26 Settembre 2020 - 10:44

Binetti (Ap): “Azzardopoli e quella strana storia dei casinò che potrebbero moltiplicarsi”

“Non c’è dubbio che la cronaca ci racconti ogni giorno storie nuove di ordinaria follia legate al mondo dell’azzardo. È di ieri la notizia di genitori che hanno chiuso in casa

30 Aprile 2015

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“Non c’è dubbio che la cronaca ci racconti ogni giorno storie nuove di ordinaria follia legate al mondo dell’azzardo. È di ieri la notizia di genitori che hanno chiuso in casa tre fratellini, di età inferiore ai 10 anni, per andare a giocare nelle sale bingo e che al loro ritorno li hanno picchiati perché il più grande si lamentava. Si tratta di piccoli fatti di cronaca che si moltiplicano in modi diversi, ma che mostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che la dipendenza dal gioco cresce”.

Lo afferma l’on. Binetti, relatrice del testo unico per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico. Continua il deputato di Area Popolare: “Crescono i casi di malattia, gli adescamenti della pubblicità e l’offerta di gioco. Il Governo, il MEF per la precisione, sta facendo della delega fiscale in materia di giochi, una sorta di  tela di Penelope. Tesse e ritesse continuamente le stesse estenuanti mediazioni con concessionari e gestori, senza di fatto approdare ad una decisione chiara che ponga uno stop alla proliferazione dei vari giochi, dalle slot alle VLT”.

“I temi delle distanze dai luoghi sensibili – conclude l’esponente centrista -sono francamente labili e la regolamentazione della pubblicità appare così timida che nessuno si è accorto che sia diminuita. Avevamo sperato che l’iter del decreto garantisse velocità e rigore ad una legge che rappresenta una forte necessità nel sistema sociale. Ma sono passati oltre 10 mesi dall’approvazione della legge di iniziativa parlamentare in commissione affari sociali e invece tutto dorme. L’intero mondo dell’associazionismo ha recentemente pubblicato un suo Manifesto per richiamare l’attenzione del governo su questi problemi che riguardano salute e coesione familiare e sociale, purtroppo l’unica novità sembra riguardare nuovi casinò che qualcuno vorrebbe aprire, perché in Italia sono solo quattro: questa non è certamente una necessità del Paese!”.

PressGiochi