01 Ottobre 2020 - 06:58

Binetti (Ap): “Approvare legge su prevenzione e cura dipendenza grave da gioco d’azzardo”

Vito De Filippo, sottosegr. Salute: “Occorre creare sinergie positive tra legislazione nazionale e quelle regionali” Avv. Cardia su limiti orari: “Quasi la totalità dei provvedimenti comunali sono suscettibili di annullamento”

29 Novembre 2016

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Vito De Filippo, sottosegr. Salute: “Occorre creare sinergie positive tra legislazione nazionale e quelle regionali”

Avv. Cardia su limiti orari: “Quasi la totalità dei provvedimenti comunali sono suscettibili di annullamento”

“Si è parlato di gioco d’azzardo, oggi, al convegno patrocinato dal ministero della Salute, durante il quale è stato presentato lo Year Book 2016, ricerca svolta dal CNR di Pisa sui rischi dal giocare.  Due le tavole rotonde, una a carico dei ricercatori che hanno presentato i dati più interessanti emersi dalla loro ricerca e una a carico dei politici, cui ho preso parte insieme al collega Basso del Pd e Endrizzi del M5S. Tutti d’accordo su almeno tre punti chiave: il primato della salute, che garantisce il diritto aver diritti, lo stop assoluto alla pubblicità, anche nelle sue forme indirette, e la necessità che il MEF si impegni non tanto a ridurre le macchinette, come da tempo annuncia senza avere il coraggio di farlo, quanto a ridurre le sue entrate dal gioco” lo dichiara, in una nota, Paola Binetti, deputata di Area popolare.

 

 

“Finchè il MEF prenderà le sue decisioni partendo dalla premessa che il gettito fiscale non si tocca e che ogni anno intende continuare a ricavare almeno un decina di miliardi dal gioco, non ci potrà essere riduzione nell’offerta di gioco. Ogni volta che il Governo interviene in materia di giochi lo fa stando su due tavoli diversi: da un lato è il monopolista che detta le regole e impone i criteri in modo autarchico, dall’altro è il soggetto politico che cerca in tutti i modi di mediare tra le diverse istanze dell’economia e della salute; della lotta all’illegalità e dei rischi della criminalità organizzata. Ma tra i due tavoli la bussola che orienta le sue scelte resta pur sempre quella della pressione fiscale: ricavare quanto più può dalle varie iniziative, magari legittimando le sue decisioni, anche quando appaiono ben poco giustificabili, con l’argomentazione che il fine giustifica i mezzi” spiega.

 

 

“Se entro la fine della legislatura non saremo riusciti ad ottenere l’approvazione della legge sulla prevenzione e sulla cura della dipendenza grave dal gioco d’azzardo, sia pure opportunamente emendata, allora sarà davvero lecito sospettare che i signori dell’azzardo hanno battuto il governo, facendo prevalere i loro interessi su quelli della comunità” conclude.

 

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