30 Settembre 2020 - 01:05

Bologna. Monti (Ass. Legalità): “La nostra battaglia sul gioco non finisce, deve prevalere l’interesse alla salute pubblica”

“La lotta dei Comuni deve continuare perché l’emergenza sociale e sanitaria continua ad esserci e bisogna portare avanti tutte le azioni possibili”. Così Nadia Monti, assessore alla Legalità del Comune

28 Aprile 2015

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“La lotta dei Comuni deve continuare perché l’emergenza sociale e sanitaria continua ad esserci e bisogna portare avanti tutte le azioni possibili”. Così Nadia Monti, assessore alla Legalità del Comune di Bologna e coordinatrice di Avviso pubblico per l”Emilia-Romagna, ha dichiarato in merito al pronunciamento del Tar Emilia che ieri ha negato ai Comuni il potere di stabilire le distanze minime delle sale da gioco dai cosiddetti luoghi sensibili.

“La Corte dei Conti ha riconosciuto tutti i rischi connessi al gioco d’azzardo”, ricorda Monti, sottolineando che, se anche è’ vero che esistono gli interessi degli esercenti privati, “devono prevalere quelli di salute pubblica, di protezione dei minori e delle altre fasce deboli”. Senza dimenticare le ragioni di “sicurezza urbana”, aggiunge Monti, visto che le sale da gioco “spesso diventano un ricettacolo di problemi anche di questo tipo” ed è’ “alto il rischio di infiltrazioni mafiose”. Il punto non è’ “essere a favore del proibizionismo, ma questo è un settore che ad ora non ha regole chiare, non presenta la possibilità di tracciare i flussi finanziari o di finanziare le cure per i soggetti malati”, continua l’assessore bolognese: servono, dunque, una moratoria e interventi normativi che contengano i danni. “Negli ambiti di propria competenza, come le limitazioni nei contratti di locazione e quelli alla pubblicità, continueremo a fare la nostra lotta”, assicura l’assessore.

Come l’assessore di Bologna, moltissimi altri sindaci non accettano di essere messi da parte dal governo Renzi sulla questione dei giochi pubblici, soprattutto in vista nelle nuove norme che presto dovrebbero essere emanate attraverso il decreto attuativo dell’art. 14 della Delega Fiscale. Secondo la bozza del decreto fiscale, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore decadranno tutti i provvedimenti adottati in questi anni da comuni e regioni.

In un lungo appello promosso dalla Scuola delle buone pratiche di Legautonomie e Terre di mezzo, si legge che “gli aspetti molto critici del decreto fiscale si riferiscono alle misure relative alla pubblicità, alla tutela dei minori e delle fasce sociali deboli della popolazione, ai compiti delle regioni e dei comuni, alla razionalizzazione e progressiva riduzione territoriale della raccolta del gioco, alla possibilità di autoesclusione dal gioco”.

“Le varie sentenze favorevoli dei Tar e del Consiglio di Stato, e tre pronunce della Corte Costituzionale (300/2011, 220/2014, 56/2015) riconoscono ai comuni i poteri costituzionali di pianificazione territoriale ai fini del benessere e della salute dei propri cittadini, ivi compresa la pianificazione per il gioco d”azzardo”, si legge nell”appello. In particolare le sentenze hanno riconosciuto ai comuni il diritto di stabilire orari e distanze delle sale da gioco e delle slot machine dai luoghi sensibili.

“I comuni chiedono che la nuova normativa nazionale non mortifichi il lavoro svolto, ma che sappia invece recepire le indicazioni che provengono dalla Corte Costituzionale, dal Consiglio di Stato e dai Tribunali Amministrativi Regionali, che recentemente hanno riconosciuto la validità e la legittimità dei provvedimenti di regolamentazione del gioco d’azzardo da parte delle amministrazioni locali”.

PressGiochi