09 luglio 2020
ore 20:34
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Bitonci (Sindaco Padova): “Vogliamo che la lotta al gioco patologico inizi nelle scuole; serve più coerenza da parte del Governo nazionale”

“Dal marzo 2015 al marzo 2016 a Padova sono stati seguiti dal Dipartimento per le dipendenze 110 pazienti di cui 51 ancora in carico per problemi di gioco d’azzardo patologico”. Lo dichiara Massimo Bitonci sindaco di Padova che da anni ha intrapreso nel proprio comune numerose iniziative per il contrasto dell’offerta di gioco mirando in particolar modo a limitare la diffusione degli apparecchi da gioco. Bitonci, che ha recentemente partecipato alla Giornata Nazionale contro il Gioco durante la quale numerosi Regioni hanno firmato il Manifesto che verrà presentato in sede di Conferenza Stato Regioni, luogo deputato alla definizione della questione che sul gioco d’azzardo divide politiche nazionali da interventi locali. Come ha dichiarato a PressGiochi.it Massimo Bitonci: “È inaccettabile che da un lato venga denunciato l’incremento del fenomeno ludopatia e dall’altro si continui a favorire il gioco facendo così, da una parte cassa con gli introiti delle ...
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Bitonci (Sindaco Padova): “Vogliamo che la lotta al gioco patologico inizi nelle scuole; serve più coerenza da parte del Governo nazionale”

“Dal marzo 2015 al marzo 2016 a Padova sono stati seguiti dal Dipartimento per le dipendenze 110 pazienti di cui 51 ancora in carico per problemi di gioco d’azzardo patologico”. Lo dichiara Massimo Bitonci sindaco di Padova che da anni ha intrapreso nel proprio comune numerose iniziative per il contrasto dell’offerta di gioco mirando in particolar modo a limitare la diffusione degli apparecchi da gioco. Bitonci, che ha recentemente partecipato alla Giornata Nazionale contro il Gioco durante la quale numerosi Regioni hanno firmato il Manifesto che verrà presentato in sede di Conferenza Stato Regioni, luogo deputato alla definizione della questione che sul gioco d’azzardo divide politiche nazionali da interventi locali.

Come ha dichiarato a PressGiochi.it Massimo Bitonci: “È inaccettabile che da un lato venga denunciato l’incremento del fenomeno ludopatia e dall’altro si continui a favorire il gioco facendo così, da una parte cassa con gli introiti delle slot machine, e dall’altra sostenendo costi sociali altissimi”.

 

“Il gioco d’azzardo patologico – ha dichiarato il sindaco di Padova – è diffuso su tutto il Paese e, purtroppo, anche sul nostro territorio, con conseguenze molto serie quali isolamento, crisi della famiglia e indebitamento. Per assurdo, mentre le famiglie hanno serie difficoltà economiche causate anche da problematiche lavorative, è proprio la crisi ad alimentare il settore che vede reinvestiti nell’azzardo i denari che una persona ha a disposizione o che ha vinto proprio con il gioco stesso. Stiamo parlando di un giro d’affari che per lo Stato vale almeno 8 miliardi di euro. In Veneto, da statistiche ministeriali, l’incidenza del gioco patologico oscillerebbe tra i 72 mila e i 180 mila casi. Un dato destinato ad aumentare se si considerano anche quelli illegali e online. Per quanto riguarda Padova, da un’indagine effettuata dal Comune sulla dipendenza da gioco sui residenti, è emerso che dal marzo 2015 al marzo 2016 sono stati seguiti dal Dipartimento per le dipendenze 110 pazienti di cui 51 ancora in carico. E’ un fenomeno che coinvolge soprattutto gli uomini. Per la città, la stima dei giocatori patologici equivale allo 0,6% ovvero a 1.262 abitanti se proiettata sulla popolazione del Comune di Padova e l’81% del gioco patologico riguarda le slot machine. La stima del rendimento medio, ovvero il guadagno di una Slot Awp installata è di euro: 27.774 annuo, 2.314 mensile, 76 giornaliero, mentre il guadagno medio di ciascuna Slot VLT installata è di euro: 53.568 annuo, 4.464 mensile, 146 giornaliero.

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Da sindaco, ho ritenuto innanzitutto opportuno dare vita a un regolamento urbanistico che limiti la presenza delle sale slot, delle sale scommesse, in vicinanza di chiese, scuole, impianti sportivi, aree a vocazione residenziale, decentrandole dove non possano nuocere alla popolazione. Per combattere ludopatia e degrado, sono intervenuto poi con un’ordinanza che prevede la chiusura anticipata per le sale slot, le sale Bingo e i negozi dediti all’attività prevalente di raccolta di scommesse, autorizzati dalla Questura come previsto dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

L’ordinanza prevede l’apertura esclusivamente dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, tutti i giorni, compresi i festivi. Al di fuori delle stesse fasce orarie dovranno essere spente anche le slot machine collocate in esercizi commerciali, locali o punti di offerta del gioco. L’obiettivo è quello di tutelare i minori, le famiglie e gli anziani da patologie correlate al gioco d’azzardo oltre a combattere l’usura e gli interessi illeciti, considerato che, secondo la commissione antimafia, una slot machine su tre è truccata.

