23 Settembre 2020 - 23:55

Binetti (Ap): “Pubblicare Libro blu sui giochi anche per il 2014”

“Lo scorso anno il 14 aprile 2014 il Ministero dell’economia e delle finanze ha pubblicato il cosiddetto Libro Blu, con i dati relativi ai volumi di gioco per l’anno 2013,

11 Maggio 2015

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“Lo scorso anno il 14 aprile 2014 il Ministero dell’economia e delle finanze ha pubblicato il cosiddetto Libro Blu, con i dati relativi ai volumi di gioco per l’anno 2013, mentre quest’anno non è ancora stato pubblicato un testo analogo, nonostante l’ovvio interesse che questi dati riflettono nell’ampio e profondo dibattito sociale sul fenomeno delle dipendenze in materia di giochi, oltre che sul piano economico per il collegamento con il prossimo decreto fiscale nella parte che si riferisce ai giochi”. Paola Binetti onorevole di Area Popolare chiede con queste parole la pubblicazione di un Libro Blu sui giochi riferito al 2014 per conoscere i dati di raccolta di ciascuna tipologia di gioco.

“Con l’ultima legge finanziaria 2015 – ha continuato Binetti – si è tentato un condono ai CTD illegali, a cui hanno aderito solo 1/3 di questi centri, una positiva ma insufficiente emersione, che certamente ne può facilitare il controllo, ma che non esaurisce le forti preoccupazioni di quanti assistono al dilagare del fenomeno; mentre le notizie che si vanno diffondendo a mezzo stampa parlano di un sistema concessorio che dovrebbe favorire le gaming hall, piccoli casinò mascherati, alcuni dei quali potrebbero trasformarsi addirittura in veri e propri casinò.

E’ di questi giorni la notizia apparsa sugli organi di stampa di una sorta di «matrimonio Snai-Cogemat», una nuova e più stretta unione, quasi una fusione, tra il sistema del gioco d’azzardo e quello capillare ed invasivo delle scommesse; esattamente il contrario di quanto prevede il decreto Balduzzi e il disegno di legge recentemente approvato dalla Commissione affari sociali, ancora in attesa di una valutazione dell’impatto economico necessario per finanziarlo. Questa ultima alleanza tra azzardo e scommesse metterebbe ancora una volta in primo piano gli interessi economici-commerciali rispetto alla tutela della salute e alla formazione dei giovani, ma anche alla stessa tutela della legalità.

Il gioco con vincite in denaro deve essere contenuto, limitato, controllato e non rilanciato, pubblicizzato e potenziato; il diritto di chi vende giochi e scommesse si va affermando sempre più sul diritto di chi vorrebbe comprare salute e la commercializzazione del gioco sta acquistando forme sempre più sofisticate ed invasive; dagli interventi nel settore dei giochi, negli anni 2015-2019 sono attese maggiori entrate per circa 8 miliardi. Si tratta, in particolare, di misure che prevedono: l’affidamento del servizio di raccolta del gioco del lotto e degli altri giochi a quota fissa a concessionari individuati mediante procedure ad evidenza pubblica (0,8 miliardi); la riduzione dei compensi e degli aggi per gli operatori che agiscono nel settore della raccolta del gioco, mediante apparecchi AWP e VLT, per conto dello Stato (2,5 miliardi); disposizioni volte a favorire la regolarizzazione dei soggetti che operano senza concessione e non sono collegati al totalizzatore nazionale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (4,7 miliardi).

Per taluni operatori del settore – ha concluso – i dati del DEF sui futuri introiti dei giochi AWP e VLT non sono reali ma rappresentano una mera supposizione non fondata su prove di evidenza oggettiva.

PressGiochi