04 Dicembre 2020 - 11:34

Baretta (Mef): “Non mi interessa la filantropia dei concessionari, dobbiamo lottare tutti contro la ludopatia”

“Il compito dello Stato è un compito molto delicato in questa situazione perché è quello di collocarsi in una progettazione del settore in un’ottica di uno Stato che non sia

20 Novembre 2020

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“Il compito dello Stato è un compito molto delicato in questa situazione perché è quello di collocarsi in una progettazione del settore in un’ottica di uno Stato che non sia quello di Stato etico ma che non ignori le problematiche sociali presenti.

Nella precedente legislatura i tentativi sono stati fatti. Oggi, la Nadef ci dice che dobbiamo fare un riordino del settore. Questo è importante. Io riprendo la delega del settore giochi con questa indicazione datami dal parlamento di avviare un riordino del settore”.

Così Pierpaolo Baretta, sottosegretario al Mef con delega ai giochi è intervenuto alla presentazione del report “Il Gioco legale in Piemonte” realizzata dalla CGIA Mestre con il sostegno di As.tro, Associazione degli operatori del gioco lecito e Sapar, Associazione nazionale gestori.

“La mia opinione – ha dichiarato Baretta – è quella di usare il 2021 per il riordino e pensare alle gare dal 2022. Gli operatori sanno che le gare oggi non sarebbero fattibili. Penso al controllo da remoto ancora da strutturare e di cui tanto si è parlato. Penso alla questione numeri distribuzione punti gioco sul territorio e la gestione delle distanze e dei problemi collegati.

Una serie di materie non realizzate e non compiute che saranno affrontate nel 2021.

L’obiettivo principale del riordino nella mia opinione è quello di arrivare ad una considerazione del gioco come normale. Affinché il gioco sia considerato condizione normale è che sia frequentato in maniera non assiduama normale. Agire quindi alla lotta esplicita alla compulsività e ludopatia assunta anche dagli operatori del gioco. Abbiamo fatto molta strada, ma dobbiamo andare avanti. Non mi interessa la filantropia dei concessionari, ma dobbiamo lottare contro la ludopatia in maniera visibile e percepita anche da parte dell’opinione pubblica per costruire il fronte reputazionale.

L’altro fronte è la lotta all’illegalità diffusa. Non c’è rapporto automatico tra riduzione della legalità e illegalità, ma solo punti di equilibrio da individuare. Se tolgo il gioco non scompare, ma dobbiamo fare in modo che sia una parte normale della vita delle persone.

Questi i punti da affrontare:

  • Riorganizzare l’offerta con una possibile riduzione. Non si risolve con le distanze ma con una razionalizzazione dell’offerta.
  • Regole omogenee. Una delle cose deleterie sono le regole diverse tra le varie località. Questo non è più gestibile. Dall’accordo Stato regioni sono intervenuti applicazioni regionali e comunali molto differenziate tra loro. Il paradosso è che questo ha creato competizione tra territori, quindi l’obiettivo opposto a quello che era ricercato.
  • Conferma del sistema concessorio. Non sono per lo Stato che liberalizza. Bisogna lavorare però anche ad una riorganizzazione dei concessionari, almeno in termine di rappresentaza. Poi serve una riorganizzazione e semplificazione della filiera. Questo presuppone una intesa tra operatori, enti locali e lo Stato e Parlamento. Dobbiamo arrivare ad una legge”.

PressGiochi