12 Ottobre 2026 - 14:43

Bilancio dello Stato: nel primo semestre del 2026, dai giochi entrate per 3 miliardi di euro

Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-giugno 2026 mostrano nel complesso una crescita di 15.399 milioni di euro (+3,5 per cento) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. La dinamica osservata

09 Settembre 2026

Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-giugno 2026 mostrano nel complesso una crescita di 15.399 milioni di euro (+3,5 per cento) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. La dinamica osservata è la risultante dell’aumento delle entrate tributarie (+6.342 milioni di euro, +2,2 per cento) e della crescita, in termini di cassa, delle entrate contributive (+9.057 milioni di euro, +6,4 per cento).

Il gettito delle imposte contabilizzate al bilancio dello Stato registra un aumento di 5.777 milioni di euro (+2,1 per cento). In crescita gli incassi da attività di accertamento e controllo (+127 milioni di euro, +1,6 per cento) e il gettito delle entrate degli enti territoriali (+860 milioni di euro, +2,8 per cento). Le poste correttive – che riducono le entrate del bilancio dello Stato – sono in aumento di 422 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025 (2,1 per cento).

Nei primi sei mesi del 2026 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 282.380 milioni di euro (+5.777 milioni di euro, +2,1 per cento).

Le entrate relative alle imposte dirette risultano pari a 158.992 milioni di euro (+2.239 milioni di euro, +1,4 per cento); quelle relative alle imposte indirette ammontano a 123.388 milioni di euro (+3.538 milioni di euro, +3,0 per cento).

Tra le entrate derivanti dalle imposte dirette, il gettito IRPEF si è attestato a 115.806 milioni di euro (+2.421 milioni di euro, +1,4 per cento). Il risultato deriva da un lato dalla crescita della componente delle ritenute di lavoro dipendente (+3.244 milioni di euro, +3,2 per cento) mentre dall’altro riflette la flessione: dei versamenti in autoliquidazione IRPEF (-598 milioni di euro, -17,1 per cento) – si segnala che un confronto più consistente con i dati relativi all’anno 2025 potrà però essere effettuato dopo i versamenti effettuati dai contribuenti nel prossimo mese di luglio (ricordiamo che la scadenza ordinaria è fissata al 30 giugno 2026 con la possibilità di usufruire della proroga al 30 luglio versando una maggiorazione dello 0,40% sugli importi dovuti); delle ritenute a titolo di acconto relative alle spese di ristrutturazione edilizia (-456 milioni di euro, -20,3 per cento) quest’ultime interessate nel mese di gennaio 2025 da considerevoli versamenti relativi a esecuzione di lavori e pagamenti da effettuarsi entro il 31 dicembre 2024, in considerazione del fatto che la Legge di Bilancio 2025 avrebbe ridefinito il quadro delle detrazioni per ristrutturazioni edilizie.

Il gettito dell’IRES è pari a 17.704 milioni di euro (+693 milioni di euro, +4,1 per cento). Anche per l’IRES un confronto più consistente con i dati relativi all’anno 2025 potrà però essere effettuato solo dopo i versamenti del mese di luglio (ricordiamo che, per i soggetti ISA, forfettari e minimi il versamento ordinario dell’imposta è stato prorogato al 20 luglio 2026 e con maggiorazione dello 0,8 per cento al 20 agosto – D.L. 89/2026). In diminuzione risulta il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi di capitale (-1.951 milioni di euro, -15,6 per cento) a causa della significativa contrazione delle ritenute su interessi e premi corrisposti da istituti di credito (-2.670 milioni di euro, -60,2 per cento). La riduzione si è concentrata nel mese di febbraio 2026, in concomitanza con il versamento del saldo, e nel mese di giugno, con la scadenza della prima rata di acconto, ed è legata al progressivo taglio dei tassi d’interesse avvenuto nel corso del 2025 che ha ridotto i rendimenti finanziari. In aumento gli andamenti della ritenuta sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+256 milioni di euro, +9,1 per cento), dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+315 milioni di euro, +17,6 per cento) e dell’imposta sostitutiva sul valore attivo dei fondi pensione (+813 milioni di euro, +54,1 per cento).

Tra le imposte indirette, le entrate IVA ammontano a 85.214 milioni di euro (+3.036 milioni di euro, +3,7 per cento): 75.192 milioni di euro (+2.127 milioni di euro, +2,9 per cento) derivano dalla componente relativa agli scambi interni; 10.022 milioni di euro (+909 milioni di euro, +10,0 per cento) dal prelievo sulle importazioni. In flessione il gettito dell’accisa sui prodotti energetici (oli minerali) (-1.104 milioni di euro, -9,5 per cento): la diminuzione è riconducibile all’introduzione di misure di riduzione temporanee delle accise, finalizzate a contrastare l’aumento dei prezzi energetici. In aumento il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (+955 milioni euro) interessata dalle norme contenute nel D.Lgs. 25 marzo 2025, n. 43, che hanno modificato le modalità di versamento delle rate di acconto, e dalla normativa transitoria che prevede nel mese di marzo il versamento del conguaglio relativo all’anno d’imposta 2025.

Le entrate di lotterie e altre attività di gioco ammontano a 3.071 milioni di euro con una diminuzione pari a -281 milioni di euro (-8,4 per cento) rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. La riduzione del gettito dei giochi deriva principalmente dalla progressiva migrazione della domanda dagli apparecchi fisici, caratterizzati da elevato rendimento erariale, verso forme di gioco online e di abilità a distanza che presentano una tassazione significativamente inferiore. Il fenomeno non riflette una contrazione della raccolta complessiva, che continua a crescere, bensì una trasformazione strutturale della composizione dell’offerta e della domanda di gioco.

Sul fronte degli incassi, la categoria dei giochi e lotterie registra una riduzione del -8,1% pari a 3.042 milioni incassati, 267 in meno rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2025.

 

PressGiochi

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