10 Aprile 2026 - 17:58

Betting exchange, come funziona la tassazione sulle vincite?

Il betting exchange ha rivoluzionato il mondo delle scommesse, portando nuovi concetti come il cashout, il gioco punta e banca, lo scalping e il trading sportivo. Un nuovo modo di

17 Aprile 2025

Il betting exchange ha rivoluzionato il mondo delle scommesse, portando nuovi concetti come il cashout, il gioco punta e banca, lo scalping e il trading sportivo. Un nuovo modo di vivere i pronostici dove peraltro la sfida non è contro il bookmaker, ma contro gli altri scommettitori. Rispetto al 2014, quando solo una nicchia di appassionati conosceva questo gioco e ha potuto usufruire della regolamentazione da parte di ADM, il betting exchange è diventato molto popolare. Rispetto agli esordi è però cambiata anche la tassazione sul betting exchange: vedremo come funziona, anche perché non è un dettaglio se si vuole chiudere una sessione di gioco in positivo.

Le commissioni nel betting exchange 

Il funzionamento del betting exchange  ricorda in parte i mercati finanziari. Chi gioca può essere sia banco sia scommettitore: detto in altre parole, si può decidere di bancare una quota (come il segno 1 su una determinata partita) sia di puntare sulla quota che un altro giocatore ha proposto. Il ruolo del bookmaker in questo caso è imparziale, gestisce le puntate, paga le vincite e trattiene una commissione che varia dal 2 al 5% e che comprende il prelievo statale. Per approfondire in generale la tematica del betting exchange si possono visitare siti specialisti del tema come bettingxchange.it, che consentirà di avere una panoramica completa su questa particolare modalità di scommessa, oltre che informazioni su dove sia disponibile in Italia. Ciò che conta sapere per gli scommettitori è che la tassazione sulle vincite è nulla, visto che il prelievo avviene sul margine del bookmaker. Il giocatore dunque non deve dichiarare le vincite. L’operatore della piattaforma versa il 20% delle commissioni incassate come tassazione allo Stato.

Il betting exchange in Italia

La “borsa delle scommesse”, uno dei modi con il quale è definito il betting exchange in Italia, ha conquistato una tipologia molto particolare di giocatori. La differenza rispetto ai pronostici sportivi classici sta nel fatto che l’exchange richiede un po’ più di competenza. Il concessionario agisce come intermediario, limitandosi a mettere in contatto i giocatori un po’ come avviene nei tornei di poker ospitati dai siti di gioco online. Esattamente come la versione via web e mobile del Texas Hold’em a fare la differenza è dunque la competenza nel prepararsi al meglio prima del pronostico e la volontà di seguire i match sui quali sono state accettate proposte di scommessa fatte da altri utenti o sui quali è stata proposta una quota ad altri giocatori. I numeri del Punta e Banca in Italia sono comunque positivi, se si pensa che nel mese di febbraio 2025 la spesa dei giocatori sul betting exchange è risultata di 1.644.893,61 euro. Il dato è notevole soprattutto considerando che non tutti i bookmaker con licenza ADM offrono questa tipologia di gioco. A rendere meno interessanti per i concessionari questa versione delle scommesse sportive è stata una tassazione “ballerina” nel corso degli anni – non a danno dei giocatori ma dei siti – e l’importanza di avere una numero di giocatori e di liquidità imponenti affinché ci sia un mercato delle quote molto vivo.

La tassazione sulla vincite in Italia

La tassazione sulla vincite in Italia cambia in base ai giochi. Detto del betting exchange, su gratta e vinci, Superenalotto e Lotto si applica la tassa sulla Fortuna, che varia anche in base al premio ottenuto. Discorso diverso per quanto vinto nei casino online con licenza dei Monopoli di Stato: il prelievo statale è alla fonte e il giocatore può incassare il premio senza l’obbligo di doverlo dichiarare. Sono tassate alla fonte anche le vincite ottenute nei casino fisici italiani e nel territorio UE, mentre non è stata fatta completa chiarezza sugli obblighi del contribuente per quanto riguarda le vincite ottenute nei casino fisici extra UE.

 

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