Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ha emesso un decreto di sequestro preventivo nei confronti di quattro indagati, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere,
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ha emesso un decreto di sequestro preventivo nei confronti di quattro indagati, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio aggravati dal metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e peculato. Il provvedimento è in corso di esecuzione da parte della Guardia di Finanza.
Il sequestro riguarda due rami d’azienda operanti nella gestione di sale slot e videolottery, oltre al canone di locazione di un’attività di ristorazione. L’operazione rappresenta un ulteriore sviluppo delle indagini avviate il 13 luglio scorso, quando erano state eseguite misure cautelari personali nei confronti di 22 soggetti e disposti sequestri per un valore complessivo superiore a 60 milioni di euro nei confronti di 79 persone, con il coinvolgimento di 13 sale VLT e due sale giochi.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari e condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dal Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata, avrebbero ricostruito l’operatività di un «gruppo societario» riconducibile a un imprenditore locale ritenuto affiliato a un clan barese.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’organizzazione avrebbe instaurato una posizione di sostanziale monopolio nel settore dei giochi e delle scommesse, utilizzando le attività economiche anche per il riciclaggio di proventi di origine illecita.
Gli ulteriori approfondimenti investigativi avrebbero consentito di individuare strutture societarie non interessate dal provvedimento originario. In particolare, si tratta di due sale slot e videolottery acquisite a Bari in epoca successiva alla precedente richiesta di misura cautelare, nonché di un canone di locazione derivante da un’attività di ristorazione attraverso la quale, secondo gli investigatori, sarebbe stata mantenuta la disponibilità di risorse finanziarie riconducibili al gruppo imprenditoriale oggetto dell’inchiesta.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli elementi acquisiti e la misura cautelare hanno pertanto natura provvisoria e sono soggetti alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria. Alle persone sottoposte alle indagini è riconosciuto il diritto di esercitare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.
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