03 Agosto 2020 - 14:11

Betting: gli operatori internazionali puntano sul calcio e in Italia non temono concorrenza

Mentre il mondo del calcio italiano è costretto a chiudere i rapporti con il betting, il mercato internazionale freme e tra tutti gli accordi conclusi in queste settimane spicca il

05 Agosto 2019

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Mentre il mondo del calcio italiano è costretto a chiudere i rapporti con il betting, il mercato internazionale freme e tra tutti gli accordi conclusi in queste settimane spicca il super accordo firmato da 1xBET con il Liverpool, il Barcelona e il Chelsea, detentori di ben 5 trofei della Champions League negli ultimi dieci anni.

Si tratta di tre distinti accordi pluriennali per diventare partner ufficiale di scommesse dell’FC Barcelona, ​​partner ufficiale di scommesse globali del Liverpool Football Club e partner globale ufficiale del Chelsea Football Club.

 

Le partnership permetteranno a 1xBet di ottenere una maggiore visibilità in tutto il mondo, ma in particolare nel Regno Unito, dove si trovano Liverpool e Chelsea. Fondata nel 2007, l’operatore si sta espandendo rapidamente in varie regioni del mondo, con oltre 1.000 eventi giornalieri, 1xBet è già una delle principali società di scommesse online in Asia, Africa ed Europa. L’ambizione della società è quella di spingere il marchio a livelli ancora più alti.

E in Italia, liberato il campo dalla concorrenza .it, per gli operatori esteri sarà ancora più facile raggiungere questo obiettivo.

Si, perché se i concessionari italiani del betting sono vincolati dal Decreto Dignità, quelli internazionali potranno sfruttare la visibilità di eventi trasmessi in tutta Europa come la Champions League o la Europa League, per catturare l’attenzione dei giocatori.

E contro la trasmissione di contenuto esteri sui quali si veicola pubblicità di gioco d’azzardo il Decreto Dignità non può nulla. Come ribadito dalla stessa Commissione europea nella Direttiva sui servizi di media audiovisivi: “Le misure adottate da uno Stato membro per attuare il proprio regime nazionale in materia di tutela dei consumatori, anche per quanto concerne la pubblicità del gioco d’azzardo, dovrebbero essere giustificate, proporzionate all’obiettivo perseguito e necessarie ai sensi della giurisprudenza della Corte. In ogni caso, uno Stato membro ricevente non deve adottare misure che ostino alla ritrasmissione, sul proprio territorio, di trasmissioni televisive provenienti da un altro Stato membro”.

 

PressGiochi