Inoltre, la chiusura anticipata delle sale Bingo significa anche contrastare il degrado e la piccola criminalità in quanto, spesso, questo genere di attività, finisce per essere rifugio di balordi e spacciatori.
Inoltre è attivo il progetto dell’Amministrazione “Sportelli di Ascolto”. Si tratta di punti informativi e di ascolto gestiti da associazioni, per supportare chi si trova in stato di bisogno, per prevenire situazioni di disagio all’interno della famiglia anche a causa di dipendenze da gioco. Un aiuto concreto, pertanto, a chi ha il problema del gioco patologico o a chi è un familiare di un giocatore compulsivo. Gli sportelli sono presenti in tutti i quartieri e il servizio è completamente gratuito.

Quali altri interventi avete in programma?

Questa Amministrazione ha scelto di scongiurare la diffusione di patologie e disagi connessi al gioco d’azzardo cercando di recuperare i giocatori dipendenti. E lo ha fatto non solo con l’ordinanza ma anche promuovendo un progetto educativo diretto ai ragazzi delle scuole superiori della città. Vogliamo che la lotta alla ludopatia inizi nelle scuole, dove avviene la crescita culturale e lo sviluppo della persona, sensibilizzando i ragazzi su quali possono essere le conseguenze e i rischi della dipendenza dal gioco.
Il mio impegno sarà comunque quello di tenere alta l’attenzione sia per impedire la diffusione dei centri di gioco, che per salvaguardare i giocatori dipendenti che hanno portato l’Italia ad essere il primo Paese al mondo per la spesa pro-capite dedicata a questa attività.

Quali risultati avete avuto con questi interventi?

Da sindaco, il mio obiettivo è quello di tutelare la salute dei cittadini, dei giovani. Migliorare la qualità della vita dei residenti. Salvaguardare il diritto dei baristi e dei ristoratori di fare impresa e dei loro avventori di consumare, anche bevande alcoliche, in sicurezza, in un ambiente pulito. Questi sono gli obiettivi che mirano a contemperare le esigenze di tutti riportando la città ad essere centro pulsante di un territorio produttivo, senza sacche di illegalità. Il rispetto della legalità, dunque, è una condizione preliminare per fare impresa in città e deve valere per tutti.

 

Durante la prima giornata nazionale contro il gioco d’azzardo del 9 marzo scorso si è parlato insieme al sottosegretario Barretta del decreto in materia di gioco. A suo parere ed in base alla sua esperienza diretta in città quali sono i punti più importanti che dovrebbero essere contenuti in questo decreto?

Ci sono famiglie che sono sul lastrico perché ragazzi, padri e anziani si giocano tutto alle macchinette mangiasoldi. I locali da gioco, essendo di proprietà privata, possono purtroppo restare aperti 24 ore su 24. Non si deve permettere che le persone che frequentano abitualmente questi ritrovi, passino le giornate e le sere lì dentro buttando via il loro tempo e i loro denari e quelli delle loro famiglie. Si deve pertanto cercare di contrastare quello che può diventare una dipendenza pericolosa tutelando nel contempo anche i cittadini che di notte vogliono dormire e non essere svegliati dai frequentatori di questi posti.

 

Da parte del Governo c’è la volontà di individuare dei criteri uniformi su tutto il territorio nazionale per permettere l’offerta di gioco: ritiene che in Conferenza unificata si riuscirà a trovare un accordo equilibrato tra le parti in causa?

Nella nuova Legge di Stabilità 2016 il Governo Renzi ha previsto numerose nuove licenze per i concessionari di punti d’azzardo, slot machine, vlt e centri scommesse. È pertanto inaccettabile che da un lato venga denunciato l’incremento del fenomeno ludopatia e dall’altro si continui a favorire il gioco facendo così, da una parte cassa con gli introiti delle slot machine, e dall’altra sostenendo costi sociali altissimi. Purtroppo a rimetterci sono sempre le fasce più a rischio povertà. Il gioco d’azzardo è un piaga sociale e lo Stato non può guadagnare sulle sofferenze della gente. Se Roma e il Governo centrale non danno risposte, da sindaco, da amministratore pubblico, continuerò a promuovere interventi finalizzati alla prevenzione, al contrasto e alla riduzione del rischio dalla dipendenza da gioco d’azzardo che, quotidianamente, consuma veri e propri drammi esistenziali.

PressGiochi

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