28 Settembre 2020 - 07:56

Bianca (Sapar): “La parte dell’amusement venga stralciata subito da Delega fiscale”

Durante l’incontro di Pistoia organizzato dall’Università di Firenze dal titolo “Il gioco d’azzardo come patologia nel territorio Pistoiese” è intervenuto il segretario nazionale Sapar, Corrado Luca Bianca, il quale ha

23 Giugno 2015

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Durante l’incontro di Pistoia organizzato dall’Università di Firenze dal titolo “Il gioco d’azzardo come patologia nel territorio Pistoiese” è intervenuto il segretario nazionale Sapar, Corrado Luca Bianca, il quale ha voluto subito ricordare l’attività dell’Associazione che fa parte dell’unità di ricerca organizzata dall’Università.

“La Sapar – ha dichiarato Bianca – è il maggiore organismo di rappresentanza dei gestori, produttori e distributori di apparecchi per il gioco lecito e da intrattenimento.

Cosa si intende per apparecchi per il gioco lecito; sono tutte le apparecchiature con e senza vincita in denaro che vengono ospitate all’interno dei pubblici esercizi (Bar, Sale giochi) ovvero: Flipper, Biliardi, Videogiochi e le cosiddette Slot Machine.

Dal 1962 è impegnata a sostenere e tutelare non soltanto l’attività imprenditoriale delle aziende associate, ma altresì a promuovere sul territorio la cultura del cosiddetto “gioco automatico”, con il duplice fine di favorirne il corretto approccio da parte dell’utenza, ed in particolare di garantire la massima tutela dei minori”.

 

Come fa sapere Automatnews, il segretario ha poi proseguito il suo intervento ricordando che “un limite, con cui ci siamo da sempre scontrati, è il mancato approfondimento da parte della opzione pubblica di quale sia il ruolo delle aziende del Gioco di stato.

L’Associazione Nazionale Sapar (Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative) ha stimato che in Italia operano nel settore degli apparecchi da intrattenimento più di 5000 aziende, per un indotto che occupa oltre 180.000 addetti e relative famiglie e oltre 110.000 esercizi pubblici che coinvolge ulteriori 390.000 persone.

Tali aziende  non vengono mai rappresentate nella loro ampiezza; mentre molto importanti sono gli oneri e gli investimenti che gli stessi devono affrontare per poter compiere correttamente l’attività d’impresa.

 

Il ruolo del gestore di tali apparecchiature non si limita alla manutenzione  ed alla sorveglianza periodica della funzionalità degli apparecchi.

Oltre a questo con l’impiego di capitali e risorse propri il Gestore provvede all’approvvigionamento degli Hopper interni agli apparecchi di monete, essenziali per l’erogazione delle vincite oltre all’approvvigionamento del punto vendita e delle cambiamonete ivi installate, nonché procede alla raccolta del residuo del cassetto, accollandosi in tutto e per tutto la responsabilità della gestione del denaro anche a seguito di furti e rapine”.

Il segretario ha poi voluto rappresentare la realtà economica del mercato con un focus sui dati nazionali, entrando anche nella distribuzione territoriale della rete di vendita: “Lo scorso anno le giocate complessive hanno raggiunto gli 84,4 miliardi di euro (raffrontate con il 2013 si evince il calo dello 0,28%) – ha proseguito Bianca – mentre la spesa effettiva è stata di poco superiore ai 17,5 miliardi ( quindi superiore dello 0,43%).  Le vincite corrisposte per oltre 66,9 miliardi.  Nelle casse dello Stato sono entrati oltre 7,9 miliardi di euro, il 2,68% in meno rispetto agli 8,1 miliardi del 2013.  Quando parliamo di dati bisogna fare un ulteriore approfondimento; non basta parlare del fenomeno italiano dei giochi ma ritengo opportuno fare un distinguo sulle enormi differenze territoriali del nostro Paese. Infatti sono molto differenti i numeri del comparto riferito alle varie regioni italiane; ad esempio al 1° posto troviamo la Lombardia che si conferma la regione che gioca di più con una raccolta di 10miliardi , e dove sono stati vinti 8miliardi di euro. Al 2° posto troviamo il Lazio con una raccolta di 5 miliardi , e dove sono stati vinti 4miliardi di euro. Tali numeri però sono enormemente differenti da quelli di regioni come il Molise dove troviamo una raccolta di 244milioni di euro, e dove sono stati vinti 192milioni di euro. Viste queste differenze di approccio al gioco sul territorio è fondamentale ribadire la necessità della riserva statale nella trattazione normativa della materia al fine di garantire uniformità su tutto il territorio italiano”.

 

Il segretario ha proseguito ricordando che questi numeri da una prima riflessione potrebbero sembrare enormi ma purtroppo non è così perché i numeri appena elencati sfigurano ed impallidisco rispetto ai dati del gioco online: ” Necessario  in un contesto come questo fare un accenno a quello che rappresenta non il futuro, non l’evoluzione prossima ma la realtà, l’oggi del mondo dei giochi, ovvero Facebook.  Solo per portarvi un esempio vi illustro brevemente dati elaborati dal nostro Centro studi Automat. Ci sono  Oltre mille pagine e gruppi dedicati alle scommesse sportive, più di cinque milioni di “mi piace” e iscritti solo in Italia. Questi sono dati che non possono tenere conto dei gruppi segreti, non visualizzabili nei risultati della ricerca e che quindi potrebbero far salire ancora di più il numero dei partecipanti”.

Bianca ha poi chiuso l’intervento ricordando che esiste una parte del gioco fisico assolutamente trascurata negli ultimi anni, ovvero quello del puro intrattenimento: “Parlo delle Macchine da intrattenimento senza vincite in denaro, ovvero i video giochi, le Ticket Redemption, i Flipper, il calciobalilla, il biliardi. Ovviamente si è attenuata l’attenzione sull’amusement perché il gioco con vincita in denaro ha avuto un boom pazzesco.  Sul territorio abbiamo più di 115.000 apparecchi, solo in Emilia Romagna, grazie alle sale da gioco sulla riviera adriatica, ce ne sono 16mila installati. Questo è un numero che evidenzia una certa rilevanza nel mercato del Gaming.  Nel 2012 con 300 milioni raccolti e nel 2013 con 303 milioni raccolti) numeri irrisori rispetto al gioco d’azzardo, l’erario ha raccolto quasi 45 milioni di euro di Gettito erariale”.

L’Associazione Sapar sta cercando da tempo di promuovere lo sviluppo e la rivalutazione dell’amusement: “Come associazione abbiamo aperto da qualche anno un dibattito per creare delle alternative per la crescita di questo segmento. Dobbiamo dare una cornice giuridica precisa e ideale al mercato in questione. Un altro punto cruciale è la tassazione; più che tassare dovremmo incentivare lo sviluppo di tale segmento. Dovremo far avvicinare l’intrattenimento puro alla sfera culturale, il settore dovrebbe crescere e non regredire come invece sta accadendo.  Concludo dicendo che è necessario stralciare dalla delega tutto ciò che riguarda l’amusement, togliendo la Riserva dello stato sui giochi senza vincita in denaro”.

PressGiochi