12 novembre 2019
ore 13:12
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Binetti (FI): “Con il Decreto Dignità si è attenuta l’attenzione al gioco d’azzardo, le cose non miglioreranno”

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Binetti (FI): “Con il Decreto Dignità si è attenuta l’attenzione al gioco d’azzardo, le cose non miglioreranno”

“Dopo una lettura attenta del Decreto Dignità, mi sembra che della famosa lotta al gioco d’azzardo sia rimasto ben poco; troppo poco per chi si aspettava una linea dura verso una vera e propria pandemia da azzardo”.

La senatrice Paola Binetti, Udc, da tempo impegnata nella lotta al gioco, continua ad esprimere parecchie perplessità riguardo al Decreto Dignità e al divieto della pubblicità del gioco in esso contenuto.

“Con il Decreto Dignità- commenta- si è attenuata l’attenzione al gioco d’azzardo; la lobby dall’azzardo mantiene in essere i contratti attuali, il che significa che le cose “forse” non peggioreranno ma certamente non miglioreranno! Vedremo cosa succederà con la lotteria di Capodanno”.

 

“In questi anni abbiamo visto moltiplicarsi le mille varianti del Gratta e Vinci; abbiamo visto proliferare VLT e AWP e soprattutto abbiamo assistito alle invasioni barbariche con cui il gioco on line è penetrato prima sui nostri computer, nella nostra posta elettronica, per raggiungere con maliziosa capziosità i nostri cellulari”.

“Giocare per via elettronica è tanto facile quanto pericoloso; scommettere sulle partite di calcio, nazionali ed internazionali; scegliere un cavallo e puntare su di lui sta diventano una vera e propria forma di aggressione sistematica che non lascia scampo.

Dai piu’ giovani, come ha confermato la recente indagine Caritas-Bambin Gesu’ ai piu’ anziani, come conferma la rete degli usurai accampata fuori le sale Bingo, lungo la via Tiburtina o la via Aurelia, sono sempre piu’ alla ricerca di polli da spennare.

Ma il Decreto Dignita’ si limita ad alzare la voce; a proferire minacce; per poi salvaguardare tutti i contratti in essere e lasciare la porta spalancata alle lotterie differite, tipo la Lotteria Italia. Troppo per la lobby dell’azzardo; troppo poco per la rete delle associazioni di tutela dei cittadini, soprattutto dei minori.

Di Maio, come capo di un partito che si e’ sempre schierato contro il gioco d’azzardo, il partito piu’ numeroso presente in Parlamento, avrebbe potuto osare di piu’, forte del consenso disciplinato del M5S. Ma ha preferito la tecnica dell’annunzio. Minacciare, sollevare un polverone moralista e salutista e poi cedere, scegliendo la linea minima”.

 

PressGiochi

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