regolamenti degli enti, anche per quanto riguarda il gioco d’azzardo.

Esiste, inoltre, la legge regionale 5 del 2011 in cui si precisa che i Comuni- continua Monti- possono dettare previsioni urbanistico-territoriali in ordine alla localizzazione delle sale da gioco e disciplinare, gli elementi architettonici e dimensionali delle stesse. Quindi, ribadisce l”assessore, si ritiene che vi siano elementi per impugnare la decisione del Tar. Per Monti, poi, è fondamentale ricordare che in seguito a tutte queste norme prima citate, alcuni Comuni si sono visti riconoscere i provvedimenti, regolamenti, ordinanze che hanno adottato: quindi c’è un disorientamento giuridico di fondo tale per cui alcuni Tar danno ragione ai Comuni ed altri purtroppo danno loro torto” – conclude Monti.

PressGiochi