Un ulteriore aumento della pressione fiscale sul gioco potrebbe accelerare la riduzione della rete fisica delle agenzie di scommesse nel Regno Unito. È l’allarme lanciato da Fred Done, fondatore di
Un ulteriore aumento della pressione fiscale sul gioco potrebbe accelerare la riduzione della rete fisica delle agenzie di scommesse nel Regno Unito. È l’allarme lanciato da Fred Done, fondatore di Betfred, secondo il quale il progressivo incremento dei costi fiscali e operativi potrebbe rendere non più sostenibile il modello retail entro la fine del decennio.
Parlando al Financial Times, Done ha affermato che un eventuale raddoppio della Machine Gaming Duty (MGD), dall’attuale 20% al 40%, potrebbe costringere Betfred a chiudere 495 punti vendita nell’arco di un anno, pari a circa il 45% della rete. Secondo le stime fornite dal fondatore, l’operazione comporterebbe la perdita di circa 2.575 posti di lavoro e una riduzione di circa 67 milioni di sterline delle entrate fiscali per l’Erario britannico.
Betfred gestisce attualmente circa 1.094 agenzie nel Regno Unito, ma la rete è già in fase di ridimensionamento. La società ha annunciato quest’anno la chiusura di 132 punti vendita, collegando la decisione all’aumento dei costi, alla crescita dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, all’inflazione salariale e agli incrementi della fiscalità sul gioco.
Per Done, un elemento particolarmente rilevante è rappresentato dalle macchine da gioco presenti nelle agenzie. Nonostante dal 2019 la puntata massima sui fixed-odds betting terminals (FOBT) sia stata ridotta a 2 sterline, il fondatore di Betfred ha spiegato al Financial Times che le macchine rappresentano ancora circa la metà degli utili dei punti vendita.
Da qui la previsione sul futuro della rete fisica. “Credo che entro il 2030 non avremo più agenzie di scommesse. La high street sarà morta”, ha dichiarato Done, collegando il rischio alla combinazione tra aumento delle imposte, salari e altri costi di gestione.
La possibile modifica della MGD è attualmente oggetto di discussione in vista dell’Autumn Budget britannico del 28 ottobre. Non si tratta quindi, al momento, di un aumento già approvato.
L’allarme di Done si inserisce in un più ampio ridimensionamento del betting retail britannico. Anche altri operatori hanno annunciato chiusure o segnalato l’impatto dei maggiori costi. Evoke ha chiuso 200 agenzie William Hill e anche Entain ha espresso preoccupazione per un eventuale incremento della MGD, stimando un costo operativo aggiuntivo nell’ordine di 100 milioni di sterline.
Il fondatore di Betfred ha inoltre avvertito che una contrazione eccessiva dell’offerta regolamentata potrebbe avere conseguenze anche sul mercato illegale. Secondo Done, parte della domanda potrebbe spostarsi verso il mercato nero, con effetti sia sull’attività di gioco sia sulle entrate fiscali.
La questione riguarda anche il finanziamento dello sport. Betfred è infatti sponsor di alcune delle principali corse ippiche britanniche e Done ha fatto sapere che, qualora il prossimo Budget producesse un significativo aumento della MGD, la società potrebbe rivedere anche il proprio impegno nelle sponsorizzazioni delle British Classics.
Nel dibattito sulla fiscalità del gioco, Done ha infine contestato l’idea secondo cui gli avvertimenti dell’industria rappresenterebbero semplicemente una forma di pressione sul Governo. Il fondatore di Betfred ha ricordato che la propria famiglia ha versato circa 400 milioni di sterline di imposte nell’ultimo anno, chiedendo quale dovrebbe essere, in questo contesto, il livello di tassazione considerato sostenibile.
PressGiochi
Fonte immagine: Churchil-statue-Parliament-Square_by_Laurence-Norah






