16 Settembre 2021 - 12:25

Beccalossi e le offese agli operatori del gioco: lo scontro continua

Si è tenuta in questi giorni l’udienza del processo che vede coinvolta per diffamazione la consigliera regionale della Lombardia Viviana Beccalossi querelata da alcuni imprenditori del settore dei giochi pubblici

13 Settembre 2021

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Si è tenuta in questi giorni l’udienza del processo che vede coinvolta per diffamazione la consigliera regionale della Lombardia Viviana Beccalossi querelata da alcuni imprenditori del settore dei giochi pubblici e dall’associazione di settore Agge Sardegna. Beccalossi era stata la protagonista di un’uscita veramente infelice durante un convegno di Confartigianato del 26 maggio 2016 al Teatro sociale in Città Alta, durante il quale disse: «Come fa a chiamarsi imprenditore uno che arriva la mattina, mette la presa della corrente e sta lì ad aspettare i “ciula” che vanno a giocarsi i soldi? Non sono imprenditori, sono strozzini di Stato».

 

Affermazione che non fu accolta con piacere dagli operatori del settore, tanto che alcuni decisero di portare la consigliera direttamente in Tribunale. Lei, all’epoca assessore regionale al Territorio, fu promotrice della proposta di legge regionale votata all’unanimità, nel 2013, sulla distanza tra i locali e i luoghi delicati, come le scuole, e sulla ludopatia come malattia.

Davanti al giudice di pace, la consigliera Beccalossi si è difesa dicendo che per strozzino intendeva lo Stato e ha richiamato l’importanza di lottare contro la dipendenza da gioco. Ad intervenire a sua difesa addirittura il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che era presente al convegno con i pensionati, e secondo il quale è giusto il richiamo etico che la Beccalossi fece in quell’occasione. “Non sono per l’azzeramento, ma per il contenimento del gioco d’azzardo legale – ha dichiarato Gori in Aula -. Al di là delle norme che la Regione ha fatto e, sapete, anche il Comune ha fatto, esiste uno spazio di responsabilità individuale di chi decide di tenere in un suo bar le slot, di far rispettare o non rispettare le leggi che, per esempio, vietano l’accesso ai minori, invece sappiamo che tanti minori giocano”.

Le intenzioni dell’ex assessore sembrerebbero quelle di spostare il tema sulla legittimità del contrasto al gioco patologico, come se potesse così attenuare e giustificare le sue dichiarazioni contro i lavoratori del settore. Tanto che, come testimone è stato coinvolto anche Simone Feder, psicologo della Casa del giovane di Pavia che ha citato uno studio con il Provveditorato da cui già nel 2015 risulta che il 3% dei giovani avesse problematiche di ludopatia in famiglia.

 

Non condivide in alcun modo la linea della difesa, Francesco Pirrello, presidente della stessa Agge che commenta l’accaduto con critica parlando di scarsa conoscenza del settore:

“Mai vista  così tanta solidarietà tra politici come all’udienza tenutasi di fronte il Giudice di Pace di Bergamo il giorno 9 scorso, infatti, a sostenere in aula  la parlamentare Viviana Beccalossi ex Fratelli d’italia, ora in Consiglio Regionale nel Gruppo misto, si sono presentati addirittura il Sindaco Gori e Simone Feder, psicologo della Casa del giovane di Pavia, adducendo a difesa dell’interessata considerazioni alquanto personali e originali circa determinate problematiche causate dall’utilizzazione degli apparecchi a vincita in denaro (AWP) (solo queste) e condividendo il richiamo secondo una certa “etica” di frasi vergognosamente offensive e diffamatorie quali: STROZZINI DI STATO” pronunciate, dall’ex Parlamentare, contro un comparto di onesti operatori (regolarmente e legalmente iscritti in un apposito Albo) la cui unica colpa sarebbe quella di operare per conto dello Stato senza alcuna tutela e garanzia. Si, proprio un bell’esempio di “ETICA ” che non trova alcuna giustificazione salvo la scarsa conoscenza del settore nominato, evidenziando al contrario,  la mancanza di tale virtù, in nome della quale spesso e volentieri certi politici tentano scaricare e distorcere problematiche ben più serie, creando come nella fattispecie in questione, una cortina di effetti speciali che nulla hanno a che fare con la questione penale, oggetto del giudizio.

In conclusione i pochi presenti hanno assistito al solito teatrino della politica che come spesso accade  rende il facile difficile, attraverso l’inutile… mentre sarebbe stato forse più opportuno per la controparte   un bagno d’umiltà e di saggezza, ammettendo la propria colpa o errore e confidare come sin da l’inizio del procedimento auspicato, della disponibilità da parte del Presidente dell’Associazione A.G.G.E. Sardegna di ritirare la querela”.

 

PressGiochi